sabato 30 dicembre 2006

Provincialismo emotivo

Sacrificata vittima
verso d'amore cerca fiato per non soffocare più
affittasi crepuscoli, balere ad ore piccole
morire la domenica chiesa cattolica
estetica anestetica provincia cronica
Si vende amore tossico
'ndrangheta e camorra più Gomorra e meno Sodoma
denunciasi calamità di mariuana e crimine
morire la domenica chiesa cattolica
estetica anestetica provincia cronica
(I provinciali, Baustelle, 2005)

mercoledì 20 dicembre 2006

And the radio plays

L'aria intorno e' piu' nebbia che altro, cantava Cristiano Godano. Evanescenti raggi di luce si diffondono attraverso la coltre fumogena. Io, dall'altra parte, ne raccolgo quel che ne rimane. In sottofondo, la voce di Giovanni Lindo Ferretti. And the radio plays.

martedì 19 dicembre 2006

Un anno senza shopping


Colgo l'occasione di celebrare l'audace iniziativa di un gruppo di italiani che hanno emulato l'americana Judith Levine, americana e pioniera del "no shopping", rimasti un anno senza fare shopping (qui). Così posso prendere la palla al balzo, proprio in questo periodo natalizio, per sottolineare la vena realmente rivoluzionaria di queste iniziative, atte a minare dal basso un sistema fondato sui consumi e dove l'individuo è e viene ridotto a terminale di una campagna del consenso atta a far crescere giorno per giorno il volume di consumi nella nostra opulenta "civiltà occidentale". Ed ecco qui l'unico atto rivoluzionario possibile per chi come noi è stato sostanzialmente depredato di ogni possibilità di espressione atta ad incidere in un mondo che non ci appartiene più perché nessuno lo voleva così.

Il regalo di Natale

Stamattina non sono riuscito neanche ad arrivare alla terza pagina del giornale...anzi proprio nella terza, dopo la seconda a tutta di pubblicità di una nota banca (?) un titolo ha reso all'inizio della giornata dell'italiano quella sensazione di malessere mista a rabbia che prende allo stomaco e finisce per scendere fin giù nei meandri del fegato. Perché la nausea di ogni mattina non ha scioperato con i giornalisti, bensì anche stamane è arrivata puntuale dopo l'ora del caffé. "Reati contabili, il governo cancellerà la norma" è il titolo riparatore ad una azione bassa e meschina nei confronti di chi ancora crede in una sorta di forma di stato civile o democratico (io no!). Insomma, il governo cancellerà la prescrizione inserita (dice il giornale) "di straforo" nella manovra finanziaria che depenalizza i reati contabili, in pratica la cattiva amministrazione fatta a scopo di modificare illegalmente i conti delle amministrazioni pubbliche e private . L'autore di questa iniziativa della maggioranza di governo, Piero Fuda, ex forzitalia poi passato nelle file del centrosinistra.
A dichiararsi contrari e indignati del provvedimento inserito di soppiatto nelle migliaia di pagine di un emendamento della finanziaria che ieri è stata approvata in parlamento, non solo l'opposizione del centrodestra ma anche la Corte dei Conti che ha dichiarato: "Lede in maniera grave le funzioni istituzionali" producendo "L'estinzione della maggior parte dei procedimenti di responsabilità amministrativa in corso". Senza andare oltre a queste dichiarazioni che si commentano ampiamente da solo e sottolineando il fatto che molti esponenti della maggioranza hanno dichiarato di essere contrari a questo emendamento, mi sembra un ulteriore attentato alla democrazia italiana che da decenni cerca di debellare la cattiva amministrazione pubblica e privata che, se si vanno a quantificare i danni fatti da manager di banche e di aziende pubbliche o a partecipazione pubblica, è allo stato attuale uno dei fardelli che più pesa sulla salute del Bel Paese. Tante domande: dei molti del centro sinistra tra i quali Di Pietro e parte dei Ds, perché hanno votato l'emendamento? Forse non lo conoscevano e se ne sono accorti solo dopo? Allora vuol dire che, oltre al fatto che molti non leggono le leggi che votano, anche che Mr. Prodi fa la politica del "nascondismo" che si avvicina al cavallo di Troia: mette una bella norma da mostrare e far votare e dentro una sorpresa...Quella che non ti aspetti: un bell'emendamento ad hoc per lo scandalo nella sanità della amministrazione del centrosinistra della Calabria e per le tante faccende in cui sono coinvolti la "manipulitissima" classe politica italiana. Una bella sopresa di Natale fatta da Mr. Prodi nei confronti della sua maggioranza e dei suoi ormai (da riconteggiare!) sostenitori elettorali.

Anniversario - postumo - di Piazza Fontana



Care compagne e cari compagni, care sorelle e cari fratelli, care amiche e cari amici, oggi dodici di dicembre duemilasei ricorre il trentasettesimo anniversario della strage-perpretata per mano neo-fascista- di Piazza Fontana. Purtroppo, non ho avuto modo di dare un'occhiata alle edizioni on-line dei maggiori quotidiani italiani. Spero che qualche direttore, dalla memoria lunga, abbia voluto richiamare alla mente dei lettori quanto avvenne nella Banca Nazionale dell'Agricoltura e tutto quello che ne poi ne segui': dal "malore attivo" del compagno ferroviere Pinelli sino al naufragio dei sogni e delle speranze di tanti giovani che volevano la fantasia al potere. Le bombe di Piazza Fontana aprono una voragine nella storia italiana, che da questo momento in poi sara' contrassegnata da una guerra senza quartiere tra rossi e neri. Ahime', una siffatta guerra civile si rivelera' utile esclusivamente al mantenimento dello staus quo e alla continuita' della societa' borghese contro la quale essi credevano di battersi. Deposte le spranghe e i passamontagna, alcuni di quei volti diverranno, come cantava De Andre', "soci vitalizi del potere" , caldeggiatori di nuore alle prese con barbariche invasioni , cicisbei da controcampo domenicali, o ragionatori al servizio del capitalismo famigliare all'italiana. Molti altri si perderanno dietro all'eroina consolatrice, alcuni rimarranno fedeli alla linea, e in tale solco-onore a loro-cercheranno di tradurre la loro visione del mondo nella societa' odierna. Onore ai caduti di Piazza Fontana.

...from Hannover



Lungo la strada maestra, pallidi neon allungano le ombre di pantaloni a vita bassa e stivali alle ginocchia che vestiranno i corpi di impiastricciate adolescenti e di casalinghe annoiate. Oscillano al ritmo del passo della folla le buste variopinte. Fiocchi a siglillare confezioni regalo, sorrisi a condire l'allegria fittizia di chi si finge indaffarato a comprare. I tacchi nelle pozzanghere diffondono l'acqua intorno. Chiusi gli opifici di un tempo, solo qualche foglia di tabacco rimane a futura memoria.
Hasta siempre,
Giovanni

domenica 17 dicembre 2006

Ladies and Gentleman...

A voi tutti. Battipagliesi che ancor risciaquate i vostri panni nel Sele e a passi misurate i ponti sul Tusciano. Battipagliesi che dai lidi sorrentini veniste ad esser reclusi tra il Castelluccio e la Spineta. Battipagliese che mi sei fratello; tanti cori lanciammo al cielo quando insieme fummo in curva o assiepati tra la folla a veder la Cantantessa o Agnelli Emanuele. Battipagliese che in giro tra una scuderia firmata Aulenti e una serata di musica e fotografia mi dischiudesti Parigi, i suoi boulevard, e la casa di un mitico zio. Battipagliese che millanti uno sputo nell'Adige come scaligera tradizione e che baci il consunto e bronzeo seno di Giulietta, e che paziente mi accompagnavi per campani ospedali quando ero convinto che la silice fosse entrata dentro di me.
Battipagliese che riposi oltre l'autostradale svincolo . Battipagliese che da Anguillara giungesti e con il quale a mezzodi' divisi una materna frittata. Battipagliese, compagno di tanti caffe' di mezzogiorno al bar Varese. Battipagliese che vai alla scuola della chimica fiscianese. Bellizzese che per far poltica valichi le colonne dello svincolo incompiuto. Salernitana, oramai, mezzo sangue parigina, compagna di un soporifero corso che pretendeva di indagare la struttura della materia.
Cilentana, oramai, mezzo sangue salernitana, allieva promettente della classe di lingua battipagliese. Salernitana, dal cognome veloce, cresciuta allo scorrere del Rio Mercatello. Salernitani che siete divenuti uomini all'ombra del Torrione, o lungo i pendii delle colline di Fuorni. Caprigliese in odore di salernitanita' per coniugali appartenenze. Salernitana
persa e a supercondurre ragionando nelle terre di Leida. Napoletana che nella Valle dell'Irno tracci strade parallele tra "La famiglia Benvenuti" ed "Un medico in famiglia". Napoletano giunto a Baronissi per con i numeri riempire lo spazio interstellare. Lucano che in macchina bordeaux
convenisti a ricercare sotto lo sguardo vigile di Ippocrate. Irpino, fratello e compagno di bandiera, che mai fece venire meno la solida spalla al pianto e al lamento di chi e' solo. Irpina, che con il ceruleo sguardo illuminavi una dipartimentale stanza. Sannita, dai riccioli biondi, perso a guardar le stelle.


Giovanni