lunedì 8 dicembre 2008

Blu in Berlin

Questa è l'opera di Blu, un writer o un gruppo di lavoro artistico, chi può dirlo...

Questo l'artista lo lascia quasi alla fantasia dell'osservatore. Non ci aiuta, non ci vuole aiutare. Di certo nella sua biografia nel bookshop del sito http://www.blublu.org/, dove c'è scritto "lui, veramente...veramente ama disegnare sui muri e mangiare molto poco." Tutto qua! Nessun curriculum, anche perché non si riuscirebbe ad immaginare uno che affitta (o si fa prestare da un amico? Oppure la ruba per una notte ad una ditta di costruzioni?) una gru passando la notte a dipingere sui muri dei palazzoni della capitale tedesca e poi affannarsi a spiegare chi è e da dove viene. Magari il suo curriculum l'ha già scritto e presentato ad una agenzia di lavoro interinale oppure è un'impiegato di una società di webmarketing che la mattina si ingiacca e sbarba mettendosi un po' di contorno occhi per nascondere le occhiaie della notte insonne passata a spalmare i suoi colori sulle grigie pareti dei muri berlinesi. In fondo non importa. La migliore presentazione è quello che fa, per cui vive, forse non quello "con cui vive".

Un video linkato dal sito http://www.rassegna.it/, un sito d'informazione molto interessante che ha una finestra aperta sulla capitale della Germania. Articoli come Italiani a Berlino al centro del mondo (qui), una rassegna degli italiani emigrati a Berlino dagli anni '70 ad oggi. Testimonianze che vanno da Ciro il parrucchiere originario di Salerno, a Filippo, regista e scenografo, che hanno scelto Berlino come città per vivere la loro voglia di multiculturalismo. Una emigrazione che nasce spesso per esigenza economica ma che con gli anni diventa anche voglia di conoscenza. Una emigrazione che cambia nel tempo e che vede oggi nella possibilità di integrazione europea un modo di vivere il multikulti della capitale che per anni è stata al centro del mondo per i suoi risvolti politici.

Proprio come racconta il film Goodbye Lenin di Wolfgang Becker, Berlino rappresenta oggi ancora una realtà contaminata e toccata da tante culture diverse, avvinghiata dal capitalismo post-cadutadelmuro ma ancora affascinata da un'idea socialista che nella storia dell'est ancora sembra tangibile dalle cronache attuali e che in questa fase storica caratterizzata dai tanti flussi migratori probabilmente ha saputo incanalarsi in un multiculturalismo dai risvolti più creativi.

Nessun commento: