lunedì 28 maggio 2007

La disfatta di Serre

Questo di segiuto è un articolo tratto da Il solo 24 ore di mercoledì 16 maggio, dove si documentano i danni economici, oltre che ambientali, che l'emergenza rifiuti in Campania sta facendo alla piccola comunità del salernitano, ed indirettamente, a tutta la provincia a sud di Salerno.


"Due chilometri di tornanti più giù del Municipio, il sindaco di Serre, Palmiro Cornetta, anche ieri era alla guida dei ribelli che si oppongono alla discarica che accoglierà - in un'area paesaggisticamente protetta - centinaia di miglia di rifiuti di Napoli. Sopra, nel Municipio il sindaco ha lasciato l'avvocato Raffele Falce a spiegare le ragioni di una scontitta che non è solo ambientale ma anche economica.

Fogli, carte e mappe alle sette di sera sono ancora lì, nella sala consiliare. Alcune ore prima erano state fatte visionare al Commissario per l'emergenza dei rifiuti in Campania, Guido Bertolaso, e ai tecnici del mistero dell'Ambiente. In quelle carte bollate e in quei contratti rescissi per colpa della discarica, ci sono le tracce dei danni per le casse comunali.

Il consorzio Persano Royal Golf ha appena annunciato la risoluzione delle convenzioni per l'investimento di 50 milioni (20 del Consorzio) per un green naturale da 36 buche a 500 metri dalla discarica. Peggio: ha chiesto al Comune e alla Regione di rifondere il costo di quanto afinora speso (circa sei milioni), oltre a decidere unilateralmente di non versare i 240 mila euro di concessione 2007. Ma non è l'unico affare andato in fumo. Una catena alberghiera spagnola ha rinunciato - dopo aver preso visione nei mesi scorsi della splendida area naturalistica e ricevuta garanzia di una variante urbanistica - a costruire un complesso del valore di oltre 20 milioni.

Finito qui? No. Nell'area di insediamento produttivo (Pip) a 200 metri dalla discarica di Valle della Masseria, il Comune aveva già venduto 20 lotti a 15 imprenditori che avrebbero instalato caseifici, depositi alimentari e panifici. La metàha annunciato la recissione dei contratti.

Ma nelle carte, fogli e mappe sparse sul tavolo al secondo piano del Comune, ci sono anche i segni delle battaglie legali in corso, senza esclusioni di colpi. La madre di tutte le carte bollate è quella che ha visto uscire vincitore il Comune di Serre il 28 aprile dal Tribunale civile di Salerno,. Il giudice Antonio Valitutti, nella sentenza esecutiva depositata due giorni dopo, ordinava al Commissario Bertolaso di "astenersi dall'installare e dal porre in esercizio la discarica a Valle della Masseria". Alcuni giorni dopo, l'11 maggio, arriva il decreto legge del Governo con il quale nonsolo si attivano i siti, ma il loro uso è autorizzato in deroga alle "norme ambientali, paesaggistiche, di difesa del suolo e igienico sanitarie". Insomma, un potere assoluto al Commissario Bertolaso sui siti "che sono sottratti all'adozione di misure cautelari reali fino alla cessazione dello stato di emergenza". Ieri il terzo, nuovo colpo di scena: il Comune ha presentato un esposto penale alla Procura di Salerno con il quale solleva un conflitto di attribuzione di poteri di fronte alla Corte costituzionale e alla Corte di giustizia europea. Il decreto legge, infatti - controfirmato dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano - non può essere sovraordinato a una sentenza esceutiva di un Tribunale civile che inibisce immediamente l'uso della discarica.

La sensazione è, comunque, che la storia non finisca qui. Sul tavolo ci sono anche i pesanti dettagli delle denunce del Comune, indirizzate al sostituto procuratore della Repubblica di Salerno, Angelo Frattini. A pagina 7 si legge che il 27 marzo 2006 - quando si intuiva che la scelta sarebbe caduta su Valle della Masseria - la società Rdb di Pontenure (Piacenza) ha venduto per 7,8 milioni alla Terrecotte srl di Lucera (Foggia) con capitale iniziale di 10 mila euro, costituita dalla Fantini-Scianatico di cui è socio unico, la proprietà del complesso di cui fa parte la cava d'argilla da adibire a discarica. "Il gruppo Fantini - scrive il sindaco - è stato già segnalato anni fa alla Commissione bicamerale sul ciclo dei rifiuti pericolosi attraverso la miscelazione con l'argilla per produrre laterizi". La discarica - tra le altre ragioni - è stata scelta proprio perché è argillosa. Nella stessa pagina, però, si legge che il 7 marzo 2007 la Regione con il decreto 323 ha autorizzato l'ampliamento del comparto estrattivo in quell'area a rischio frane, quando l'area stessa in tutto o in parte era già stata individuata come discarica. E infine quel sito - come risulta dalle visure regionali - è ancora una cava attiva. Per Utilizzarla come discarica - chiosa l'avvocato Falce - bisogna prima dismetterla.

E il costo dell'esproprio è altissimo, così come il guadagno per chi la cede."


Il notevole contenuto dell'articolo che spiega bene quali sono i danni collaterali della decisione, al di fuori della legalità da parte delle più alte cariche dello Stato, si arricchisce ulteriormente di contenuti sulla questione terreni, sulla quale spesso si consumano i principali atti di illegalità della questione delle discariche. L'emergere dei particolari su chi vende e chi guadagna in quest'affare è indicativa sia di come sono portate avanti le scelte del Commissariato di governo che di quali siano i piccoli interessi di piccoli speculatori immobiliari che si inseriscono con naturalezza e nell'indifferenza assoluta della magistratura in questi sporchi affari.

Nessun commento: