venerdì 2 marzo 2007

A mio padre

A mio padre

L'uomo che torna solo
a tarda sera dalla vigna
scuote le rape nella vasca
sbuca dal viottolo con la paglia
macchiata di verderame.
L'uomo che porta cosi` fresco
terriccio sulle scarpe, odore
di fresca sera nei vestiti
si ferma a una fonte, parla
con l'ortolano che sradica i finocchi.
E' un uomo, un piccolo uomo
ch'io guardo di lontano.
E' un punto vivo all'orizzonte.
Forse la sua pupilla
si accende questa sera
accanto alla peschiera
dove si asciuga la fronte.
(Leonardo Sinisgalli)

A mio padre

Se mi tornassi questa sera accanto

lungo la via dove scende l'ombra
azzurra gia` che sembra primavera,
per dirti quanto e` buio il mondo e come
ai nostri sogni in liberta` s'accenda
di speranze di poveri di cielo
io troverei un pianto da bambino
e gli occhi aperti di sorriso, neri
neri come le rondini del mare.

Mi basterebbe che tu fossi vivo,
un uomo vivo col tuo cuore e` un sogno.
Ora alla terra e` un'ombra la memoria
della tua voce che diceva ai figli:
- Com'e` bella notte e com'e` buona
ad amarci cosi` con l'aria in piena
fin dentro al sonno - Tu vedevi il mondo
nel plenilunio sporgere a quel cielo,
gli uomini incamminati verso l'alba.

(Alfonso Gatto)












A Perugia


Luci e profumi di mezza estate. Eco di un festival appena concluso. Inglesi. Tedeschi. Zaini in spalla e guide alla mano. Corso Vannucci. Per riposare distesi sull'erba davanti San Pietro. Poi le scale Pellini.
Un appartamento a pochi passi dalla piscina comunale. Appena fuori le mura. A tavola accenti diversi e burro e salvia. Domani si va al lago.