lunedì 3 marzo 2008

Un filo di paglia

A volte mi capita di censurarmi: mi sembra necessario! Non sempre si può dire quello che viene dalle viscere, si potrebbe essere detestati più di quanto si vorrebbe...Il mio limite è il non detestarmi abbastanza, il non raggiungere quel punto di totale perdita di cui il mio animo - un po' torbido - ha bisogno di raggiungere per tirare fuori la verità di cui esso ama nutrirsi.

Siamo giunti nell'era della verità, dove ogni dogma sta per essere messo in discussione e lentamente abbattuto. La lista è già scorsa e sta lentamente ultimandosi. Il processo è già in atto, anche se si tenta di non manifestarlo; anche se tutte le forze, le più visibili e le più occulte, lavorano per mettere il fuoco sotto la cenere. Non ci sono quasi più cadaveri da bruciare...

Dobbiamo dunque fare i conti con le nostre viscere e con quelle dei nostri nemici più acerrimi, nonché compagni di battaglia: guerriglieri nella savana armati chissà della loro voglia di essere (finalmente!); del non credere più, del tacere meno, di non far tornare più i conti.

Seppur divisi lavoreremo tutti per far crescere un filo di paglia.