venerdì 7 dicembre 2007

Caso Biagi: respinti ricorsi e negati sconti di pena

Per l'omicidio di Marco Biagi devono essere confermati gli ergastoli nei confronti di Marco Mezzasalma e di Roberto Morandi. Deve invece essere annullato il carcere a vita inflitto a Diana Blefari Melazzi per un nuovo processo e non va accordato lo sconto di pena a Simone Boccaccini. Sono queste le richieste che il sostituto procuratore generale della Cassazione, Alfredo Montagna, ha avanzato ai giudici della quinta sezione penale chiamati oggi a decidere sulla vicenda processuale bolognese per l'omicidio del giuslavorista Marco Biagi, ucciso nel capoluogo emiliano la sera del 19 marzo 2002 dalle Br.

Postato dal sito web della Adkronos, 7 dicembre 2007

"Colpite i Cavalieri di Malta": Al-Qaeda lancia un appello agli egiziani

Chi sono i Cavalieri di Malta

"Non siate avari, oh egiziani, nel colpirla con un'auto o un camion bomba". E' questo il messaggio apparso oggi sui forum islamici vicini ad al-Qaeda, che chiede ai terroristi islamici di colpire con un attentato la sede egiziana dell'Ordine dei Cavalieri di Malta. La richiesta è accompagnata da due foto che ritraggono la sede del Cairo dell'Ordine. Vengono proposte le foto del palazzo e del portone d'ingresso della rappresentanza diplomatica dell'Ordine di Malta in Egitto che si trova nella via Hoda Shaarawi del Cairo. Molto eloquente l'obiettivo degli autori di questo messaggio. "Vi mostro la foto della loro ambasciata in Egitto e chiedo ad Allah di farla chiudere o esplodere, compreso coloro i quali si trovano al suo interno che odiano l'Islam e i musulmani. Non siate avari, oh egiziani, nel colpirla con un'auto o un camion bomba".

La diffusione sui siti islamici della richiesta di colpire la sede egiziana dell'ente benefico segue la pubblicazione di un editoriale ieri sul giornale degli Emirati Arabi Uniti, 'al-Bayan', a firma del parlamentare giordano Jamal Muhammad Abidat, dal titolo 'Cavalieri di Malta, più di un complotto'. Nell'editoriale si ripercorre la storia dell'Ordine in chiave islamica, descrivendo il ruolo avuto dai Cavalieri di Malta durante le crociate e sostenendo che lo stesso ruolo sarebbe in atto oggi in Medio Oriente per la guerra americana in Iraq e Afghanistan.

"I ricordi della dolorosa storia arabo islamica evocano le battaglie combattute nell'undicesimo secolo, nel periodo delle guerre crociate, quando è iniziata la missione dei Cavalieri di Malta - si legge nel documento - considerata come una 'milizia cristiana', la cui missione era quella di difendere la terra conquistata dai crociati. Questi ricordi tornano con forza quando si scoprono i crimini che vengono commessi dalle società definite di sicurezza e protezione in Iraq e si scoprono i loro legami storici con l'organizzazione dei Cavalieri di Malta come per la società Black Water americana".

L'Ordine viene inoltre accusato di essere diretto da uomini vicini al presidente americano George W. Bush e ai neocon statunitensi, prendendo spunto da una trasmissione andata in onda sulla tv araba 'al-Jazeera' il 24 aprile del 2007. Si citano inoltre alcuni passaggi del libro dello scrittore americano Jeremy Scahill sulla società Black Water e si aggiunge che "la presenza dei mercenari in Iraq non è solo frutto di un accordo fatto con il Pentagono per sostituire in alcune situazioni di combattimento l'esercito americano, ma è anche frutto di un accordo su base ideologica che comprende anche i Cavalieri di Malta, perché loro sono l'ultimo gruppo crociato che controlla chi prende le decisioni negli Stati Uniti".

L'editoriale si conclude affermando: "Per questo non si esagera se si afferma che i Cavalieri di Malta sono un governo nascosto del mondo, o il governo più misterioso del mondo. Possiamo invece accettare la definizione data da uno di loro nella loro ambasciata del Cairo, che l'ha definita 'un fantasma che abita vicino'".

Postato dal sito web della Adkronos/Aki, 6 dicembre 2007

312 militari ammalati di tumore maligno di cui 77 morti, Parisi parla dell'uranio impoverito

Soldati italiani in missioneSono 312 i militari italiani che si sono ammalati di tumore maligno negli ultimi 11 anni (1996-2006) nei Balcani, in Iraq, Afghanistan e Libano; 77 di questi sono morti.

Il numero complessivo dei militari malati di tumore, tra impiegati in missione e non, e' invece di 1.703. Sono questi gli ultimi dati in possesso della Difesa: il ministro Parisi li ha comunicati oggi al Senato, davanti alla Commissione parlamentare d'inchiesta sull'uranio impoverito. Ma c'e' gia' chi parla di dati "al ribasso".

Guarda l'inchiesta di Rainews24 sugli effetti dell'uranio impoverito

Il risultato di questo lavoro (in attesa di creare una "organizzazione centralizzata e informatizzata") e' un bilancio di soldati morti o ammalati piu' pesante di quello fornito in precedenza dallo stesso Parisi, che davanti alla Commissione aveva parlato di 255 casi, con 37 morti, tra i militari in missione - contro i 312 e 77 di oggi - e di 1.682 malati in totale (1.703).

"Difformita' - ha spiegato il ministro, con particolare riferimento alle missioni - dovuta soprattutto al fatto che alcune decine di malati o morti per tumore allora indicati nell'elenco dei militari che non avevano preso parte alle missioni, invece vi avevano partecipato".

E comunque - ha aggiunto Parisi, facendo per la prima volta questo raffronto - la percentuale dei militari che si e' ammalata di tumore dopo aver partecipato a missioni e' inferiore a quella della popolazione maschile italiana. Si tratta di "dati e comparazioni molto grezzi", ha premesso il ministro, ma e' un dato di fatto che nel quinquennio 2002-2006 sono stati 216 su 56.600 i militari italiani impiegati all'estero che si sono ammalati, "con una incidenza di 380 casi ogni 100.000".

Uno studio effettuato in base ai dati dell'Airt (Associazione italiana registri tumori) sul totale della popolazione maschile italiana per il quinquennio 1998-2002, indica invece che "in media vengono ogni anno diagnosticati nel nostro Paese 754 casi ogni 100.000 abitanti".

L'informativa di Parisi non ha soddisfatto Falco Accame, presidente di una delle associazioni piu' attive su questo fronte, secondo cui "non si tiene conto dei casi di morte e malattia nella guerra del Golfo del '91, in Somalia nel 1993, nei poligoni di tiro a partire dal 1977, dei civili e del personale in congedo e delle altre gravi malattie diverse dai tumori".


Postato dal sito web di Rainews24 del 6 dicembre 2007