sabato 31 marzo 2007

In mezzo scorre il punk


Ho letto con molto piacere e vivo interesse quanto scritto da Lazarus in merito al movimento punk; i Sex Pistols e i Clash ne rappresentarono i campioni musicali. Le band capitanate da Sid Vicious e Joe Strummer operarono un taglio netto lungo le convenzioni musicali della propria epoca. In quegli anni- seconda meta´ dei settanta- il rock rappresentava il genere musicale politically correct, e sembrava avere perso la forza propulsiva e la spinta innovatrice che lo avevano contraddistinto sul finire degli anni sessanta; esso sembrava avviato verso una cristallizzazione culturale, i cui germi di nucleazione si cominciavano a ravvisare in una parossistica ed eccessiva attenzione nei confronti della tecnica di chi suonava. L´attitudine punk delle band che abbiamo citato si concretizzava nel portare sul palco e tradurre su disco l'anima di chi faceva musica.
Anche in Italia, e' esistito un momento storico nel quale si e' aperta una parentesi punk. Massimo Zamboni e Giovanni Lindo Ferretti fondarono i CCCP, gruppo, nato in Emilia, autore di un punk che essi stessi definivano filo-sovietico. Sara' proprio la voce di Lindo Ferretti a risuonare nel vuoto musicale degli anni ottanta (eccezion fatta per la new-wave italiana della quale Firenze fu capitale indiscussa) e a rompere la monotonia di un periodo segnato dal riflusso e dall'edonismo. Giustappunto nel connotato di porsi come rottura rispetto all'esistente e ai movimenti divenuti tendenze e mode vuote, risiede la trasversalita' rispetto ai generi culturali e la metastoricita' dell'essere punk. Difatti, il tentativo degli Umanoidi Associati si compie nel mondo del fumetto; alla stregua di quanto fatto in Francia nel mondo dei cartoons, potremmo considerare punk (ante-litteram) un autore come Luciano Bianciardi che con il suo romanzo La vita agra si poneva in piena controtendenza rispetto al pensiero dominante che esaltava il miracolo economico italiano (il cosiddetto boom) dei primi anni sessanta. Il tratto caratterizzante l´animo punk di un intellettuale come Bianciardi e´ stato quello di fare scorrere il proprio flusso creativo nell´alveo di un sistema pre-costituito, apportando critiche e muovendo obiezioni a quello stesso establishment che gli consentiva di lavorare e di pubblicare. D´altronde gli stessi Sex Pistols ed i Clash ebbero modo di incidere le proprie canzoni per case editrici che erano organiche al sistema.



Metal Hurlant


Con questo articolo apro la sezione fumetti del blog. Per la verità la connessione tra questo e gli ultimi articoli che ho scritto precedentemente è evidente in quanto voglio condividere con i rari lettori di questo spazio la scoperta di Les Humanos, casa editrice nata negli anni '70 ed ancora esistente (attenzione!) vera e propria icona della nascita del genere punk nel fumetto. Per la verità non è che sia una caratteristica eslcusiva della Umanoidi Associati, quella di dedicarsi esclusivamente al punk; ma sono stati sicuramente tra i primi a dare vita ad un prodotto in un ambito, quello dei fumetti, che si mescolasse con la musica dei Clash e dei Sex Pistols, che proprio all'alba del 1976 firmarono il manifesto del punk e dei quali loro redassero albi proprio dedicati alla biografia dei Clash.Tutto partì con la rivoluzionaria rivista Metal Hurlant, nata qualche anno prima, nel 1974, aveva raccolto attorno a sé la delusione dei fumettisti di fantascienza, seccati da un genere che non appagava il desiderio di attualizzazione del fumetto negli anni in cui si credeva dover vivere pienamente gli eventi che stavano facendo la storia. I grandi cambiamenti nella società degli anni '70, prodotto dell'embrione del decennio precedente, creavano una necessità di rinnovamento negli autori francesi. Fu così che Marcel Gotlib, Nikita Mandrika e Claire Brétécher iniziarono a uscire da riviste di vecchio stampo come "Pilote" e ad approdare a Metal Hurlant. Ma il talento più grande partorito dalla rivista è stato Jean Giraud, in arte Moebius. Autore ribelle al genere fantascientifico disimpegnato figlio degli anni '50 si getta nell'esperienza insieme a quelli che diverranno poi i personaggi storici della rivista francese: lo sceneggiatore Jean Pierre Dionnet, il poeta e amministratore Bernard Farkas e Philippe Druillet, ancora fresco del personaggio di Lone Sloane. Ecco formato il gruppo degli Umanoidi Associati che creano un genere nuovo: la fantascienza visionaria ed apocalittica che non attinge da mondi fantasiosi, ma prende dalla realtà degli anni '70 (emergenza ecologica, degrado politico) le loro storie e l'essenza dei suoi personaggi. Una storia che vale la pena leggere (Les Humanos, Coniglio Editore, 96 pagine illustrate, 23 euro) per tutti gli appassionati non esclusivamente di fumetti, proprio perché il genere lanciato dai francesi degli anni '70 era una sfida di contaminazione tra fumetto, musica e nuove idee sulla realtà quotidiana.