lunedì 23 giugno 2008

Reazione creativa al dispaccio di Tremonti


Ad un mondo virtualmente reale preferisco una realtà arbitrariamente virtuale. Alle bugie prediligo la distrazione. Si potrebbe obiettare che conviene alquanto scegliere la lotta ma la sperimentazione è conclusa e la conclusione è che l'era dell'impegno è finita già da un pezzo. La distrazione, il tempo libero, l'ozio è l'unico antidoto da usare per salvarsi dall'intossicazione delle bugie. Quando l'impeto della rivolta (interiore e collettiva) non serve più ad interrompere un processo di distruzione del senso, perché ormai quella rivolta è diretta solamente contro sé stessi, allora l'impegno deve cedere il passo alla pratica dell'ozio, dello svago: unica pratica possibile per la rigenerazione della volontà. La domanda successiva è: da dove ripartire? Ancora più importante è il "perché"...

Il potere è iperconsapevolezza della mente collettiva. E' il suo specchio e la sua immagine riflessa e immediatamente immagine rielaborata e proiettata sullo schermo sociale (TV?). Egli ha generato consapevolezza nella collettività dell'alto grado di bugie raccontate nella storia. E con questa consapevolezza che cosa ne facciamo? Nulla, perché Egli ha già codificato le presunte reazioni, ci controlla, e ci ha fornito gli strumenti idonei per superare il contraddittorio: "Se so devo agire! Perché non lo faccio?".

Distrazione, Consumo, Relazioni: sono tra i principali elementi di controreazione. Tutti ci cadiamo, anzi, ne siamo già dentro. Ma per evitare di rientrare nella statistica della controreazione possiamo tentare delle reazioni diverse, non omologate, creative possibilmente.

Eccone alcune:


  1. RECUPERO DELLA MANUALITA'. a) Se ti piace raccontare compra una macchina da scrivere non elettrica. Niente di esterno, tranne la scarsità d'inchiostro, dovrà frapporsi tra te e la tua voglia di esprimerti. Scrivi le parole che più pronunci e cercale sul vocabolario una ad una. Chiediti perché le pronunci così spesso. Scrivi perché. Poi scrivi i nomi di tutti i tuoi amici, poi quelli della tua famiglia fino ai cugini più lontani. Chiediti da quanto tempo non li vedi e perché. Scrivilo, descrivilo. Pensa che non sei uno scrittore, sei solo uno che ha letto un blog da far schifo e si è fatto convincere a comprare una macchina non elettrica...e che la cosa gli piace. Continua e continua. Scrivi il nome della via dove abiti. Per es. via Manzoni. Chiediti chi era. Se vuoi risponditi se non inventa chi potrebbe essere. Scrivi il nome della tua città. Scrivi se è piccola, grande; se è calda o fredda; se è nel sud o nel nord di cosa; ad est o ad ovest di cosa. Chiediti se ne conosci il numero degli abitanti, la storia...No? Studia e scrivi! b) Se ti piace la musica non farti mancare uno strumento. Quando ce l'hai approfitta del tuo tempo libero per suonare. Non andare da un maestro. Non comprare corsi di musica in scatola. Non pensare di fare il musicista. Suona quel che vuoi e come vuoi: presto sarai in grado di strimpellare qualcosa; più avanti suonerai le tue canzoni preferite; se lo fai con costanza e ne fai un impegno quotidiano sappi che un giorno suonerai. Non chiederti quando e perché: fallo e basta! Quando potrai inventare composizioni di ritmi o accordi inizia a scrivere delle parole che ti vengono, (cercale sul vocabolario prima!). Quando sarai in grado di suonare e cantare le tue parole e i tuoi accordi non paragonarti ai musicisti veri: quelli lo fanno per soldi, tu no! c) Se ti piace dipingere compra un set di colori e di pennelli. Inizia a pitturare quel che ti pare. Inizia su un A4, poi passa ad un A5; poi passa ad un muro, ad una parete, al soffitto o ad una superficie irregolare. Poi comprati una tela. Dipingi per terra all'inizio, arrangiati più che puoi: non spendere mai troppi soldi perché è solo un hobby per te! x) Se ti piace l'elettronica prendi un vecchio transistor. Accendilo e vedi se funziona. Poi smontalo e rimontalo. Se non funziona l'hai rotto, buttalo via: era solo un vecchio transistor! Fallo con tutte le cose che non usi più: dal computer a cellulare. Alla fine ne saprai più di prima o mal che vada avrai fatto un po' di pulizia nel garage! Se non hai nessuna preferenza riguardo alla manualità, allora mettiti sul divano dopo aver staccato la presa della Tele, poi fissa un punto nella stanza e ripercorri tutte le tappe, lentamente, persona dopo persona, dialogo dopo dialogo, gesto dopo gesto della tua giornata passata. Scoprirai che ne hai fatte di cazzate e che sei nella merda. E dalla merda, si sa, nascono i fiori.

  2. NO! ALLE RELAZIONI SCHIZO. Quando esci con un amico o con la tua donna, spegni rigorosamente il cellulare. Ascolta molto, parla il giusto necessario. Non accavallarti mai a chi parla! Osserva i posti dove vai anche se sono sempre gli stessi. Vai a piedi, evita il più possibile l'automobile. Mangiate insieme qualcosa di piacevole, senza abbuffarsi!, e fate di nuovo una passeggiata. Non parlate troppo. Ad un certo punto taci e non sentirti in dovere di dire sempre qualcosa. Prova ad osservare la gente che ti circonda, senza giudizio, senza fastidio. Non dire mai: "facciamo questo", lascia che le cose arrivino da sé. Se poi fai sempre quello che vuole il tuo amico/amica, mollalo! Non fa per te: tra voi due ci sarà sempre un rapporto dall'alto verso il basso. Se sei uno che non sa decidere, vai con quelli come te: prima o poi sarai costretto a prendere l'iniziativa. Non vedere troppi amici durante la settimana: concediti sempre più tempo per te. Massimo due, tre persone. Non avere aspettativa su di loro. Non fare programmi con loro o meglio falli pure se vuoi ma sappi che da un momento all'altro cambieranno: qualcuno s'innamora perdutamente, qualcun altro viene colpito da sfighe, altri ancora cambiano e basta. Scegli poche persone come amici e fai in modo che loro scelgano te: non cercare in loro qualcosa che non hai ma solo il piacere di starci insieme. Non cercare da loro risposte né fare troppe domande. Fate delle cose insieme possibilmente all'aperto o in luoghi pubblici. Evitate la casa e le famiglie: possono nuocere gravemente all'amicizia. Se vivi con un uomo/una donna sappi che è lui/lei il tuo migliore amico: altrimenti non ci vivevi! Se non è il tuo migliore amico fai in modo che lo sia. Se non ci riesci, mollalo! Tutto finisce nella vita... Non puoi dividere lo stesso bagno con uno/una che non stimi profondamente. Non puoi continuare ad asciugarti la faccia sullo stesso asciugamano che l'altro/l'altra usa per farsi il bidet! Il sesso? A carn's'ietta!

  3. RECUPERO CREDITI. Togli i soldi dalla tua carta di credito: strisciare troppo fa male alla salute! Fatti un libretto postale e mettici tutti soldi che puoi a fine mese. Tieni sulla carta solo i soldi che ti sono necessari: affitto, spese personali, cibo, uno sfizio (al mese basta!). Chissà se è rimasto qualcosa...Primo comandamento: "Non strisciare!" Prendi i soldi che ti servono ed usali fino a finirli. Resisti più che puoi senza soldi in tasca: una bella sfida! Hai la macchina? Fai la benzina necessaria, ma non troppa, non serve se non ad aumentarne il prezzo domani! Cammina a piedi quando puoi; usa anche la bici. Prendi l'aereo se stettamente necessario: dove cazzo devi andare così lontano!...

...CONTINUA...FORSE!

domenica 22 giugno 2008

Gli Illuminati diventano realtà



La notizia dell'ultima ora è che il segretario della Cigl, Guglielmo Epifani, ha dichiarato che i salari medi dei lavoratori stipendiati ed ovviamente tutelati dalla tessera dei sindacati dal 2009 diminuiranno drasticamente e subiranno un ribasso di beni 1.500 euro l'anno. E che saranno destinati a diminuire in maniera drastica negli anni successivi. Si potrebbe continuare ad approfondire una notizia che crea panico sociale di per sé, anche se nella realtà dei fatti in questo momento tra il catastrofismo ed il nulla non c'è alcuna differenza. "Tutta colpa dell'inflazione e del debito pubblico italiano" tuonano gli economisti della Standard & Poor's ed ancora più cinica e lapidaria è stata la risposta del Ministro dell'Economia Giulio Tremonti, presente alla riunione nazionale della Cigl come in quasi tutte le platee televisivo-parlamentari di Anno Zero e Porta a Porta degli ultimi mesi: "Non siamo noi a volere la restrizione dei salari...E' la Banca Centrale Europea ad imporcelo".

A seguito di dichiarazioni come quelle che sta facendo il ministro (che ad oggi ha rivestito in Italia anche il ruolo di scrittore ed intellettuale, tanto da essere ormai definito un genio e finanche un marxista!) stanno girando da mesi anche sui blog e youtube a seguito di una serie di prese di posizione dell'uomo politico più deriso dalla sinistra italiana. Eppure il ministro sta dicendo quello che prima circolava solamente tra gli appassionati e isolati dal mondo mediatico, i cosiddetti "teorici della cospirazione": il mondo sarebbe governato da una tecnocrazia globale che risponde al nome di Illuminati, uomini al di sopra della politica che avrebbero deciso di accellerare da dieci anni a questa parte un processo di globalizzazione e liberalismo che porterà la popolazione mondiale (già fatto in molti paesi di Asia e delle Americhe) ed europea compresa ad un incremento esponenziale della povertà. Parafrasando le parole del ministro: "Il fantasma della povertà è arrivato!"

Insomma, quello che fino a ieri era persino dichiarato come tabù parlarne oggi è diventato realtà. Da quando Giulio Tremonti ha nominato gli Illuminati in TV nessuno potrà più dire che non esiste nessun piano globale di dominio del mondo e di soggiogamento da parte di una élite di potere sulla popolazione. "Già lo sapevamo grazie!" potrebbe rispondermi chiunque. Sì! Ma il prenderne coscienza è cosa ben diversa; e la tv dice sempre la verità!

Se il mondo dell'informazione e dei media stanno faticando ad entrare in connessione con questa nuova "realtà" in parte perché spiazzati dalle dichiarazioni del ministro, dall'altro lato tacciono sfruttando in questo momento più che in altri la follia pallonara legata agli Europei di calcio per occultare neanche tanto l'assurdità dei provvedimenti che stanno caratterizzando la politica italiana ed europea.

Di certo non è passata inosservata la furia inspiegabile in quanto ad impeto della classe politica italiana, tutta, al cospetto del no irlandese al trattato di Lisbona a partire dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che dice: "E' una vergogna bisogna subito porre rimedio!". Forse neanche durante una dittatura totalitaria un capo di stato avrebbe osato tanto, mettendo bocca in quello che è pur sempre un'espressione democratica e cristallina di un voto popolare di un altro paese. Un voto che a noi italiani manca e che solo la lega di Calderoli, più che di Maroni, sta tentando di portare alla ribalta popolare con il referendum. Chi lo avrebbe mai detto che per avere partecipazione popolare si doveva chiamare in causa i cel'hodur della Lega Nord! Se Tremonti vien chiamato marxista allora prepariamoci a vivere un nuovo '68, con sfilate e marce in testa alle quali sventoleranno vessilli del gladiatore che impugna la spada al posto della falce e martello...

Ma la verità di Tremonti puzza di bruciato a kilometri di distanza ed anche se D'Alema rimane interdetto difronte alle dichiarazioni shock del ministro dell'economia nel biancheggiante salone televisivo di un Bruno Vespa altrettando sbigottito, appare quanto mai naturale pensare che il dibattito politico sia arrivato talmente alla frutta che si ricorre a qualsiasi strumento per strumentalizzare la verità. Anche a costo di dirla, quella verità o meglio una delle verità che sono state sottaciute ma che tutti quelli che fanno il mestiere della politica conoscono.

Infatti gli scopi del ministro dell'economia vengono fuori quando fa le conclusioni: bisogna allearsi a livello globale contro banchieri ed affaristi mondiali del capitale privato. Una balla! Una scusa, un'ulteriore modo di strumentalizzare il barlume di verità che ha osato appena sfiorare, costellandolo da discorsi penosi su come la popolazione mondiale rischi di patire la fame. Ormai siamo lì, nel punto di chiusura di tutte le istanze del capitalismo e i primi risultati sono visibili. Le strutture pubbliche stanno cedendo il passo a quelle finanziarie, la politica all'economia, gli stati alle banche e la classe politica non è che lo strumento che utilizzano (adesso sì) quegli Illuminati per ridurre la popolazione europea (ora sì che si può dire anche europea) allo stremo delle risorse finanziarie. Essi non sono che affiliati ad un gioco di potere e famiglie, banche e massonerie che tutti i giorni percepiamo ma che non riusciamo a vedere quando ce la fanno sotto il naso. Perché siamo troppo ciechi per affrontare l'inevitabile, l'insormontabile ovvero il sentirci solo dei microspici esseri difronte ad un potere enorme e contro il quale tutt'al più si può sbirciare ed origliare dalla serratura di una porta ben chiusa quello che fa e che dice.

Il fantasma della povertà. Il problema di chiama BANCHE. Dopo aver installato nelle nostre vite le abitudini e le comodità più impensabili ora si comincia a tirare la cinghia; dopo aver indebitato tutti, persino i lavoratori precari, si inizia a dire basta con il credito, sù i tassi di interesse, largo all'inflazione: questo vuol dire fare un'attentato al pubblico benessere, vuol dire togliere alle persone la possibilità di pagare per quello che erano "sicuri" di poter estinguere. Tutto è troppo facile: "Vuoi una casa, accendi un mutuo!" Ed invece no perché se vogliono ti tagliano le palle da un momento all'altro. E questo non ricadrà solo direttamente su chi ha contratto mutui, investito o accumulato capitali ma su tutti, su ognuno di noi, in quanto il lavoro tenderà a diminuire, i consumi anche, gli investimenti si sposteranno rapidamente in paesi che garantiscono un "rifugio sicuro" dei capitali. Una nuova era è all'orizzonte; per chi non ci crede si affacci pure alla finestra.

Fonti:

1) Trattato di Lisbona e nuovo ordine mondiale di Marcello Pamio da Disinformazione.it

2) Tremonti a Porta a Porta parla con un D'Alema balbettante:

martedì 17 giugno 2008

L'Uefa si fa i "diritti" suoi

A dire il vero non ero affatto partito per fare un articolo contro il calcio...Purtroppo mi devo ritrovare impenemente davanti alle solite cialtronerie di potere che girano, neanche a dirlo, intorno ad un bel gruzzolo di denaro. E già perché il mondo pallonaro, costellato da bambini cresciuti dall'ultimo dei calciatori al primo dirigente Uefa (toh! Chi si rivede: quello sbruffoncello Michel Platinì!), è soprattutto interessato al "gruzzolo" perché di potere non è che se ne interessi molto. Il mondo del calcio forse si sintetizza un po' in quei giocatori dilettanti che smantellano squadre e società per 200 euro in più. Insomma un fatalismo adolescenziale caratterizza questo sport e che avalla in esso la presenza di furbastri dell'ultima ora sempre pronti a vendersi una stretta di mano per un assegno sottobanco.
I vertici calcistici europei non sono migliori di quelli italiani ed in quanto ad affari si stanno già sfregando le mani. Un milardo e trecento milioni (1.300.000.000,00 per capirci) di euro di fatturato per gli Europei 2008 dei quali ben € 825.000.000 sono solo di diritti televisivi incassati. Seguono i diritti commerciali con le sponsorizzazione euro 2008 e i prodotti su licenza. Ed infine la vendita sui biglietti ed i pacchetti turistici per le imprese che mettono insieme biglietti e accoglienza personalizzata. 1,400 euro per spettatore nelle partite decisive. Si è calcolato che solo un terzo dei biglietti, di già piccoli e tecnologici stadi, erano disponibili per i semplici tifosi.


In pratica i nostri parenti ed amici in Svizzera non hanno trovato un biglietto neanche a pagarlo oro...Forse pagandolo per oro, sì.
Il mondo pallonaro è diventato un bel business e scoppia di salute. Lo dimostra la nomina del primo presidente salariato della storia dell'Uefa, Michel Platini eletto dal 2007 per quattro anni e di cui, dice lui stesso, "neanche mia moglie sa quanto guadagno!". Una cifra indicibile...Non crediamo certo che quelli prima di lui non fossero generosamente rimborsati del loro lavoro per l'ASSOCIAZIONE, ma forse per arrivare a dichiarare, con imbarazzo certo, che Platini è stipendiato vorrà dire che si è superata una soglia di plausibilità...


E tutti questi soldini dove vanno oltre che nelle tasche di Platini e di tutti i dirigenti Uefa impegnati nei loro difficilissimi incarichi organizzativi? Certamente non per potenziare le federazioni calcistiche più bisognose o le scuole calcio dilettantistiche dalle quali cioè tutti i futuri campioni partono nella loro attività. Il sistema europeo non era di tipo socialdemocratico? Forse solo nei nostri sogni.
Mettiamoci anche gli introiti per l'Uefa di una manifestazione chiamata Champions League, mutuata dalla vecchia Coppa dei Campioni della quale si sono guardati bene dal cancellare la dicitura storica sul trofeo ma nella quale decine di partite sono lì solo per far lievitare incassi e diritti televisivi. Ma del resto sono soluzioni che vanno bene a tutti: per prime le società sportive che stanno in prima linea nella spartizione della torta.


Una torta si restringe per tutti si allarga per i pochi.
Una torta protetta dal filo spinato che l'Uefa fa del tutto per proteggere. Persino da quei "piccoli parassiti" che hanno tentato di aggrapparsi ad EURO 2008 ed accusati dagli avvocati dell'associazione di ambush marketing. In poche parole l'Uefa ha intentato decine di cause con supermercati, attività commerciali e catene di negozi che hanno utilizzato "abusivamente" il marchio EURO 2008 senza pagarne i diritti.


Come organismo sovranazionale europeo anche l'Uefa come la Comunità europea presta grande attenzione alla carta dei diritti, anche se questi sono "di proprietà".*




*Notizie tratte dall'articolo Uefa, il vero vincitore di Mary Vakaridis, Le Monde Diplomatique, Giugno 2008.

Remi è un mito!

sabato 14 giugno 2008

L'Effetto domino di Bush e i nuovi Vespri siciliani


Appare quanto mai difficile giustificare in maniera non allarmistica l'emendamento contenuto nel disegno di legge sulla sicurezza che mette 2.500 soldati per le strade italiane con il compito di pattugliare le principali città. Anche perché non era mai accaduto nella storia della Repubblica, se non in casi di reale crisi dell'ordine pubblico come le stragi di mafia dei magistrati Giovanni Falcone (ucciso nel maggio 1992) e Paolo Borsellino (ucciso nel luglio 1992) in Sicilia. Proprio laddove una seconda volta , nel 1998, ne fu protagonista l'allora ministro della difesa, socialista e siciliano Salvo Andò nel primo governo Amato con i cosiddetti "Vespri siciliani".
Ma oggi cosa c'è da difendere in Italia se non un po' di stipendio ed uno stato sociale a pezzi oltre che una squadra di calcio arrivata alla frutta?
Ma questo provvedimento annunciato dal ministro della difesa siciliano, ex missino, attualmente iscritto ad Alleanza Nazionale, Ignazio La Russa con il sorriso tra i denti e due generali alle sue spalle davanti alle telecamere del TG1 mette quantomeno inquietudine oltre a gettare un velo di assurdo mistero dietro un provvedimento incostituzionale e che rappresenta una presa di posizione inspiegabile del potere del governo nei confronti delle strutture democratiche.
Chi ha voluto i militari e come giustificarne la presenza arbitraria senza apparenti motivi di sicurezza?Quale sarebbe, dunque, l' "emergenza" che giustifica uno spiegamento di forze militari per le strade? Che cosa stiamo combattendo? E soprattutto chi si combatte?

I primi a farne le spese sono i diritti civili in quanto questo provvedimento ha tutta l'aria di essere un primo passo verso la normalizzazione della presenza di forze militari sul territorio senza alcuna apparente motivazione.

Se fino allo scorso anno, seppure con uno scalcagnato schieramento di centro sinistra all'opposizione poteva essere considerata come scontata una presa di posizione forte contro un'idea del genere ed una pazzia pensare solamente all'attuazione di un provvedimento del genere; oggi sembra ordinaria amministrazione per un governo che non fa che inseguire sé stesso e contro il quale non esiste opposizione ma solo affiliazione politica. Uno di questo è appunto quello sulle intercettazioni che, da qualsiasi lato lo si vuol vedere, rappresenta una limitazione notevole all'"ingerenza" della magistratura e della stampa nelle beghe della politica. Secondo il sito on line di Repubblica, l'operazione sarà finanziata con i fondi sulla sicurezza stanziati dall'operazione "Domino", (di cui praticamente nulla sappiamo!) inaugurata dal 2001 e sponsorizzata dal governo di George W. Bush dopo gli attentati alle Torri Gemelle ed al Pentagono dell'11 settembre. A proposito di Bush, il presidente americano è sbarcato martedi a Roma e ieri è andato a far visita dal Papa dopo aver incontrato giovedi il presidente del consiglio Berlusconi. Non è forse un caso che la dichiarazione di La Russa è arrivata proprio ieri, durante uno dei giorni di massima distrazione dei media nei confronti della gara degli europei di calcio Italia - Romania. Così il ministro ieri al TG1: "Mettiamo a disposizione del ministero dell'interno 2500 uomini che possano garantire la sicurezza nelle città, come i cittadini ci chiedono da tempo".


Senza considerare l'iniquità delle parole di Walter Veltroni come leader del Partito Democratico e dell'opposizione delle Camere al governo ("Non ci sono motivi apparenti per militarizzare l'Italia") quello che più mi preoccupa è l'assenza di attenzione a provvedimenti come questo che rappresentano una deriva democratica e l'ultima stazione che possa dare un significato di quella che si definisce come "emergenza". Se non ci sarà un rapido dietrofront delle forze militari impiegate in un inutile presidio del territorio italiano le parole "emergenza" o "sicurezza" inaugureranno un nuovo inizio di Stato di diritto dove non ci sarà più differenza tra libertà e controllo.
Chi vuole allarmarsi faccia pure: da oggi ne ha facoltà.

venerdì 6 giugno 2008

Prodotto scalare

Ti chiederei di fare più piano, se solo potessi farlo. Le mie corde vocali, aste rigide inchiodate a due punti fissi, non vibrano più. In questa quiete, solo il bagliore degli occhi lucenti, la unica cosa che mi rimane di me, ai margini di uno schermo piatto di enne pollici. Non scambiarlo per pianto, questo luccichio, ti prego; è un rimandare, un invertire il moto, dalla laringe alle pupille, dalle pupille alla laringe, ma seguendo sempre traiettorie diverse, facendo dispetto alla pigrizia cosmica. Basta, luce flebile, Ancora, due brillanti negli occhi, e via dicendo, chissà come si farà con il brillio degli occhi via dicendo. Qualcuno me lo insegnerà. Vedremo.

Ma adesso piango, te ne sei accorta, il fatto è che non esistono solo i numeri naturali, il fatto è che non esistono solo i numeri positivi, è possibile contare anche sotto zero, come quando fa freddo, ma se poi uso il grado Kelvin, non posso andare sotto zero, e non fa più tanto freddo. Il tempo immaginario è come una temperatura, faccio finta di stare al sole immaginando di averci un orologio.
E vi cancello tutti, nel mio mondo che ci ha il prodotto scalare zero con le vostre menate di gente per bene. Non più mondi paralleli, solo proiezioni nulle.

Senza fili

Ecco, stavolta sono sicuro che il tutto andrà a convergenza. Ho scelto le condizioni iniziali nella maniera giusta, deve funzionare per forza. In questo imbuto fatto di montagne alpine, sono seduto accanto al vetro della sala wi-fi, e sto facendo dei conti. Non quelli soliti che faccio per campare, ma quelli che servono per sopravvivere. Era parecchio tempo che non mi capitava di fare lo stato dell'arte, come annunzia il titolo della prima trasparenza della lezione del grande Philippe Nozieres, un mostro sacro della fisica, sa tutto, ho il suo libro sempre sulla scrivania, la settimana scorsa gli ho scritto pure una mail; mi ha risposto dopo due minuti, due righe, i dubbi di un mese risolti con qualche battuta di tastiera. Bellissimo. Vorrei fare così pure nella vita, solo che un Nozieres non lo incontro mai, oppure c'è ma non so dove abita, e qual è il suo indirizzo di posta elettronica. Incontro solo persone, figuranti che mi sparano in faccia la loro presunzione di mediocri che hanno capito come si fa nella vita, e me lo vogliono spiegare a tutti i costi. All'inizio mi paiono pure gentili, veramente interessati ad interagire con me, ma poi basta una loro frase, una battuta, un doppio senso da gente fintamente vissuta, e mi scadono subito dal cuore. Sono fatto così, sono rimasto, e lo rimarrò sempre, uno stalinista, pure nei rapporti umani. Ad essere ancora stalinisti mi sembra non ci sia nulla di male, anche se mi capita che alcuni che sembrano avere sempre la risposta in tasca, dicono che non serve a niente, che sono idee vecchie, che la realtà va decodificata usando altre chiavi. Ma chi sono loro? Spero davvero non si prendano sul serio con queste pillole di saggezza d'accatto che si baloccano a propinare agli interlocutori del momento. Ho come l'impressione che la gente, in generale, quando parla voglia solo convincersi che le loro scelte sono state quelle giuste; ma state tranquilli, che a me non me ne frega un cazzo, mantenete la calma, non son certo come voi che sputate addosso a quello che siete stati un tempo, o almeno me lo avete fatto credere; ma per favore,almeno, non rompetemi più i coglioni.

Adesso si è alzato un pò di vento, e dalla sala dei seminari sento la voce di un normalista di Parigi che parla di gas dipolari a basse dimensionalità. L'ho visto ieri sera a cena sto tizio, taciturno, parlava solo quando era necessario, e diceva cose sensate. In fondo i fisici, nonostante le loro stranezze, sono bella gente. Molti conservano la loro purezza di bambini, l'entusiasmo di adolescenti, la curiosità della ricerca. Non esistono cose giuste o sbagliate per loro, solo punti di vista diversi. Conoscendo da anni questo modo di pensare, mi risulta sempre più difficile rapportarmi con le persone normali e la loro presunzione che come facciamo noi cosi si fa. Scrivo, scrivo, vicino a me ci sono due di Torino che vogliono fare una cosa sui fermioni, o cose così. Mi volto verso di loro, mi guardano, tacciono per un momento, poi ricominciano a parlare. La saletta si sta affollando. Le dita sulla tastiera, riconosco le voci dei vari personaggi, un materano che lavora a Parigi, una romena che lavora a Trento, un umbro da cinque anni a Trieste. Per stemperare la monotonia guardo fuori da questo acquario, c'è un gruppo di ragazzi che fa footing, hanno le gambe lunghe e secche e le casacche di colore arancione, che mi paiono quelli dell'Anas. Qualche macchina passa, qualche aereo vola basso, qualche goccia di caffè della macchinetta si rapprende sul cucchiaino di plastica; tensione superficiale, mi dice il materano, un ragazzo che conosco dai convegni che si organnizzavano sull'altopiano della Paganella, che sembra un giocatore di football americano, i capelli lunghi e ricci, la barba incolta, adesso passeggia nervosamente con le mani dietro la schiena e il capo chino, starà pensando a qualche stratagemma per risolvere il problema a cui sta sta lavorando da sei mesi a questa parte. Rumori di borse, di quelle che ci si mettono dentro i portatili, cazzo non vede la rete, devo vedere se mi hanno accettato l'ultimo lavoro, c'ho un'ansia; è la voce di Francesco, un ragazzino sui ventiquattro anni, promettente studente di dottorato a Trento.

Il vento continua a soffiare, ma la rabbia mi mantiene calmo, cantava Vecchioni. E mentre gli applausi scrosciano per la fine del seminario di Orignac, penso che oggi è un bel giorno per morire.