martedì 16 ottobre 2007

La caduta degli angeli ribelli


Seguendo una ideale traiettoria che ci riporta a ritroso nel tempo, la mia memoria è andata al film La caduta degli angeli ribelli, diretto nel 1981 da Marco Tullio Giordana (che in futuro sarà il regista di Pasolini, un delitto italiano, I cento passi, La meglio gioventù, Quando sei nato non puoi più nasconderti).

Cecilia -nei panni della quale si cala la distinta Clio Goldsmith- ha appena saputo che il padre è irrimediabilmente malato. Ancora sotto choc a causa della ferale notizia, Cecilia si ferma lungo l'autostrada e, senza una parola, si concede ad uno sconosciuto che si è offerto di soccorrerla. La giovane donna, in apparenza, ha quanto basta per essere felice: un marito comprensivo e intelligente, una bambina meravigliosa, una bella casa, una governante affezionata, e un lavoro interessante. Eppure quell'incontro ha risvegliato in lei segrete inquietudini e quando lo sconosciuto si fa vivo di nuovo, Cecilia, dopo un debole tentativo di resistenza, ne diviene l'amante. La sua vita di signora "bene" è sconvolta, le sue notti sono pervase da incubi; allora abbandona la sua famiglia e segue Vittorio, interpretato dal compianto Vittorio Mezzogiorno (padre della bella Giovanna Mezzogiorno), a Milano, Napoli - qui, in una chiesa nel centro storico il parroco mostra a Vittorio un quadro che ha per soggetto la cacciata negli inferi degli angeli del Paradiso che si ribellarono a Dio- e Palermo, in una fuga che si farà sempre più drammatica poiché egli è un terrorista deluso ormai condannato a morte dai compagni abbandonati. Finalmente, resasi conto dell'assurdità di una vita all'insegna della paura e senza scampo, Cecilia rintraccia suo marito ed uccide Vittorio.

Gli angeli ribelli, tra coloro che sedevano alla destra del Padre, erano i più belli, erano quelli portatori della luce più fendente ed accecante. Giordana sembra portare sul grande schermo un drammatico parallelismo tra la generazione che aveva cercato di combattere per sovvertire lo stato delle cose e gli angeli che mossero contro Nostro Signore. Secondo il sommesso parere di chi scrive, la caduta verso il regno degli inferi è, durante il suo svolgersi, un viaggio nello spazio e nel tempo durante il quale Vittorio tenta di scampare alla mediocrità che, in ogni modo e con ogni forza, ha cercato di fuggire ed eludere sin da quando ha deciso di diventare terrorista. Tutto nella consapevolezza che le fiamme di un ardente inferno sono più vere di un algido paradiso artificiale.


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