martedì 11 dicembre 2007

Il delitto perfetto

Testo Unico delle Leggi Elettorali D.P.R. 30 marzo 1957, n 361 e successive modifiche
Art. 10:
1. Non sono eleggibili inoltre:
1) coloro che in proprio o in qualità di rappresentanti legali di società o di imprese private risultino vincolati con lo Stato per contratti di opere o di somministrazioni, oppure per concessioni o autorizzazioni amministrative di notevole entità economica, che importino l'obbligo di adempimenti specifici, l'osservanza di norme generali o particolari protettive del pubblico interesse, alle quali la concessione o la autorizzazione è sottoposta;
2) i rappresentanti, amministratori e dirigenti di società e imprese volte al profitto di privati e sussidiate dallo Stato con sovvenzioni continuative o con garanzia di assegnazioni o di interessi, quando questi sussidi non siano concessi in forza di una legge generale dello Stato;
3) i consulenti legali e amministrativi che prestino in modo permanente l'opera loro alle persone, società e imprese di cui ai nn. 1 e 2, vincolate allo Stato nei modi di cui sopra.
2. Dalla ineleggibilità sono esclusi i dirigenti di cooperative e di consorzi di cooperative, iscritte regolarmente nei registri di Prefettura.

Parlare di una politica degenerata in fase comatosa, semba essere diventata una moda quotidiana che ha assunto forma e modalità del tutto stucchevole. Ascoltare fiumi di parole ed osservare atteggiamenti pietistici e scandalizzati da parte di scarani e feudali che agiscono e si accalorano per conto e in nome del potere politico e altresì qualcosa di stomachevole e riluttante, soprattutto per coloro che cercano di salvaguardare la loro sanità mentale da questo teatrino che ha ormai l'odore nauseabondo di rancido. Negli utimi venti anni, la politica svestita di un mandato ideologico che ha guidato il loro agire palese e spesso occulto, è diventata un'entita informe e indefinita: siamo stati sommersi di parole, parole, parole, da parte di chi invece dovrebbe avere una determinata incisività ed "agire per conto e in nome del popolo". Questo atteggiamento di pianificato immobilismo e di reciproco mutuo soccorso ha prodotto uno sbriciolamento di credibilità nella politica tout court. Dette queste semplici parole che restano tali, in quanto non incidenti sulla realtà in cui ci ritroviamo, il decreto presidenziale del 1957 articolo 10 comma 1, stabiliva e stabilisce la non elegibilità da parte di soggetti o rappresentanti di imprese private vincolate allo Stato da contratti o concessioni di una certà entità economica. La politica italiana nella sua interezza e nella sua pochezza ha permesso ( travalicando quella legge che tanto loro difendono) nel lontano 1994 ad un soggetto economico che non aveva alcun diritto, di govenare il paese Italia e di plasmare e modificare il costume dell'italiano a sua immagine e pensiero. Parlare di questo soggetto economico non è soltanto folcloristico, ma farlo significa violentare e deturpare la mia persona e quella di tante altre che nel silenzio della loro quotidiana semplicità ed onestà civica subiscono direttamente o indirettamente i soprusi, la tracotanza e le scelte scellerate e personalistiche della classe politica. Prendere in considerazione la classe politica attuale, stabilire la loro credibilità mi sembra un esecizio inutile. L'articolo 10, comma 1 è una semplice virgola all'interno dei tanti discorsi politici che invadono le case degli italiani. E il negare scientificamente da parte della politica questa virgola nei tanti discorsi che inquinano le nostre menti, è stata una colpevole mancanza, un delitto di cui si devono assumere la responsabilità l'intero panorama politico italiano.