lunedì 28 maggio 2007

Salvador, 26 anni contro


"Più di mille e cinquecento persone erano venute al suo funerale. Il paese dopo la sua morte si stava finalmente scuotendo. Forse Salvador aveva ottenuto quello che voleva: smuovere la coscienza di questo paese maledetto".




Correva l'anno 1973 ed in pieno fermento terroristico si consuma la storia di Salvador Puig Antich un esponente del Movimiento Iberico de Liberation, l'ala più estrema della sinistra armata nella Spagna del regime franchista. Salvador è raccontato come un ragazzo normale che fa la cosa più normale che può fare un giovane idealista in un regime fascista che si affacciava alla metà degli anni '70: faceva il rivoluzionario. La storia girata da Manuel Huelga vive due momenti antitetici tra il primo ed il secondo tempo. Il primo, l'esaltazione un po' superficiale del processo di creazione di un eroe moderno (il rivoluzionario armato) ci si accorge che ben presto lascerà spazio al secondo, all'uomo, il martire che vive la sofferenza umana dell'ingiustizia di regime che lo condanna a morte con una pena esemplare. Salvador è innocente (anche se la sua innocenza è sempre celata e mai indagata nella dinamica filmica); ma la sua innocenza non è importante, perché, come dice lui stesso al cospetto del suo avvocato: "Ho deciso di essere colpevole quando sono entrato nella lotta armata". Una seconda parte da vivere passo passo con il protagonista, dal supplizio dell'attesa, alla speranza di una grazia, alla rassegnazione dell'inevitabile sentenza punitiva non di un crimine, ma di una stagione politica che cominciava a diventare esplosiva per il regime franchista e che avrebbe minacciato fino alla sua disfatta di lì a pochi anni, nel 1975. Con uno stile moderno e con l'uso sapiente dell'8mm, Huelga ripercorre non solo un pezzo importante della storia spagnola, che si fonde inevitabilmente con quella europea, ma ripropone (come è chiaro riferimento delle immagini del crollo delle Twin Tower a New York o i comunicati di Bin Laden) con sottile intelligenza un dibattito sul terrorismo moderno, come per invitare lo spettatore a riflettere sulla irrimediabile attualità di talune problematiche politiche.



Nota. Documentazione e foto sul sito web del film.

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