domenica 4 novembre 2007

La matematica non è un'opinione

Stabilire qual è la giusta distanza, non colmarla. Questa la consegna, questa la regola da tenere a sempre a mente. Soprattutto durante questi ultimi giorni che hanno visto cadere e morire Giovanna Reggiani. Invece no. Dello spirito del giornalismo -evocato dalle colonne virtuali di tonisparsi- non ve ne è traccia. I giornalai e i populisti di turno, gli scribacchini e gli imbonitori televisivi iscritti nel libro paga della Casta hanno oltrepassato il segno. Mettere la paglia sul fuoco per fomentare la "guerra fra poveri". Gettare la croce di una cruenta quotidianità sulle spalle dei poveri cristi, è stato il compitino che, ancora una volta, la stampa e la televisione italiane hanno svolto con lo zelo e la dovizia del primo della classe. Con un unico scopo: infittire la nebbia che impedisce di vedere oltre la cortina di responsabilità che sono appannaggio di una classe politica -senza distinzione di colore e di bandiera- completamente incapace di decidere, e che di questa truppa di scrivani e conduttori falsi costituisce una delle principali fonti di sostentamento e cause di inclusione. La presenza delle immigrate e degli immigrati in Italia, rappresenta un elemento funzionale al mantenimento delle quote di potere, nelle sue diverse declinazioni, in seno alla classe imprenditoriale, alle associazioni di volontariato, alle parti sociali e politiche coinvolte a vario titolo nella cosiddetta dialettica democratica. Emergenze create ad arte per costruire nuovi centri di manipolazione della fasce deboli all'indomani del crollo delle ideologie e della trasformazione antropologica cui è andata incontro una larga fetta dell'elettorato italiano, soprattutto di sinistra.

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Non è mia intenzione difendere, a prescindere, seguendo una logica di categoria, chi ha commesso o chi commette gravissimi reati. La certezza della pena è uno dei tratti caratterizzanti uno Stato democratico. Al contempo, però, è altrettanto peculiare di una democrazia, o almeno dovrebbe esserlo, lasciare al proprio posto quelle persone che non si sono macchiate di reato alcuno. La cassa di risonanza mediatica messa su nelle ultime ore ha risvegliato intolleranze, ha alimentato l'odio di balordi che hanno usato violenza ai danni di cittadini europei che avevano come unica colpa quella di essere romeni.

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I numeri non hanno colore politico, non pregano nessuna divinità, non guardano in faccia a nessuno. Questo è un altro fatto che bisognerebbe tenere sempre presente. L'aritmetica elaborata dal Ministero dell'Interno aiuterebbe a comprendere che la quasi totalità delle azioni criminali di cui rimangono vittime le donne italiane sono commessi da cittadini italiani.

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Riconoscere il mostro nell'altro e nel diverso, aiuta a vivere meglio, a dirigere un giornale, a sopravvivere per l'ultimo scorcio di legislatura.