lunedì 12 novembre 2007

Sulle maggioranze e sulle minoranze

" Ci sedemmo dalla parte del torto visto che tutti gli altri posti erano occupati"- Bertolt Brecht

"Sarà un mio difetto, oppure una mia costitutiva debolezza, ma non riesco a stare con le maggioranze. Personalmente le maggioranze hanno spesso il sapore della corruzione, dell'inganno della truffa, del compromesso, della spartizione di una piccola fetta di potere. Invece le minoranze mi danno un senso di tenerezza! Anche perchè spesso si ritrovano soli contro il mondo derisi e inascoltati, ultimi e fatalmente sconfitti per definizione."

Repressione! Incessante arriva trabordante dalla televisione, dai giornali e dalle radio l'urlo di sgomento e paura da parte dei guardiani del potere. Fieri delle loro certezze, e della loro assoluta onestà intellettuale e umana, i gendarmi del buonismo tout court e del falso perbenismo ( tipici atteggiamenti viscido borghesi) urlano a gran voce e chiedono con forza il rispetto delle leggi, il loro inasprimento, e soprattutto certezza e recrudescenza delle pene. Domenica abbiamo assistito su tutte le reti televise ad un univoco conato di vomito all'insegna di un unica e insopprimibile parola: repressione. La maggioranza si solleva. Ciascuno, politici, giornalisti, presentatori, soubrette, show girl uniti in un fraterno abbraccio a salvaguardia delle loro barattate poltrone di comodo esprimono il loro sdegno per atti di violenza inqualificabili. Si grida, ci si scandalizza, si auspica la linea della fermezza; la maggioranza silenziosa alza la testa, tutti cercano un posto in prima fila, pochi minuti di visibilità per far sentire la propria voce, per dire "anche io solo dalla parte delle "persone per bene"; tutti insieme per risolvere il nuovo cancro della società italiana. Ordine e rigore, difesa dello stato democratico, sicurezza, ripristino della legalità perduta, restituzione al popolo della fiducia verso le istituzioni: questi i dogmi da inoculare nelle menti bacate della gente. Fa tanta paura alla tranquilla maggioranza, la violenza verbale o di fatto delle minoranze. Le minoranze danno fastidio; la storia dei forti, dei potenti, ha sempre relegato in disparte ( carcere, manicomio criminale) la minoranza fastidiosa, quella che disturba, che cerca di essere ciascuna con i propri strumenti un virus che può sconquassare le pance gonfie e il sonno tranquillo di chi gestisce le leve del potere. Non riesco a essere d'accordo con chi parlò dei poliziotti come "figli del popolo". Non si può essere d'accordo con chi ha posto su piani diversi la morte di un funzionario dello stato " servitore dello Stato, lo Stato...", con la morte ( in questo caso) di un tifoso. Ciascuno sceglie il proprio futuro, ciascuno sceglie la strada che ritiene più opportuna. Ciascuno è responsabile delle azioni che commette e ne paga le conseguenze.
 
RSK

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