venerdì 19 ottobre 2007

Tutti nel letto di Lucia



He he he indovini e falsi dei vecchi santi e tristi eroi
via via tutti nel letto di Lucia tutti nel letto di Lucia
he he he ciarlatani e ombrellai colonelli e usurai
via via tutti nel letto di Lucia tutti nel letto di Lucia
he he he che partita a scopone con tre ministri scalda poltrone
via via sempre nel letto di Lucia tutti nel letto di Lucia
he he he oh oh oh he he he oh oh oh pensavo fossi solo mia
he he he oh oh oh he he he vieni anche tu nel letto di Lucia
he he he chiromanti e futuristi reggimoccolo e sanfedisti
via via tutti nel letto di Lucia tutti nel letto di Lucia
hu hu hu, hu che amore di ragazza mi violenta e mi strapazza
via via sempre nel letto di Lucia tutti nel letto di Lucia
ho ho ho scriverò altre canzoni per raccontarvi le mie emozioni
ma ora via torno nel letto di Lucia tutti nel letto di Lucia
he he he oh oh oh he he he oh oh oh e visto che non sei più mia
he he he oh oh oh he he he vieni con me nel letto di Lucia
sorridi e sopprimi ogni tua gelosia nel letto di Lucia
falsifichi assegni cambiando grafia nel letto di Lucia
dipingi scommetti e ti scordi la via nel letto di Lucia
guarisce d'incanto la tua malattia nel letto di Lucia
il prossimo anno ci porto tua zia nel letto di Lucia
non trovi mai nebbia penombra o foschia nel letto di Lucia
vorrei ritrovarti vorrei fossi mia nel letto di Lucia


Mi sarebbe piaciuto scrivere queste righe da un altro posto e in un momento diverso. Ma tant'è. Sono qui, dopo il trionfo della democrazia del quattordici ottobre ultimo scorso. Ben tre milioni e mezzo di cittadini hanno scelto i membri dell'Assemblea Costituente ed il segretario del Partito Democratico. In effetti, dopo aver sconfitto a reti e giornali unificati l'invasore dell'etere e della carta stampata, la storia- come sempre magistra vitae- imponeva la nascita di un gendarme del rinato stato democratico. E a proposito di rinascita democratica, non è forse innegabile che PD sono pure le stesse lettere con cui iniziano le due parole Propaganda Due?
Sì, lo ammetto questi sono pensieri degni di un ballerino illuso, sconfitto e poi abbandonato, come avrebbe cantato un Lucio Dalla d'annata (qui). Lasciatemi, però, nel mio delirio dietrologico. Ditemi sempre di sì, come si fa con i matti. Slegato dal coro che canta sul carro del vincitore, mi viene di abbarbicarmi su quei tre milioni e mezzo di persone che domenica scorsa hanno pagato un euro per "eleggere" Walter l'Africano. E' chiaro che fra loro vi sono galantuomini e gentildonne che, donne e uomini di buona volontà, continuano a pensare che i catto-comunisti rappresentino il migliore dei mondi possibili e che "Uolter" sia l'uomo della Provvidenza che scelto direttamente dallo spirito del Priore di Barbiana si sia immolato prima in Campidoglio e poi manifestato nella eucarestia delle elezioni primarie del pidì. A questo punto della storia, mi sovviene un dubbio e una conseguente domanda, sciocca, ingenua, e perciò chiedo perdono. Quante delle persone componenti l'oramai famoso "tre milioni e mezzo" hanno scelto di andare a votare spontaneamente? Quale traguardo è stato fatto intravedere alle sedicenni e ai sedicenni che sono andati alle urne? E alle immigrate e agli immigrati regolarizzati sul suolo italiano? Mi pare strano che una forza sedicente democratica che da tempo immemore ha perso la capacità di parlare a quelle che una volta si chiamavano masse, si ricordi, così, all'improvviso, di fasce di popolazione che non si collocano propriamente nel ceto medio. Sicuramente, tra i principali scopi delle votazioni del quattordici ottobre, vi era quello di un venale conteggio del potenziale bacino elettorale da spingere a riversarsi alle urne alle prossime elezioni; in seconda battuta, come si impara nella teoria dei giochi, di fornire una prova, per così dire, di forza, come reazione allo scetticismo che serpeggia nei confronti della classe politica. E finalmente, legittimare con la fittizia investitura popolare delle primarie - un capolavoro di doppiezza di cui nemmeno Togliatti sarebbe stato capace - una strategia ben definita a priori, a tavolino: rinsaldare e riaggiornare all'era post-comunista tutti quei vincoli di consociativismo e di compromesso storico di cui il Kennedy della sinistra italiana è artefice tra una tessera di socio onorario del Circolo Canottieri Aniene di Roma e un giro di ballo tra i drappi e le sete del salotto di Maria Angiolillo. Sulle sponde del maggiore affluente del Tevere e sui divani di casa Angiolillo remano e siedono i più forti dei poteri forti della Capitale -banchieri, capi degli industriali, direttori artistici, pezzi di consigli di amministrazione- e della nazione tutta. Avanti popolo!

1 commento:

Lazarus ha detto...

Una ballata dell'inconsistenza! Questo pezzo che hai scritto sa di una "lirica decadente" che apprezzo molto e che in effetti bene si conface allo spirito del cantautore calabrese. Complimenti, scrivi sempre meglio.

Non credo che i tuoi sia un "illuso", né che i tuoi pensieri dietrologici siano inutili. Anzi, legittimi e illuminanti. Solo quello che sta dietro alle apparenze si può avvicinare alla verità...
Non capisco che cosa ci tiene ancorati a questa dialettica stanca ed ormai al tramonto. io capisco quegli elettori, soprattutto i giovani, perché sperano che la politica possa cambiare le cose, che gli possa dare un futuro. Perdonali, essi non sanno quello che fanno...Non sanno o NON VOGLIONO SAPERE. Ho visto uno che votava in tv con un fazzoletto rosso al collo, una barba un po' trascurata, degli occhi sognanti: votare per chi?...Per Veltroni! Io non so cosa, o forse lo so, ma qualcosa ci tiene ancora ancorati a questa stanca dialettica post comunista che lo stesso Rino Gaetano cantava già negli anni '70. Dirai: "Che parole dobbiamo utilizzare? Che termini? Che discorsi...allora?!", con il tono un po' incazzato di chi non si vuol vedere ridurre una critica al vuoto. Dico solo: cerchiamo nel Vuoto, impariamo a starci dentro.
Io dico solo che nel letto di Lucia non ci vado, perché mi fa vomitare!
"Ma se non ci vai, rimarrai da solo?". -Sì, morirò in un angolo di strada, ma preferisco piuttosto che vedere intorno a me solo pezzenti che chiedono l'elemosina davanti ad una chiesa! Questo che dico è semplicemente il motivo per cui noi non siamo seguiti...Nessuno se ne frega un cazzo della politica; tutti quelli che ci circondano hanno la loro piccola nicchia di favori e controfavori da bilanciare; non conviene a nessuno mettersi radicalmente "contro". Accettano perché non hanno la forza di rompere. Io penso che la politica non abbia più nulla da dare a nessuno, se non "favori"; ed è solo per riscuotere questi favori che votiamo, che partecipiamo e che ci lasciamo circuire e convincere che è meglio non parlare, non criticare e farci i cazzi nostri. Ed è per questo che ci dedichiamo alle cose più assurde pur di non metterci in gioco. Ce ne stiamo lì in disparte a vedere che cosa succede. Coviamo i nostri sogni di successo letterari, giornalistici, "dottorali" con viscida ambiguità; scendiamo in "piazza" e ci mettiamo dalla parte di chi disprezza il potere per moda e poi non riusciamo a fare in modo nel nostro piccolo di abbatterlo. Il potere, questo potere vergognoso che il Nuovo Partito Democratico di Prodi e Veltroni rappresenta, questo dualismo destra e sinistra assolutamente finto e che ormai è troppo palese per far finta di nulla, non sarà mai messo in discussione se non lo abbattiamo in noi. Esso vive, si manifesta e si riproduce in noi. Muore, ogni tanto, per poi risorgere senza soluzione di continuità. E' un cancro sociale che si può vincere solo con la volontà. Volontà di potenza, diceva Qualcuno; volontà di sapere, diceva Qualcun altro.
Salute.