martedì 3 aprile 2007

Al quarto piano

Uno straccio usato per pulire delle mensole in formica. Strati di polvere depositati dal tempo e dall´incuria; guardandovi in mezzo, ci ho visto le impronte delle tue dita umide dell´amore appena finito, le illusioni di un altro mondo. Figurato, raccontato, possibile. Vi ho rivisto le espressioni, risentito le battute degli attori dei film che ci aiutavano a distrarre la noia e ad addolcire la delusione, ad illuderci ancora.
La primavera e´ alle porte. I raggi di un insolito sole si incantano sul pulviscolo che si alza dai mobili e dagli scaffali di una camera al quarto piano; danzano i granelli di polvere sospesi per tutta la stanza. Con gli occhi ne assecondo il ballo, termico ed ipnotico. Ne scelgo uno. Lo seguo sino a quando esce a far parte del mondo. Mi sporgo dal balcone. Un´intermibabile fila di auto ferme al semaforo; il numero cento che percorre la solita strada, e tu vestita solo di te, che mi domandi se oggi sara´ uguale a ieri. Ti guardo, lego i miei capelli con un elastico amaranto. Cara, e´ la fine





2 commenti:

Lazarus ha detto...

Ho cambiato un po' il carattere perché mi dava problemi con il codice html. Hai visto: i menù laterali comparivano a fine pagina!

Lazarus ha detto...

Molto bella. E' tua? Rispecchia un po' il mio stato d'animo. Sarà la primavera...