lunedì 8 gennaio 2007

Fascisterie

Correva l'anno millenovecentoequarantasei: nel giorno dedicato al primo martire della cristianita' veniva costituito il Movimento Sociale Italiano (M.S.I.), partito politico che si configurava come il collettore delle istanze veicolate dal regime fascista e da quel suo estremo e patetico tentativo di sopravvivere che fu la Repubblica di Salo'.
La costituzione di un partito neo-fascista, nelle prime fasi di vita della repubblica democratica italiana, e' essenziale ai fini della comprensione di quel fenomeno che va sotto il nome di continuita' dello Stato, che sottende la mancata nascita di una democrazia matura e compiuta nel nostro Paese.
Nei fatti, la nascita del M.S.I., rappresenta una sorta di legittimazione "costituzionale" ad una serie di provvedimenti varati per compiacere l'amico americano e tenere fede ai patti di Yalta.
In primis, l'eliminazione dei prefetti-nominati dal Comitato di Liberazione Nazionale- in favore di ex-repubblichini. Un tale avvicendamento agevolera' la nascita di un corpo di polizia -i cosiddetti poliziotti alla Scelba- che rappresentera' il garante piu' affidabile dell'ordine costituito e che soffochera', spesso nel sangue, le rivendicazioni democratiche e progressiste di larghe fette della popolazione.
Elementi di spicco del Movimento Sociale Italiano saranno attori protagonisti di incontri, presso prestigiosi alberghi romani, finalizzati alla pianificazione di strategie eversive per fronteggiare una eventuale ascesa al potere, per mezzo di elezioni democratiche, del Partito Comunista Italiano.
I missini, a dispetto della esigua rappresentanza parlamentare, hanno rappresentato un serbatoio popolare dal quale attingere laddove si fosse profilato all'orizzonte un qualsivoglia "rischio democratico" per l'Italia. Come non ricordare le squadracce di Caradonna formate per manganellare i contestatori ?
Qulacuno ha celebrato il sessantesimo anniversario della nascita del Movimento Sociale Italiano.
Qualchedunaltro, in preda ad un revisionismo riabilitante, ha ammesso che la classe dirigente del M.S.I. era formata da persone di alto profilo intellettuale.
Qualche altro ancora, ha scelto di segnare sul calendario il ventisei dicembre come giornata di lutto nazionale.

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