mercoledì 12 dicembre 2007

Dodici dicembre, l'innocenza perduta

Come la dissonanza di una musica che non c'entra niente con il resto del film, come la deflagrazione di un tuono che sveglia un bimbo appena messo a dormire dalla mamma, il dodici di dicembre del millenovecentoesessantanove, sette chili di esplosivo contenuti in una valigetta nera, tipo ventiquattrore, uccisero diciassette persone e ne ferirono ottantotto, tutte immerse nelle loro faccende al centro del salone della Banca Nazionale dell'Agricoltura in Piazza Fontana a Milano.
Brutto giorno quel dodici di dicembre di trentotto anni fa. A distanza di pochi minuti dalla strage di Piazza Fontana, un 'altra bomba, con le stesse caratteristiche della prima, viene collocata nella sede della Banca Commerciale di Milano, ma non scoppia. Stessa cosa pure a Roma. Nel passaggio sotterraneo della Banca Nazionale del Lavoro, un ordigno provoca il ferimento di tredici persone. Altre due bombe colpiscono l'Altare della Patria e l'ingresso del Museo del Risorgimento. Quattro feriti.
I manovali neo-fascisti al servizio dei nemici del progresso e della democrazia. Preludio di un buco nero che divora e non restituisce tutto quel che gli si approssima. Trame nere, servizi deviati, puttane di Stato. Anarchici distratti cadono dalle finestre, e poi golpe d'operetta. Io, speriamo che me la cavo.