giovedì 4 ottobre 2007

Eroi loro malgrado

Il ventitre settembre del 1985 Giancarlo Siani moriva sotto i colpi di una calibro 7.65 maneggiata da un affiliato al clan camorristico dei Nuvoletta, che insieme ai Bardellino, agli Alfieri, e ai Gionta di Torre Annunziata, rappresentavano il nucleo della Nuova Famiglia, asse malavitoso che contendeva alla Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo il primato della criminalità organizzata in Campania.
Giancarlo Siani era un giovane di venticinque anni che si era fatto le ossa, giornalisticamente parlando, nelle redazioni de "L'osservatorio sulla camorra" e de "Il lavoro nel Sud", e poi, per un contratto di sosituzione estiva era approdato, nel giugno dell'ottantacinque, a "Il Mattino", giornale controllato dalla Democrazia Cristiana. Siani, dalle pagine del maggiore quotidano della Campania, informava i lettori circa le triangolazioni ai cui vertici si collocavano camorra, politica ed affari: il famigerato tavolino a tre piedi, esempio di concertazione nell'ambito della gestione degli appalti in Sicilia. Notizie attendibili che derivavano dal suo essere giornalista sul campo, a stretto contatto con gli uomini dei carabinieri del comandante Sensales della compagnia di Torre Annunziata.

La figura di Giancarlo Siani è stata evocata, qualche sera fa, da Gianni Minoli nel corso de "La Storia siamo noi", che per l'occasione, nel servizio di Piergiorgio Di Stefano, si apriva con delle immagini, girate lungo la tangenziale di Napoli, che facevano venire alla mente quelle del sacco del capoluogo campano, splendidamente ritratto ne "Le mani sulla città" di Francesco Rosi.
Sventurato quel paese che ha bisogno di eroi; mentre scrivo queste righe, ciò è ancora maledettamente vero. Il mio pensiero va a Lirio Abbate, citato a più riprese da Marco Travaglio, giornalista siciliano che vive sotto scorta, autore insieme a Peter Gomez del libro "I complici", nel quale viene scritto a chiare lettere l'intero apparato che fa della mafia in Sicilia un fenomeno sistemico e generale.

L'esempio, a futura memoria, di Siani, e quello in essere e divenire di Abbate, rappresentano il paradigma più bello e commovente di un giornalismo che fa informazione e che concretizza il senso più alto dell'aggettivo civile con il quale ogni società dovrebbe appellarsi.

Leggere per credere!

Che i livelli di inciucio tra Ds e Forza Italia erano consistenti, questo era fuor di dubbio...Ma stamattina (in una delle mie rare folate in edicola a comprare il giornale) ho sgranato gli occhi quando ho letto su La Repubblica: "Veltroni arruola Veronica Lario..." sottotitolo: "Veltroni: La stimo moltissimo..."
Roba da far ridere...All'inizio! Poi non volevo proprio crederci e sono andato su Google a digitare "veltroni" e ti trovo una notizia del Cavaliere che dichiara che non permetterà alla moglie di arruolarsi nel nascente Partito Democratico. Questo post finisce qui.
IL VOSTRO COMPUTER SI AUTODISTRUGGERA' TRA...