martedì 27 marzo 2007

Perché il dottor N. è diventato matto




Lucca, 26 marzo 2007

Nicola Malara, 54 anni, diabetologo in stanza a Lucca ma nativo di Reggio Calabria uccide suo figlio Francesco di dieci anni brandendolo con un coltello e colpendolo ripetutamente all’addome, poi alle mani, mentre lui si cercava di difendere, poi, dopo averlo immobilizzato sul suo letto nella sua cameretta, gli ha squarciato la gola. Il dottor Nicola Malara, ha commesso l’omicidio nella prima mattinata, in un giorno nel quale suo figlio non era andato a scuola. Erano circa le 9 del mattino. Dopo l’omicidio si è recato nel salotto ed ha gettato il coltello nell’acquario. Poi è uscito di casa per tornare dopo poche ore, intorno alle 11, rivedere il corpo del figlio e uscire di nuovo per andarsi a togliere la vita buttandosi sotto un treno locale diretto a Migliarino. Nicola Malara era per tutti uno stimato professionista, un uomo per bene che conduceva una vita regolare, tranquilla; un medico stimato, che quando parlava usava sempre toni pacati e usava parlava a bassa voce, quasi per non disturbare le persone che lo circondassero. La spiegazione della prima ora data dagli inquirenti “può essere solo una” dicono: “ quell’uomo era cambiato: dopo la morte della madre era seguita – solo dieci giorni fa – quella del padre di 97 anni. L’uomo è rimasto sconvolto, senza punti di riferimento, atterrito e pensava che la sua vita fosse trascorsa inutilmente. L’uomo già viveva il malessere di una probabile separazione dalla moglie. Una situazione che si sarebbe appesantita dal distacco totale (essendo morti entrambi i genitori) dalla sua terra d’origine: la Calabria”. Dice poi il cronista del Tirreno, il giorno dopo il fatto di sangue: “Ancora non trova conferma pure la voce che, a scatenare il dramma, possa essere stata anche una telefonata (di un legale?) in merito alla sua situazione matrimoniale, che il medico forse riteneva essere ormai vicina al capolinea. La crisi che non voleva accettare in alcun modo, si potrebbe essere aggiunta, al pesante fardello del distacco totale dalle sue radici in Calabria. Agli occhi del medico il bilancio della sua esistenza poteva essere diventato fallimentare.

Nessun commento: