mercoledì 19 marzo 2008

Voglio un mondo minorenne

Voglio un mondo minorenne. Stamattina, attraversando i giardini comunali, mi e' venuta in mente questa canzone di Ivan Graziani. Cercavo di ricordarne le parole, e ho pensato, ricordando ricordando, che, alla fine dei conti, eccezion fatta per uno sparuto gruppo di amici, sono circondato da gente triste, ma piu' che triste, direi da gente che si prende troppo sul serio. Ascolto certi loro discorsi che oramai il tempo di scherzare e' finito, che bisogna cambiare musica, che bisogna prendersi le proprie responsabilita'. Ma chi glielo ha ordinato il dottore, per caso? Io voglio rimanere un irresponsabile del cazzo, ma non per questo vado a rompere i coglioni alla gente suggerendole di comportarsi da incoscienti, o di fare come me che il massimo progetto che riesco a fare e' dove andare a mangiare tra un paio d'ore o al massimo al massimo trovare chi me la dara' stasera. E' come il fatto di chi si alza presto la mattina e di chi dorme fino a tardi. Quelli che si svegliano presto scassano la minchia a chi se ne vorrebbe stare a letto fino a mezzogiorno passato. Io vado avanti per la mia strada, e i miei comportamenti, i miei pensieri, purtroppo, non si combaciano con quelli della maggior parte della gente. E mi rattrista, e lo dico sinceramente, rendermi conto che chi mi sta davanti -mai dietro per carita' di dio- si aspetta da me azioni e pensieri - sono sempre un castrista romantico!!!- che sono codificate dal loro modo di ragionare, dal loro modo di pensare, escludendo quasi a priori che un altro modo di fare e' possibile. Ed ogni volta e' sempre la stessa storia, hai voglia a spiegare che con una donna ci puoi anche essere solo amico e che non e' detto che te la devi per forza scopare, hai voglia a dire che a te della carriera te ne strafotte, hai voglia a dire che ti interessa stare con le persone senza aspettare che ti diano per forza qualcosa in cambio, hai voglia a... . Al momento mi danno anche ragione, ma in fondo, presuntuosi del cazzo, sono convinti che loro si che hanno capito come si fa, e che prima o poi andro' a parare dove dicono loro.
Mo veramente mi sono rotto il cazzo, e, come direbbero a Roma, che annassero tutti a pigliarlo nder culo, che magari gli piace pure, ma non lo hanno scoperto ancora.

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