venerdì 27 aprile 2007

The Clash's Story


Su tonisparsi-musica (qui a fianco) troverete un post che ho pubblicato della storia dei Clash tratta da Wikipedia.it nel quale tento di stimolare la lettura degli appartenenti al gruppo (sempre io e Giovanni...per ora) sulla storia del gruppo inglese cosiddetto The only band that matters - L'unico che conti. Questo perché erano coloro che fecero del genere punk rock un genere vero e proprio portandolo in giro in tutto il mondo ed abbinandolo naturalmente ad una condotta poco politically correct. Ovviamente sarebbe interessante apportare qualche contributo a questa "storia" altrettanto politically correct, in quanto la fonte in questione rimane pur sempre una fonte ufficiale. I punti di vista sono importanti e mettere il proprio appare la cosa più importante nella costruzione di una storia. Con essi intendo ovviamente recensioni di dischi o collegamenti storici che si possono fare tra il gruppo, il punk rock e l'attualità di allora che, lo si voglia o no, appare a più riprese strettamente legata a quella di oggi (o meglio ad essa derivata). Il rock e la sua carica culturale non sono ancora morti! (o mi sbaglio?). Di seguito posto un estratto per tutti gli appassionati degli anni '70 e del magnetismo che essa esercita ancora su chi continua a prediligere un mondo fatto di contrapposizioni dalle tinte forti piuttosto che l'ipocrisia dei "grazie" "prego"; delle strade senza carte a terra e con milioni di stronzi che le percorrono ogni giorno. Coloro che amano i letti disfatti, le ceneriere piene di sigarette, i libri ammucchiati ma letti (piuttosto che riposti e dimenticati). Insomma: per chi preferisce una realtà sbattuta in faccia con la forza di uno schiaffo "a vota mano", guardare negli occhi il proprio odio...piuttosto che di una realtà piena di merda profumata e tinteggiata di rosa. Buona lettura (pezzi di merda)!

<<I Clash condividevano con il movimento punk le critiche al sistema ed alla monarchia e borghesia inglese. Rifiutavano però le tendenze nichiliste di alcuni colleghi, come ad esempio i Sex Pistols. Trovarono invece la solidarietà di diversi movimenti di liberazione attivi all'epoca. Le loro idee politiche erano espresse nei loro testi, nelle prime canzoni come White Riot, che incoraggiava i giovani bianchi scontenti a diventare attivi politicamente come la loro controparte nera, Career Opportunities, che esprimeva il malcontento circa la carenza di posti di lavoro nel Regno Unito, e London's Burning, espressione della rabbia punk, ma allo stesso tempo estremamente analitica. Di fatto sono tra i primi gruppi ad utilizzare lo strumento musicale a fini manifestamente politici espressi però sempre in forma concreta (appoggio o critica a sistemi, a paesi o a semplici comportamenti).

In un caso, il 30 aprile 1978, ad un concerto di Rock Against Racism, organizzato dalla Anti-Nazi League, cui parteciparono oltre 80.000 persone, Joe Strummer indossò una controversa t-shirt su cui apparivano le parole "Brigade Rosse" con al centro l'emblema e la sigla della Rote Armee Fraktion. Egli disse in seguito che indossò la maglietta non per appoggiare le fazioni terroristiche di estrema sinistra in Italia e Germania, ma piuttosto per portare all'attenzione la loro esistenza. È significativo che proprio quel giorno i Clash suonarono la canzone Tommy Gun, canzone che richiama la banda Baader-Meinhof puntando l'attenzione su simili fenomeni e condannando la violenza, pur non senza qualche ambiguità.

I Clash offrirono il loro supporto al movimento Sandinista e ad altri movimenti marxisti dell'America Latina (da cui il titolo del loro album del 1980, Sandinista!). Nel dicembre 1979, all'epoca dell'uscita del loro album London Calling, i Clash (come i Dead Kennedys negli USA) stavano cercando di far quadrare il cerchio, mantenendo la loro energia punk mentre sviluppavano sempre più il loro essere musicisti. Erano in particolare timorosi della loro fama crescente: accolsero sempre i fan nei camerini dopo i concerti, mostrando un genuino interesse nella relazione con essi.

I Clash sono generalmente accreditati per aver fondato le radici del punk rock nella protesta liberale, ed erano noti per molti come i "rivoltosi dell'uomo pensante" per la loro visione politicamente astuta del mondo. Va notato che non furono mai completamente spinti dal denaro. Anche all'apice del successo, i biglietti dei concerti e i prezzi dei souvenir erano ragionevoli. Similarmente, il gruppo accettò delle royalty più basse per Sandinista! allo scopo di assicurarsi che l'album (triplo) venisse venduto allo stesso prezzo di un doppio LP.>>
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1 commento:

Anonimo ha detto...

salve! ho letto l'articolo, vi farò sapere. Il rock non è mai morto!