sabato 26 gennaio 2008

Attenti all'IBAN!


IBAN: International Bank Account Number. All'inizio dell'anno ho ricevuto una lettera di Poste Italiane, presso cui ho aperto un conto bancario. Nella comunicazione mi informavano che da gennaio 2008 il codice IBAM sarà obbligatorio anche per il trasferimento di fondi anche in Italia. Questo codice negli anni addietro serviva ad identificare la tracciabilità a livello europeo dei trasferimenti di flussi di denaro all'interno dei diversi paesi dell'Unione Europea. Dunque un codice identificativo internazionale nel caso tu, dall'estero, volessi effettuare operazioni bancarie.
L'introduzione dell'IBAN è avvenuta nel 1997 con un un provvedimento della Commissione Europea per gli Standard Bancari (detta in sigla inglese ECBS) con un ISO, International Standards Organization, n° 13616. E' stata ratificata e resa nota dal Garante della Privacy, (allora era presidente Stefano Rodotà) con una nota del 10 ottobre 2001 (qui).
Ma dal gennaio di quest'anno ci sono due novità: la prima, riguarda l'obbligatorietà di tutte le banche a comunicare i trasferimenti di fondi comunicando anche l'IBAN, un codice che riporta direttamente i dati alla SWIFT ovvero la Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunications. E qui è la seconda novità ovvero che la SWIFT, una società con sede legale in Belgio ma fisicamente presente negli Stati Uniti dove sono fisicamente presenti i database di raccolta delle informazioni derivanti dalle trasmissioni del codice IBAN corrispondenti a tutte le transazioni da ora effettuate come operazioni bancarie. Da notare che le operazioni comprensive in questa procedura riguardano bonifici e medio-grandi trasferimenti di fondi di denaro elettronico.

Questa forma di controllo dei flussi che dall'Unione Europea transitano per gli Stati Uniti attraverso la SWIFT di cui poco si sa e si conosce, è un'operazione poco trasparente e che viola i cosiddetti accordi di Safe Harbor, una sorta di trattato internazionale della protezione dei dati cosiddetti "sensibili" che l'Unione Europea aveva stilato proprio con l'entrata in vigore di quello che in Italia si chiama Codice della privacy.

Oltre la palese violazione che è figlia di una ulteriore prevaricazione ovvero la possibilità che i dati dei miei trasferimenti di fondi in Italia siano monitorati da un codice di tracciabilità europeo; c'è adesso una elucubrazione del governo (bancario?) europeo che oltre a pretendere dai cittadini dei singoli paesi membri di avere degli identificativi per la tracciabilità dei trasferimenti di denaro, opera questa ulteriore delegittimazione alla privacy mandando questi dati direttamente negli archivi della SWIFT negli Stati Uniti.
Qual è il motivo di questa decisione?

Se lo sono chiesti quelli della rivista on line Punto Informatico che hanno azzardato un titolo audace come: "Il naso della CIA nei conti correnti italiani", nel quale però non c'è alcun riferimento al perché la SWIFT dovrebbe identificarsi con la CIA, la Central Intelligence Agency che secondo anche un articolo apparso nel dicembre scorso sulla versione on line Nexus avrebbero le mani in pasta ovunque.

Da parte mia non mi identifico con nessuna teoria ma ho solo una certezza che è anche la cosa più preoccupante di questa ed altre vicende. E' la tendenza dell'Unione Europea a rappresentare un ostacolo, contrariamente a quello che ci si attendeva, alla libertà dell'individuo, anche della sua determinazione finanziaria. Infatti la Commissione Europea esercita da tempo un accentramento del potere di controllo dei cittadini dei singoli paesi da essa sovragovernati e che queste regole di ingaggio non le hanno mai votate, non le voterebbero mai. Ciò è preoccupante almeno quanto la tendenza dei media dei singoli paesi, in Italia per i nostri quotidiani e settimanali, tg e quant'altro a tenere occultate simili decisioni che poi vengon fuori solamente dopo una serie di denunce o sopprusi commessi.

Ma prima che si verifichino nuovi disastri finanziari (micro o macro) si dovrebbe prendere seriamente segnali come questi: la tendenza di un governo monetario mondiale ad imporsi sulle singole realtà statali. Preoccupante perché? Semplicemente perché questo potere di controllo dato in mano a società delle quali noi non conosciamo nulla e non possiamo appellarci con nessuno strumento democratico hanno mani libere sulle risorse finanziarie di milioni di cittadini. Una difesa del territorio dunque ci vorrebbe. Ma soprattutto ci vorrebbe un rispetto delle regole secondo le quali se lo Stato italiano ha un Garante per la protezione dei dati personali, eletto da una commissione formata da esponenti eletti dai cittadini, prima che questi decida deliberatamente di autorizzare il trasferimento senza garanzie di quei dati in "una società posta negli Stati Uniti d'America" senza chiederlo ai cittadini che rappresenta; a che cosa serve un Garante? Tanto vale non ci sia.

Ed invece no, il Garante ci deve essere e con esso il rispetto dei ruoli. Quindi la difesa del territorio si deve ricercare e con essa il rispetto dei cittadini che si rappresenta. Ma, mi chiedo infine, se questa difesa non c'è attraverso gli apparati democratici statali, quale potrà essere mai l'argine ed il limite al dilagare di questo potere sovranazionale fuori da ogni controllo democratico?


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