sabato 26 aprile 2008

Geppetto

L'altra sera ho visto gli ultimi scorci del Pinocchio televisivo, quello di Luigi Comencini, tanto per intenderci. Geppetto e il burattino-bambino stavano nel ventre del pescecane, e il vecchio falegname sembrava starci proprio bene. Geppetto non era per nulla intenzionato a lasciare quel rassicurante acquario per ritornare tra gli uomini. Ma alla fine, per amore di Pinocchio, e consapevole del fatto che il bambino dovesse prendere conoscenza e coscienza del mondo attraverso i suoi occhi, e non attraverso quelli di un uomo deluso e disilluso, egli si decide a salire a bordo di un tonno e a guadagnare il bagnasciuga.
Non ho fatto fatica a riconoscermi in Geppetto, e devo dirla tutta, in questo periodo pure io sto galleggiando nel ventre di una balena, senza troppa volontà di interagire con gli altri, e con la precisa intenzione di sporgere solo la testa, di tanto in tanto, attraverso la bocca del mostro marino, per mandare qualcuno al diavolo. E' sicuramente un periodo strano, ma è dura realizzare che i conti oramai non tornano più, e hai voglia ad usare algoritmi diversi che tanto il risultato è sempre quello. Credevi che una cosa fosse così, e invece no. Allora, tanto vale starsene accovacciati in un qualsivoglia anfratto a masturbarsi, o a spararsi qualcosa in vena, piuttosto che avere fede nelle persone, alle quali per giunta non ci chiedi nulla in cambio, e manco va bene, quasi ti fanno un favore a farti compagnia o anche a mandarti a fare in culo. Io non lo so, anzi in questo periodo non so più niente, e ho perso tutti questi anni senza manco qualcuno per cui valesse la pena prendere un passaggio dal tonno.

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