venerdì 21 marzo 2008

Voglio te!



In Italia tutti devono passare attraverso il travaglio del non voto. Chi non ci passa è una persona che non pensa! Basta pensare al concetto tirato in ballo in questa campagna elettorale: il voto utile. E' una sfida a non farsi attaccare, a non scatenare una reazione violenta da parte di chi ha ancora un briciolo di dignità. E' una provocazione con quel "rendi utile il mio certificato elettorale" Io mi dissocio e mi dissocerò!
Di fronte alle provocazioni tutti reagiamo ed invece c'è un elettorato ballerino o cieco che continua a partecipare alla querelle delle "facce". Apprezzo la spontaneità di chi durante la campagna elettorale si spegne e non vive più bene. La sensibilità è ancora una dote di molti dei miei amici. Ma, ahimé, siamo un popolo di vigliacchi, per la maggior parte e nessuno vuole esprimersi o sbilanciarsi. Il motivo è il bieco tornaconto personale: nessuno stia a raccontare storie! Un esempio: in qualsiasi altro Stato la vicenda ALITALIA avrebbe fatto bloccare tutto; sarebbero scesi in piazza pure le vecchiette contro quello che il governo Prodi sta facendo in questo ultimo lembo di mandato governativo: vendere la compagnia di bandiera nazionale. Ma stiamo scherzando! Tra poco venderà anche le nostre case. E a chi mi chiede perché non valga la pena votare Bertinotti dico: "La sinistra italiana è simulazione di una libertà e di un pluralismo mai avuti". In Italia meglio essere cani sciolti che di sinistra. A proposito di Alitalia, che cosa stanno facendo quelli della Sinistra Arcobaleno. Nulla! Non so se si è capita la logica: vendiamo all'Air France (nella quale Prodi ha interessi di amici da tutelare) perché costa troppo al bilancio dello stato. Certo!...Dopo aver fatto lievitare i costi per fini politici ora si svende a quattro soldi ai furbacchioni francesi che figurati quanto avrebbero potuto offrire per una compagnia (seppure prestigiosa) che se l'Italia non vende fallisce.
Ed ancora siamo il paese dove la mattina accendi la televisione e c'è nientepocodimeno che il ministro dei trasporti (chi l'ha visto?), che risponde al nome di Alessandro Bianchi, andare fresco fresco in tv con la giacca nuova e tutto bello pettinato e sbarbato a parlare di Alitalia con il piglio del filosofo, gesticolando con gesti ampi, senza smuoversi ed accennando lievemente a poteri economici occulti che avrebbero messo in campo la loro forza per monopolizzare l'accordo con AirFrance. E tanto lui che cosa ci perde? Lui è il ministro della moda...mica dei Trasporti. "Dovrebbe dimettersi" dopo il fallimento della compagnia di bandiera italiana di volo che oggi rappresenta il principale mezzo di trasporto del globo; ed invece lui interviene con audacia misurata e senza il minimo senso di responsabilità nella trasmissione della prima mattina di Corrado Mineo.
E' colpa nostra. Colpa nostra che non scendiamo in piazza a rompere tutto, che con le ciabatte ai piedi non portiamo per le strade i nostri televisori per tirarli nelle vetrine di Gucci. Colpa nostra, solo colpa nostra che siamo un popolo di vigliacchi per la maggior parte; e per la maggior parte affiliati o aspiranti affiliati ai poteri forti e neanche tanto occulti che dal basso determinano la forza di questa schiera di MASSONI che capeggiano le liste elettorali. Se c'è qualcuno che non ci crede, si vada a vedere lo speciale de La Voce di questo mese. Tanto per citare una fonte...Perché basterebbe leggere tutte le mattine il giornale ad OCCHI APERTI per capire chi sono e che cosa vuole con il TUO voto.

Me ne vado al mare

Eccoci qua. La campagna elettorale procede, oggi qui, domani là, con i suoi camper, con i suoi pullmann colorati. La propaganda va avanti tra un colpo di tetta della Santanchè, un accavallo in autoreggenti della sciura Brambilla, e la bella coscia lunga di Stefania Prestigiacomo - cazzo, se fosse candidata capolista in Campania, voterei piddielle ad occhi chiusi!!! Il casting organizzato da Veltroni e dalla eminenza grigia del piddì Goffredo Bettini ha selezionato gli attori migliori. Ed allora, eccoli, in fila come le puttane sulla litoranea tra Salerno e Pontecagnano, riempire le liste per pararsi il culo in vista della prossima bozza di legislatura di questa eterna prima Repubblica. Il ragionamento che questa gente ha fatto è molto semplice. Visto che i problemi strutturali di questo assurdo belpaese non verranno mai risolti da nessuno, meglio pensare a portare a casa la pagnotta in qualche altra maniera. E allora cosa c'è di meglio di presentarsi (con questa legge elettorale, è sufficiente presentarsi)nelle liste degli uni o degli altri? In tutta franchezza e sincerità, lo schieramento che mi fa più schifo e ribrezzo è quello di centro-sinistra. Lo trovo sinistro. Sì, perchè della vecchia scuola comunista all'italiana è rimasta solo la insopportabile spocchia radical-chic. Questi democratici qua - a loro, preferisco di gran lunga i democratici americani- hanno il brutto vizio di riconoscere il mostro nell'avversario per mettere a tacere l'animale che cova e scalcia nel loro ventre. La battuta del berlusca all'indirizzo della giovane precaria invitata a trovarsi un miliardario da sposare, non fa forse il paio con lo svendere la tragedia delle acciaierie nella vetrina del piddì? E che unità di intenti, poi, vanno reclamando sti democratici? Che razza di unità c'è tra chi muore nelle fabbriche e chi, i sindacati confederali e confindustria, ha agevolato il processo di deresponsabilizzazione della proprietà e delle maestranze all'interno delle fabbriche? Io, sarò pure un reazionario di sinistra, un compagno di destra - come mi chiamavano un tempo tra le terre della Piana del Sele- ma ste cose non le riesco proprio a capire. Una mia amica carissima direbbe che dovrei sintonizzarmi. Ma su che cosa, se nell'aria non ci sono segnali di vita? Davvero, non riesco a cogliere segnali che possano dirsi confortanti. Quest'anno non farò danni, quest'anno voglio fare il qualunquista, quest'anno me ne vado al mare.