mercoledì 17 ottobre 2007

Beppe Viola


Vincenzina davanti alla fabbrica,
Vincenzina il foulard non si mette più.
Una faccia davanti al cancello che si apre già.
Vincenzina hai guardato la fabbrica,
come se non c'è altro che fabbrica
e hai sentito anche odor di pulito
e la fatica è dentro là...
Zero a zero anche ieri 'sto Milan qui,
'sto Rivera che ormai non mi segna più,
che tristezza, il padrone non c'ha neanche 'sti problemi qua.
Vincenzina davanti alla fabbrica,
Vincenzina vuol bene alla fabbrica,
e non sa che la vita giù in fabbrica
non c'è, se c'è, com'è ?


Antonio Troisi
ci ricorda che oggi ricorre il venticinquesimo anniversario della morte di Beppe Viola. Prendendo a prestito le parole di Antonio, <<Viola è stato un giornalista e scrittore geniale la cui fama si è poi propagata negli anni....... vi allego una serie di sue frasi celebri......tra esse alcune che in anni recenti hanno avuto un successo commerciale molto vasto......basti pensare che il titolo della trasmissione di Fazio "Quelli che......il calcio....." richiama un adagio di Viola ed il titolo di un suo surreale libro.........>>

1.
Domenico Calabrò è fatto così: altezza m 1,58, peso 65 chili comprese le calze, torace in dilatazione 114, in regressione 14, vita senza pensieri cioè serena, occhi intensamente privi di significato, piedi due....

2.
Ecco alcuni motivi che possono spingere un bravo disegnatore tecnico a compiere una rapina. Perché tutti dicono che è facile. Per far vedere che anch'io ho il coraggio di farlo. Per conquistare il cuore di un'entreneuse. Perché i soldi non sono tutto nella vita. Perché non si sa mai nella vita cosa può capitarti. Per vedere se è vero che i giornali raccontano un sacco di balle. Per provare se il passamontagna ti va ancora bene...

3.
A Toronto si mangia benissimo, tant'è vero che Bologna è chiamata la Toronto del nord.

4.
"Lei è mai stato innamorato?". "No, ho sempre fatto il benzinaio".

5.
Sarei disposto ad avere 37 e 2 tutta la vita in cambio della seconda palla di servizio di McEnroe.

6.
Quelli che credono che di fianco al vagone letto ci sia il vagone comodino.


7.
Pecché mi sunt nu bello sciuretto. T'è capit? Mi tengo i soldi e la macchina con le ruote in lega leggera, mi sunt vegniù a Milan cunt una partida de limon e ho fatto i soldi pecché mi sunt viun che laura e mi sunt fa un kiù accussì.

8.
Quando vengono al mondo i bambini ricchi parlano già quattro lingue, sono abbronzati e hanno le mèche.

9.
Con i soldi si può fare di tutto, anche il marinaio. Ai tempi di Melville, Conrad o Jack London, tutta gente che col mare s'è piazzata e ha fatto i soldi, si credeva che il marinaio tipo fosse un uomo in cerca di avventure, un personaggio romantico e soprattutto molto abbronzato.

10.
Gli uomini più ricchi del mondo sono sette, come settimo non rubare: Paul Getty, Paul Getty I, Paul Getty II, Paul Getty III, Paul Getty IV, tutti con lo stesso numero di giri; seguono, distanziati di quattromila lire, Massimo Boldi (e signora) e Giorgino Armani.

11.
Le vacanze estive sono il periodo più bello del mese di febbraio; sono i giorni più spensierati del mese di novembre perché comprendono le feste più importanti: i giorni della merla, sant'Omobono e tutti i week-end; per non parlare di ferragosto, che è il giorno di settembre più freddo dell'anno (con questo, non è che si voglia parlare male degli stranieri).

12.
C'è stato qualche scienziato che ha cercato di sostituire il calcio con la pallacanestro, ma i risultati non sono stati molto soddisfacenti.

13.
La carenza di calcio provoca dei fenomeni curiosi, tipo richiamo verso la lettura, la meditazione, incupimento del tono psichico generale, alcolismo, gioco del tennis, aeromodellismo.

14.
Professione: uomo più bello del mondo. Indirizzo: St. Tropez. Orario di lavoro: dall'una (di notte) alle sei (del mattino). Hobby: famiglia tipo. Segni particolari: straordinari attributi fisici dalla vita in giù. Frase preferita: ne ammazza più l'orgasmo che il disarmo.


15.
Perdonami se t'ho fatto piangere / perdonami non lo farò più. / Siamo fratelli, alcune sorelle / diamoci un bacio e ancora del tu.

16.
L'Everest è un paese bellissimo, pieno di verde e di sherpa in attesa del permesso di ritornare giù, almeno a 7000 metri, per respirare una boccata d'aria un po' meno pura.

17.
La televisiun la gha una forsa de leun. / La televisiun la gha paura de nessun. / La televisiun la te indurmenta 'me un cujun.

18.
Maria Cortinovis, in Pedelupo, ha avuto tutto dalla vita: un paio di scarpe da uomo, quattro morbilli che le hanno rovinato la reputazione, il numero 48 alla catena fusibili della Dalmine, un matrimonio senza fiori.

19.
Una cosa che mi sono sempre domandato è perché se tu una volta mandi a fare in culo un camionista, ti devi trovare di fronte per forza uno che mentre ti dice: parlava con me capo?, ti solleva te e la Giulia.

20.
Da vent'anni dipendente della Rai-Tv, passaporto italiano, militesente, presunto capo di famiglia numerosa, non soltanto ignoravo le regole del football americano, ma non mi era mai passato per la testa di assistere a una partita.

21.
Ma come, è morto l'Oscar? Porca troia... Aveva soltanto cinquant'anni, non ha mai fumato una sigaretta, non beveva, sempre all'aria aperta perché lui era qui a San Siro anche la mattina per vedere gli allenamenti, non ha mai lavorato perché in queste cose l'Oscar è sempre stato coerente, eppure l'hanno "fatto" anche lui.

22.
Appena il professor Rescalli entrava in aula, apriva il registro e controllava i presenti dicendo: "Oltre a Mazzarella e Viola chi manca oggi?". Mazzarella era precipitato giù dal tram numero 24 insieme col sottoscritto, facendosi regolarmente pizzicare dal sempre vigile occhio di quel nasone del "prof". E gli studi dei compagni di scuola cominciavano senza il calore della nostra partecipazione, mentre Mazzarella e io, tolto il grande lenzuolo del biliardo, ne ripulivamo il tappeto verde con sapienti spazzolate.


23.
Sport è... credere che la palla sia davvero rotonda.

24.
Ci ho via una gamba da quando ho fermato il tram in viale Porpora. Il pallone però l'ho salvato anche se adesso non mi serve. Potrei giocare in porta, ma nessuno mi dà fiducia. Dicono che se ogni volta che devo prendere il pallone mi salta una gamba, non vale la pena.

25.
Il significato delle cartoline è plurimo, ma soprattutto postale, nel senso che basta scrivere una cartolina per sapere chi l'ha mandata.

Beppe Viola era fraterno amico di Enzo Jannacci con il quale compose Vincenzina e la fabbrica (ascoltatela), canzone che ricorre nel film Romanzo popolare diretto da Mario Monicelli nel 1974 ; i dialoghi in dialetto milanese presenti nel film furono rivisti da Beppe Viola ed Enzo Jannacci.