mercoledì 13 giugno 2007

Avanti!



D'Alema che parla con Consorte? Ricucci che scambia quattro chiacchiere con Latorre? Fassino che viene definito al telefono da un suo collega ad un banchiere "Uno stupido!"? Ma che cos'è uno show di Beppe Grillo? Oppure è tornato a fare satira la prole Guzzanti? No, è la meno creativa e sicuramente più incisiva giudice per le indagini preliminari Clementina Forleo, che dopo due anni di lavoro ha depositato l'altro ieri le intercettazioni presso la procura della Repubblica. Intercettazioni pubblicate poi ieri da tutti i giornali e dalle quali emergono tracce di rosso nella finanza. Ma di queste clamorose scoperte di conversazioni tra i più alti vertici politici dello Stato (e della politica diessina) con inquisiti e pregiudicati per reati finanziari gravissimi, nessuno si è troppo scandalizzato se non il ministro dell'interno Amato che ha tuonato subito parole di condanna per i "cattivoni" giornalisti e magistrati. I primi perché pubblicato le intercettazioni con l'aiuto dei secondi. Ehh...Cose che capitano caro Amato! In un paese dove succede di tutto, succede anche questo! Anzi, direi: in un paese dove la classe politica controlla tutto, sembra che ci siano ancora spiragli di informazione, seppure forse manipolata, seppure un po' strumentalizzata: ma pur sempre informazione. Ci farà bene quando vedremo tornare gli italiani al voto, e voi lì con i vostri nastri colorati, i treni itineranti, un bel transatlantico della solidarietà...viaggiare per l'Italia nel "segno del cambiamento". Sarà ancora più divertente..!


Le dichiarazioni del ministro dell'Interno Amato, che sempre più assomiglia ad un vecchio gerarca DC più che ad un funzionario dello Stato, sono state ben accolte da tutta la classe politica: da destra a sinistra. L'emergere delle intercettazioni telefoniche sui giornali di ieri sono dimostrazione sicuramente di una sete di scoop e di vendite dei giornali (soprattutto), ma anche di garanzia di democrazia (quella più imperfetta certo, ma della cui imperfezione non parte da qui) con la quale la classe politica non vuole fare i conti. E si difende, accusando l'Italia di essere amorale e colpendo gli unici collegamenti rimasti tra il potere ed i cittadini, sempre più impotenti di fronte ai ricatti del mondo politico: la giustizia e l'informazione. Forse entrambi stanno andando verso una minore autonomia, soprattutto dopo il ddl Mastella, vera e propria legge liberticida non solo per la stampa e per la magistratura. Le conversazioni registrate tra l'attuale ministro degli esteri Massimo D'Alema ed il numero uno di Unipol, Giovanni Consorte; le telefonate tra lo stesso Consorte e Piero Fassino (segretario DS), poi nominato anche nelle conversazioni tra un altro esponente parlamentare, Nicola Latorre, intercettato al telefono di Stefano Ricucci. In un paese non sottomesso ad un regime di inefficienza ed aparchia come l'Italia, queste pubblicate dai giornali sarebbero notizie che porterebbero alle dimissioni di tutti i protagonisti delle intercettazioni che, seppure non dimostrano alcuni coinvolgimenti diretti nelle scalate ad Antonveneta, Bnl ed RCS, comunque chiariscono in maniera inequivocabile quali sono i legami tra finanza creativa (indagati dalla magistratura!) Fiorani-RiCucciana e gli esponenti DS in Italia, che rappresentano il centro pulsante del potere del governo Prodi in Italia in questo momento. Sarebbero mine che scoppierebbero sotto ai piedi del lento ma costante cammino del governo Prodi verso la delegittimazione della democrazia in Italia e l'affermazione del potere di casta della politica. E quindi si va avanti, con nessuno che pensi di chiedere scusa a qualcuno (magari a qualche ex Pci che avrebbe ancora il coraggio di crederci) oppure dare spiegazioni. Avanti così, con una puntuale delegittimazione della magistratura, della stampa; avanti così con le pensioni a vita per quattro anni di mandato parlamentare e sconti e risconti pure al ristorante; avanti così, con il mantenimento di uno status quo che sempre più delegittima il cittadino e sempre più lo inganna sperando sempre che egli resti un disperato sociale con l'unico scopo di sostenere sé stesso dimenticando quello di sostenere la democrazia.