martedì 22 aprile 2008

Un altro giro di valzer

Ora che e' sera, riesco a raccogliere la testa tra le mani, ed udire il rumore del tuo amore che, inesorabile, respinge il mio. Non ci siamo mai conosciuti cosi' profondamente come in questo momento di duello a chi odia di piu'. Sul pavimento il rumore delle gocce del tuo piacere, e io che sto a guardarle stillarsi una dopo l'altra. Un peccato non raccoglierle, ancora piu' grave non esserne l'artefice. Tu balli da sola, nonostante me, ingenuo ed inutile cavaliere, anzi scudiero delle tue ansie e delle tue paure. Ti stendi tra la coltre di un mattino nebbioso, e io, impaziente del giorno che sara', mi allontano in attesa di un altro giro di valzer.

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