lunedì 19 marzo 2007

Testimone dei tempi

/un giorno, non so quando/

Per uno scrittore, o anche solo per colui che si appresti a scrivere, un foglio bianco vuol dire tutto...E', come si dice, lo specchio dei tempi: senza idee, assente di iniziative, vuoto di pulsioni. Dietro un foglio bianco si celano tante parole, infinite parole; almeno tutte quelle che non si pronunceranno mai. Non sapremo mai da dove arriva questa inerzia, se non riconducendola alle origini prima di poterla identificare, distruggere e sbarazzarci dei cocci. Per adesso possiamo solamente cercare di riempire un foglio bianco (che è già tanto; che di per sé dice tutto!) descrivendo solo e solamente quello che anticamente si chiamava mondo. Il mondo che ci circonda. Ed ecco allora che abbiamo finalmente trovato un lavoro da compiere. In una realtà di sovrapproduzione dove il lavoro è una chimera per molti e un cattivo auspicio per pochi, e nel quale tutti giochiamo con la meraviglia del “capitale elettronico”, ecco che potremmo sperare di recuperare una delle più antiche occupazioni dell'uomo (o almeno cerchiamo di): Essere. “Bella pretesa!” asseriranno i seguaci delle scienze orientali: “A volte passa un intera vita di ricerca e l'uomo non riesce ad Essere nulla”. Ovvio mi verrebbe da rispondere subito: non ne ha più il tempo! Invece noi abbiamo tempo e per questo dobbiamo essere Testimoni dei tempi che sono. Non nostalgici di quelli che furono o precursori di quelli che verranno; bensì de-scrittori e quindi dotati di un doppio compito o lavoro: evitare di scrivere di se stessi per se stessi (distruzione dello scrittore) ed allo stesso tempo raccontare la realtà circostante, unica vera Dea da adorare!

Nessun commento: