martedì 3 aprile 2007

Mio fratello e´ figlio unico


Nel dopo cena della domenica ultima scorsa, ho avuto modo di vedere una vecchia puntata- precisamente quella del nove giugno duemilasei- di Ritratti (programma di RaiTre "moderato" da Giancarlo Governi) dedicata a Rino Gaetano, cantautore morto in seguito ad un incidente stradale nella serata del due giugno millenovecentoeottantuno. A ventisei anni dalla scomparsa del "folletto sempre piu´ blu", ci si rende conto di come le liriche scritte dal cantante nato a Crotone risultino attuali quanto mai. Gaetano fu un cantautore sui generis rispetto ai cantautori "canonici" dell´epoca in cui egli visse (e come lui Alberto Fortis, Franco Fanigliulo, Stefano Rosso, solo per citarne alcuni) che forse prima degli altri avevano compreso che, forse, l´ideologia non era il grimaldello per scardinare l´infelicita´ e le frustrazioni quotidiane.
Rino Gaetano cantava l´Italia facendo di una ironia malinconica ed arrabbiata al tempo stesso, che tradisce uno sviscerato amore per il suo Paese, la chiave di volta di tutta la sua poetica; cantava il suo disicanto nei confronti di una politica serva dei partiti; portava sul palco la sua disillusione nei confronti delle ideologie intrappolate nelle logiche di segreteria. Cantore di tanti fratelli che prendono coscienza del loro essere figli unici, del loro essere uomini e non caporali e che escluso il cane non riusciranno a trovare comprensione negli occhi del mondo.

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