sabato 6 ottobre 2007

Disoccupate le strade dai sogni

Alois Prinz è un giornalista, un buon archivista, un ottimo assemblatore di residuati di storia. Lo si evince dall'ottimo lavoro documentaristico che entra di diritto nella bibliografia europea degli anni di piombo. A quell'Europa "diversa" che la "banda" (così definita dalla polizia tedesca di allora) Baader-Meinhof immaginava già alla fine degli '60 ma che si distanzia miglia dalle promesse dei politicanti europei. Seppure utilizzava gli stessi criteri di violenza che la politica di allora (così come quella attuale) ha utilizzato. Proprio con un'affermazione del genere, l'autore di questa opera dalla quale esce fuori un ritratto romantico e contraddittorio, quindi realmente documentaristico, Alois Prinz non sarebbe (forse ) daccordo. Infatti egli scrive, davanti alla tomba ormai impolverata di Ulrike Meinhof:
"Avrei voluto avvicinarmi di più a lei, comprenderla meglio. Ma ad un certo punto ho avuto la sensazione che stesse man mano sbiadendo. Ho pensato che dipendesse dal fatto che sapevo troppo poco sul suo conto e che avrei dovuto mettere insieme più documenti, più informazioni. Ma poi ho notato che il problema non era la lacunosità della ricerca. Semplicemente, la sua immagine stava sparendo, lasciando una gabbia di pensieri così fitta e rigida che riuscivo a malapena a intravederla. Solo a volte ridiventava visibile e in quei momenti mi sembrava ci fosse una lotta tra lei e questi pensieri. Ma alla fine i pensieri hanno avuto la meglio".

Alois Prinz non era un fiancheggiatore dei terroristi, perché queste parole non sono quelle di chi vuol trarre "verità" dal suo lavoro. Prinz è un osservatore, un osservatore interessato ed in quanto tale fino alla fine continua ad avere dubbi sulla verità della stagione del terrorismo in Germania: le sue vittime e i suoi carnefici che spesso si confondono tra le nebbie di una verità storica che non ha senso di essere raccontata in termini di torto e ragione. Eppure il libro di Prinz è un libro commovente, un libro documentato ed altrettanto struggente sulla vita di una donna che ad un certo punto ha operato una scelta: la lotta armata. Ed per essa che è morta (ammazzata probabilmente! Come tutti i suoi compagni...) in carcere; ha rinunciato all'amore delle sue figlie, ai riconoscimenti della società, alle sirene della società capitalistico-borghese. Questo libro non è un lavoro di parte bensì una storia che vale la pena di essere raccontata. La storia di una donna che ad un certo punto ha operato una scelta. Se quella scelta è stata opportuna o meno, questo è solo il tempo a doverlo affermare. Di certo c'è che la scelta della lotta armata non è stata una scelta "comoda", una scelta ambigua come di chi firma qualche petizione o di chi scende in piazza ad osannare eroi della tv...
La storia di Ulrike Meinhof è una storia che vale la pena sapere solamente perché dimostra come in quel momento storico una generazione, o meglio, parte una di essa che "non aveva niente da perdere" (come forse un po' superficialmente definisce Prinz) si prendeva la responsabilità diretta di azioni moralmente discutibili certo, ma mirate a cambiare realmente un sistema che oggi viene giudicato da tutti come contorto e violento. Come si possono dunque, come si chiede l'autore, comprendere fino in fondo le scelte di Ulrike? Come si può capire una donna che rinuncia ad una vita agiata e tranquilla per dedicarsi alla latitanza ed alla violenza? Forse non siamo semplicemente in grado (o degni...questo sì che è un giudizio) di capire questa scelta ma di giungere all'unica conclusione possibile: Ulrike Meinhof è vissuta davvero!


Info utili:


  • Disoccupate le strade dai sogni, Arcana editore, 2007. Prima edizione Belt Verlag, Weinheim, Basel, Berlin 2003


  • Disoccupate le strade dai sogni è anche un disco tra i più sperimentali di Claudio Lolli, (qui il link di Storie di Note, la casa discografica che lo produce, ndr) cantautore bolognese che negli anni '70 compose questo album che rappresenta un affresco totalizzante di quella che fu la stagione più matura ed avanguardista della contestazione al potere costituito. Nell'album sono contenute canzoni come Analfabetizzazione, che rappresenta una vera e propria analisi della linguistica rivoluzionaria dell'epoca; ma anche Attenzione!, sfida filosofica alla mente nomade del movimento del '77; Socialdemocrazia, manifesto poetico del modo di intendere i nuovi scenari pronti a venire negli anni '80. Un album tra i più belli e sperimentalmente rilevanti non solo dell'immensa epopea lolliana, ma anche come avanguardia musicale dell'intera musica italiana.

  • Alois Prinz, giornalista freelance nato nella bassa baviera, Germania nel 1958 è autore di biografie per ragazzi: Georg Forster (1997), Hermann Hesse (2000); Hannah Arendt (2000), e Franz Kafka (2005). Disoccupate le strade dai sogni, gli è valso il Deutsche Preis come miglior libro di letteratura per ragazzi.