sabato 3 novembre 2007

Lo spirito del giornalismo

" Io ho un concetto etico del giornalismo. Ritengo infatti che in una società democratica e libera quale dovrebbe essere quella italiana, il giornalismo rappresenti la forza essenziale della società. Un giornalismo fatto di verità impedisce molte corruzioni, frena la violenza della criminalità, accelera le opere pubbliche indispensabili, pretende il funzionamento dei servizi sociali, tiene continuamente allerta le forze dell'ordine, sollecita la costante attenzione della magistratura, impone ai politici il buon governo."
Questo articolo " Lo spirito del giornalismo" dell'ottobre del 1981 è di Giuseppe Fava. In queste parole si enucla l'idea del giornalismo e della sua funzione di controllo sulla vita pubblica di un paese.
Giuseppe Fava fu ucciso dalla mafia la sera del 5 gennaio del 1984.
Potremmo parlare non solo di un'etica del giornalismo, che sovraintenda all'azione quotidiana della politica, ma anche di un giornalismo di inchiesta e di denuncia. Il problema risiede nella natura diremmo umana del giornalismo; in quanto struttura di potere fatta da uomini, anche il giornalismo è soggetto a corruzione ed equilibrismi linguistici; anche il giornalismo, è inquinato e può diventare fonte di inquinamento. In un paese come l'Italia, il giornalismo ( tranne casi rari ed eccezionali) è andato spesso ( per usare un eufemismo) a braccetto con il potere politico, economico, finanziario. Spesso e volentieri c'è stato un vicendevole concorso di colpa. In un paese ridicolo e senza alcuna vergogna e decenza da parte della classe politica, sono state poche le mosche bianche; pochi giornalisti hanno avuto la forza morale, etica umana di rompere i tanti muri di diffidenza e omertà che si frapponevano sul loro cammino; e nel momento i cui queste "curiosità" giornalistiche affondavano il bisturi nel corpo malato della società, la morte come in un film di Bergman faceva loro visita, era dietro l'angolo in attesa di essere chiamata, di presentare un conto salato, molto salato.
Vorrei brevemente ricordare alcuni casi analoghi più o meno famosi di giornalisti che hanno condiviso con Giuseppe Fava l'amore per la verità.
Nel settembre del 1970, mentre rientrava a casa venne rapito sotto casa il giornalista Mauro De Mauro. Il suo corpo non è stato più ritrovato. Mauro De Mauro stava indagando sull'assassinio del Presidente dell'ENI Enrico Mattei, deceduto in seguito allo schianto del suo jet in località Bascapè, in provincia di Pavia. Si parlò di un probabile rapporto tra mafia, politica, alta finanza e servizi segreti.
Nel settembre del 1985, veniva ucciso sotto casa il giovane giornalista Giancarlo Siani. Siani collaborava con il Mattino è stava indagando sui rapporti tra camorra e politica negli appalti per la ricostruzione del dopo terremoto.
Infine vorrei ricordare un caso poco conosciuto o comunque che ebbe molta poca risonanza, finendo ben presto nel dimenticatoio della storia.
Si tratta dei due giornalisti Italo Toni e della giovane all'epoca ( 21 anni) Graziella De Palo. Partiti il 22 agosto del 1980 per un viaggio in Siria e libano, i due giornalisti non sono più ritornati; di loro si sono da allora perse completamente le tracce. Probabilmente alla base della loro scomparsa ci fu l'interesse e le indagini che la De Palo aveva fatto e continuava a perseguire circa il traffico di armi con il Medio Oriente.

RSK

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