mercoledì 18 aprile 2007

Piange il telefono

Attraverso una spessa cortina fumogena, riesco ad intravedere appena le giacche scure e le gonne al ginocchio di un consiglio di amministrazione al completo. Sotto al tavolo scorre un fiume di acqua limpida. Trote e carpe di un colore innaturale si muovono a gran velocità. Qualche metro più in là, un uomo in tuta blu mangia una bistecca al sangue; affonda i suoi denti nella carne. Siede su di una poltrona di vimini. Ogni tanto, il piatto mantenuto con entrambe le mani, si sporge col busto in avanti nel tentativo di guardare i pesci nuotare e i raggi di luce dei puntatori laser essere diffusi dalla nebbia che lo separa dalla grande sala. Oggi è tempo di pianificare, di nominare, di fondere, di scorporare. Qualcuno ha consigliato, qualche altro non sapeva, un comico genovese ha inveito. Così il piombo si ricomponeva sui quotidiani fogli di carta nelle edicole.

Gli anni passano, le mode pure. I colori dipingono scenari diversi, e sembrano fondersi in una unica grande macchia irrisolvibile. Nelle piazze e nelle strade, un tempo, valanghe di rosso colore parevano travolgere gli eventi reclamando che anche l'operaio vuole il figlio dottore. Poi vennero i giorni in cui, come canta qualcuno, le strade vennero disoccupate dai sogni. E di rosso colore si sono tinti solo mille spolverini, in giro tra le poltrone dei salotti allestiti sulle terrazze romane dove il sindaco buono benedice tutti, si agitano, fanno il tifo al telefono, reclamano il diritto alla banca di famiglia.

Discutono gli uomini e le donne seduti alla tavola rotonda dell'amministrazione. Si dimette il loro presidente. Ora a comandare e´ l´uomo del silicio.
Viraggio verso il torbido, e le carpe e le trote si mangiano a vicenda nel contendersi i bocconi di carne che quell'uomo di tanto di tanto getta in acqua. Si sente lo scricchiolare della poltrona di vimini, mentre la nebbia si dirada completamente. Le giornate si allungano.

Lo scorrere del tempo rende tutto più chiaro. O più confuso. Dipende da quale punto si guarda la conseguenza degli eventi.

Se mi sforzo, riesco a sentire il rumore delle rotative dei giornali. Di quegli uomini blu, seduti su poltrone scricchiolanti, solo qualche riga in cronaca.

Nessun commento: