venerdì 11 maggio 2007

Questioni interessanti

L´ottimo Antonio Di Lisi ci segnala i sguenti link

http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1982599&r=PI

http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1982606&r=PI

http://www.wimaxlibero.org/

77, le gambe delle donne















Nel corso degli ultimi mesi, molte pubblicazioni cartacee ed elettroniche sono state dedicate al 1977.

Un caro amico mi ha fatto dono del numero bimestrale di Diario, interamente dedicato all´anno della rivoluzione che viene. Sulla prima di copertina campeggia l´incipit de L´Avvelenata di Francesco Guccini: se io avessi previsto tutto questo.

Nell´immaginario collettivo, il 1977 e´ l´anno cardine della saga del piombo e delle sprangate che i ragazzi rossi e neri si scambiavano tra le strade, nelle manifestazioni di piazza, davanti alle sezioni di partito. Questo e´ indubbiamente vero. Negarlo o confutarlo offenderebbe il ricordo dei giovani che caddero da una parte e dall´altra.
Tuttavia, si farebbe torto alla Storia e a chi la scrisse in quei giorni, se non si tenesse a mente che quello fu pure l´anno in cui un movimento di opinioni, di idee, e di azioni vide la luce. Tale movimento -che al contrario di quello sessantottino, fu tipicamente italiano- si poneva in contrapposizione netta all´appiattimento ideologico ed esistenziale che veniva propinato dai vertici di partito. Erano gli anni in cui i due piu´ grandi-nel senso del numero di voti che essi catalizzavano- ed importanti partiti di massa italiani, la DC ed Il PCI, convergevano parallelamente, per dirla con Aldo Moro. Stava per nascere il compromesso storico, che preludeva ad una svolta in senso autoritario in seno allo Stato democratico. Sul finire del settembre (23, 24, e 25) di quell´anno, a Bologna, capitale ideale del "settantasette", si svolsero incontri e dibattiti incentrati sulla questione della repressione.

I giovani del settantasette colorano il catrame ed il cemento delle citta´ con i volti dipinti degli Indiani Metropolitani. Gli studenti universitari interrompono grigie lezioni accademiche improvvisando spettacoli dadaisti. Il movimento femminista ricopre un ruolo assai importante all´interno della sinistra rivoluzionaria, lanciando un forte e critico j´accuse contro certo vetero maschilismo di una ampia fetta di "compagni".

Molti intellettuali, come Leonardo Sciascia, rispondono picche agli inviti che vengono dal Partito Comunista Italiano a difendere le scelte di solidarieta´ nazionale. Il movimento del 77 riceve l´appoggio di uomini di spicco della cultura francese (Jean-Paul Sartre, Felix Guattari).
Si percepisce tra le fila del movimento una critica ai vecchi stilemi ideologici che tendevano ad appiattire le individualita´ dei singoli su posizioni collettiviste. E´ il tempo in cui il personale e´ politico. Il tutto lo si puo´ leggere in termini di una critica a delle forze politiche specifiche, come il PCI o la CGIL (si ricordi la cacciata di Luciano Lama da "La Sapienza") che si sono rivelate falsamente progressiste, agevolando in Italia la nascita dei ghetti di catrame e di cemento ed il rabbuiarsi delle aule universitarie.
Molte di quelle voci di amore e di dissenso sono giunte sino ai giorni nostri: i fumetti di Andrea Pazienza, i romanzi di Enrico Palandri e di Pier Vittorio Tondelli, le fotografie di Tano D´Amico.
Qualcosa, nelle segrete stanze del potere, pareva cominciare ad incrinarsi. E laddove non si riesce o non si vuole rispondere ad una richiesta e ad un anelito di cambiamento provenienti dal basso, si interviene per mano della chimica, della tecnica, dei sequestri eccellenti. Eroina, televisione (nel 1976 in Italia e´ adottato ufficialmente lo standard PAL per le trasmissioni a colore), un cadavere fatto ritrovare nel bagagliaio di una R4 rossa, stordiranno tutto e tutti, e consentiranno ad uno Stato di manternersi continuo e fedele a se´ stesso. E´ l´inizio dell´era del riflusso, del disimpegno e dell´edonismo che dominera´ tutti gli anni ottanta.

Ah, se io avessi previsto tutto questo...