sabato 20 gennaio 2007

Stelle filanti

Dalla finestra della camera da letto si vedono saette che danzano al ritmo dei tuoni. L'aria rarefatta si comprime e si espande.
A pensarci bene, i fulmini, i lampi, disegnano nel cielo delle traiettorie che assomigliano a degli alberi con il fusto molto sottile, con lo stesso spessore dei rami.
Giada immagina di appendervi foglie di alloro, di basilico, di menta anche, così da poterne sentire l'odore umido durante i temporali.
Oppure, pensa che, in fondo, potrebbe cavalcarli quei serpenti elettrici, e da uno scivolare sull'altro che dal primo si ramifica. Qualcuno, da una casa lontana ma non troppo, riuscerebbe a scorgere una nuvola bionda rimbalzare da un lampo all'altro. Un folletto, una bimba ignorante di quello che il futuro le riserverà. Questo tornerebbe ad essere giocando con i fulmini e con i tuoni.

La pioggia, incessantemente, batte sui vetri della finestra-balcone di Giada. Il rumore delle gocce, quello sordo di una fontana la cui acqua laverà il viso di chi si appresta a montare il turno delle sei, la riportano nella sua stanza.
Contro le pareti. Il manifesto di un guerrigliero barbuto, la gigantografia della donna che scrisse del volo di una farfalla, e il ritratto di una madonna bruna. Giada si volta sul fianco destro. Si raggomitola su se stessa per impedire che il calore di quei pensieri fugga via per sempre.
Tiene gli occhi aperti e rivolge lo sguardo verso la sua scrivania. Vi vede tutte le cose che hanno scandito la sua vita fino a questo momento. Libri. Molti. Dai titoli singolari. Stato e rivoluzione. Il cinema dei formalisti russi. Dischi. Parecchi. Belli, bellissimi. Da Gaber a Guccini, passando per Claudio Lolli fino ad arrivare a Lalli. Medicine. Troppe. Antidepressivi. Ansioltici. Metadone. Fotografie. Una sola . Lei insieme ad una persona, nel giorno in cui si festeggia il lavoro, i cui controni appaiono sfocati. Ingoia amaro. Si volta dall'altra parte e richiude gli occhi. Stringe forte le palbebre. Vede tante stelle fillanti colorate. Come quelle che i bimbi, quand' è Carnevale, disperdono intorno soffiandoci dentro. I nastri colorati si intrecciano fra loro, si abbracciano a formare come delle ics multicolore, per poi separarsi e confondersi con i rami dei fulmini nel cielo.

E' giorno, dunque. Giada corre alla finestra per guardare le persone che tra un poco popoleranno il cortile. Pronte a percorrere la strada di ogni giorno. Cosa pensa tutta questa gente che stancamente ripete la vita di sempre? Questi uomini, queste donne che conducono per mano i loro bimbi. Questi uomini, queste donne che siederanno dietro un vetro per dare informazioni, per compilare stampati, per rispondere al telefono. Chissà cosa pensano mentre sono intenti a sembrare felici, a dissimulare la loro insoddisfazione. Chissà , se passandosi una mano fra i capelli, sono ancora capaci di trovarvi una stella filante colorata.

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