martedì 19 dicembre 2006

Anniversario - postumo - di Piazza Fontana



Care compagne e cari compagni, care sorelle e cari fratelli, care amiche e cari amici, oggi dodici di dicembre duemilasei ricorre il trentasettesimo anniversario della strage-perpretata per mano neo-fascista- di Piazza Fontana. Purtroppo, non ho avuto modo di dare un'occhiata alle edizioni on-line dei maggiori quotidiani italiani. Spero che qualche direttore, dalla memoria lunga, abbia voluto richiamare alla mente dei lettori quanto avvenne nella Banca Nazionale dell'Agricoltura e tutto quello che ne poi ne segui': dal "malore attivo" del compagno ferroviere Pinelli sino al naufragio dei sogni e delle speranze di tanti giovani che volevano la fantasia al potere. Le bombe di Piazza Fontana aprono una voragine nella storia italiana, che da questo momento in poi sara' contrassegnata da una guerra senza quartiere tra rossi e neri. Ahime', una siffatta guerra civile si rivelera' utile esclusivamente al mantenimento dello staus quo e alla continuita' della societa' borghese contro la quale essi credevano di battersi. Deposte le spranghe e i passamontagna, alcuni di quei volti diverranno, come cantava De Andre', "soci vitalizi del potere" , caldeggiatori di nuore alle prese con barbariche invasioni , cicisbei da controcampo domenicali, o ragionatori al servizio del capitalismo famigliare all'italiana. Molti altri si perderanno dietro all'eroina consolatrice, alcuni rimarranno fedeli alla linea, e in tale solco-onore a loro-cercheranno di tradurre la loro visione del mondo nella societa' odierna. Onore ai caduti di Piazza Fontana.

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