lunedì 19 marzo 2007

Andare, camminare, lavorare


Bologna. Diciannove di marzo duemiladue. Il giuslavorista Marco Biagi rimane vittima di un vile attentato delle Brigate Rosse.


Nel giorno del quinto anniversario della morte di Biagi, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, lo ricorda sottolineando la necessitá di proseguire ed approfondire quelle analisi sul mondo e sul mercato del lavoro che Marco Biagi aveva intrapreso e sviluppato.

La galassia dei lavoratori dipendenti rappresentava il bacino dal quale la sinistra istituzionale attingeva una parte massiccia della sua riserva elettorale. Almeno sino ad un certo momento storico.


All´indomani dello sgretolamento del muro di Berlino e della conseguente corrosione della cortina di ferro, i vecchi equilibri-sia ideologico, sia economico- vacillarono. Gli assetti economici si sono stabilizzati su un piano globale innescando delle dinamiche improntate alla mobilita´e alla flessibilita´, non solamente geografiche. Una sinistra sedicente riformista ha identificato nella prerogativa del mercato del lavoro contemporaneo -la flessibilita´- una tigre da cavalcare allo scopo di conquistare i voti dei nuovi lavoratori, tentando di configurarsi come garante dei loro diritti per mezzo della istituzionalizzazione del lavoro flessibile, senza, pero´, che in Italia esistesse un "substrato" di aziende capace di ammortizzare le posizioni a tempo determinato.

Purtroppo, la mancanza di una fitta rete di imprese in grado di assorbire in tempi ragionevoli i lavoratori in uscita, ha reso tale progetto fallimentare, con il risultato che le destre si son viste consegnare i voti di tanti giovani lavoratori.


Ribadisco l´inutilita´ e la stupidita´ dei gesti che hanno prodotto la scomparsa di Ezio Tarantelli, di Massimo D´Antona, e di Marco Biagi; tuttavia, allo stesso tempo, continuo ad avere paura di chi persevera, diabolicamente, nell´errore di piangere i morti senza curarsi di creare le condizioni per evitare che l´ideologia si prenda patetiche rivincite.




A valle di questa lettura "buonista" dei fatti, e´mia intenzione scrivere, brevemente e semplicisticamente (e me ne scuso), di un´altra interpretazione, "dietrologica" e "complottista", riconducibile a quelle che dopo l´arresto di Curcio e Franceschini sono state definite Brigate (Rosse) di Servizio. Si prende atto che lo scenario mondiale e´ mutato e che le multinazionali, nell´ambito di questo nuovo assetto dove la parte e´uguale al tutto, sfrutteranno la forza lavoro secondo i dettami della mobilita´e della flessibilita´. Tale logica deve passare in tutto il mondo. Occorre adeguarsi: agevolare ed affrettare il processo. Dunque, creare dei martiri laddove si sta lavorando a gestire e a legiferare in materia di nuovo mercato del lavoro. Si armano quattro imbecilli, intese come persone senza guida, che sulle ali di un patetico entusiasmo post-ideologico, uccidono uomini dello Stato. E´necessario rendere omaggio alla loro memoria e al lavoro da essi compiuto. Impossibile innestare la retomarcia.

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