domenica 26 agosto 2007

Carlo

Un ciao agli amici!

Profumo di donna


Nella seconda serata di giovedi ventitre agosto ultimo scorso, il primo canale della televisone di Stato mi ha riservato una gradevole sorpresa. RaiUno trasmetteva Profumo di donna, pellicola del 1974 tratta dal romanzo Il buio e il miele di Giovanni Arpino, sceneggiata da Ruggero Maccari e da Dino Risi, e diretta dallo stesso Risi.

Al centro delle vicende del film vi è Fausto Consolo -interpretato da Vittorio Gassman- ufficiale torinese dell'esercito divenuto cieco in seguito ad un incidente occorsogli durante una esercitazione militare. Fausto ha in programma di raggiungere Napoli, dove vive Vincenzo, anch' egli ufficiale dell'esercito e anch'egli rimasto cieco. Vincenzo trascorre i suoi giorni circondato dal suo attendente, dalle premure e dalle moine pruriginose di quattro ragazze, tra le quali si distingue Sara, ruolo affidato alla graziosa Agostina Belli, innamorata sin da bambina del capitano Fausto, il quale, però, tenta di respingerla in ogni modo. Ad accompagnare Gassman-Consolo nel suo viaggio verso la "più settentrionale delle città nord-africane" è il giovanissimo attendente Giovanni Bertazzi, interpretato da Alessandro Momo. Ciccio, come Fausto ribattezzerà il suo attendente, seguirà il capitano nelle sue puntate a Genova, dove Consolo farà visita alla prostituta Mirka-Moira Orfei, e a Roma, dove l'ufficiale incontrerà un suo cugino prete. Il fine ultimo del capitano Consolo è quello di giungere a Napoli per suicidarsi insieme al collega Vincenzo, così da mettere fine a quel surrogato di vita che entrambi stanno conducendo. Tuttavia, essi non riescono nell'intento. Fausto deciderà, alla fine, di affidarsi alle amorevoli cure di Sara.

Il buio e il miele. Due flash nel titolo del romanzo di Arpino. Il buio della cecità fisiologica a cui il protagonista è stato condannato; ma pure il buio interiore e culturale nel quale è sprofondata l'Italia all'indomani del boom economico, sulle cui strade correva euforico, irresponsabile ed ignorante del futuro il Bruno Cortona-Vittorio Gassman de Il sorpasso diretto nel 1962 da Dino Risi, e sceneggiato insieme a Ruggero Maccari ed Ettore Scola. L' Italia del boom ha aggredito la vita, ha tentato la scalata al cielo, ha cementificato le periferie; durante la folle rincorsa al mito dello sviluppo senza progresso, essa ha dissipato le energie buone, bruciato gli spazi verdi, praticato un feroce genocidio attraverso la creazione della società di massa. Al momento della fine della corsa, nella convinzione delirante di avere tagliato il traguardo, si scopre di essere divenuti- prendendo a prestito le parole del capitano Fausto- undici di picche, ovvero una carta che non sta nel mazzo, buona per nessun gioco. Una vita segnata dalla amarezza derivante da una tale scoperta e dall'aridità legata alla assenza di luce può trovare nuove ragioni in ciò che trascende il senso della vista. Finalmente, nuova linfa nella fluidità e nella dolcezza del miele di un profumo di donna.