domenica 20 aprile 2008

Input: Gregory Corso


Beat è il viaggio dantesco, il beat è Cristo, il beat è Ivan, Il beat è qualunque uomo, qualunque uomo che rompa il sentiero stabilito per seguire il sentiero destinato

...quando dicevo a mio padre che desideravo moltissimo scrivere, lui diceva che non c'era posto a questo mondo per uno scrittore poeta. Ma la prigione era diversa, c'era posto per uno scrittore poeta...

Mi capitò in gioventù, a 12 anni in riformatorio...ci rimasi cinque mesi niente aria, niete latte e la maggioranza erano negri e odiavano i bianchi approfittando terribilmente di me...ed io ero veramente come un angelo allora perché quando mi picchiavano e mi buttavano piscia nella cella, il giorno dopo venivo fuori e gli raccontavo il mio bel sogno di una ragazza che volava e scendeva davanti a un pozzo profondo e si metteva a guardare...

Uscii di prigione amando i miei simili perché tutti quelli che incontrai là dentro erano fieri e tristi e belli e perduti, perduti...

Al mio diciassettesimo anno quando rubai e presi i tre anni alla prigione di Clinton dove un vecchio passò I fratelli Karamazov, Les Miserables, Il rosso e il nero e così imparai e fui libero di pensare e sentire e scrivere.