lunedì 19 maggio 2008

Uno più uno fa tre

Alla stazione Termini di Roma non c'è umanità. Tutti calpestano ed ignorano tutti. Viaggiatori incazzati con le ferrovie, ferrovieri sdegnati con i viaggiatori; baristi ladri, tassisti peggio. Gente sbandata con treni sbandati, lobotomizzati davanti a cartelli elettronici strampalati. E poi intossicati in cerca di spiccioli (1 euro per favore!), pazzi sbandati a darsi pugni in petto e sulla faccia; signore con l'accento meridionale che ti attaccano bottone per scucirti qualche euro con le scuse più pietose; prostitute che si fingono gentili compagne di viaggio. E poi c'è quello che ti chiede i soldi alla biglietteria automatica, quello che scippa il cellulare alla grassona distratta; e quell'altro che ti taglia la borsa e ti ruba tutto il possibile mentre tu timbri il tuo bel biglietto di viaggio. Tutto farebbe pensare alla caduta più bieca dell'umanità, ed invece non è così...Perché è facile parlar male di un contesto caotico e decadente come questo. Non sempre uno più uno fa due.
La cosa più incredibile mi è successa proprio un giorno mentre facevo il biglietto alla macchinetta automatica. Solitamente infilo la carta di credito e faccio il biglietto per far prima e non aver scocciatori intorno ai miei soldi che ti assediano fino al binario. Stavolta non potevo perché nella carta niente credito! Ed allora ero lì con gli spiccioli, le banconote a far il mio biglietto e dietro di me uno che educatamente aspettava che finissi per chiedermi dei soldi. Quando hanno un minimo di tatto, rispetto e porgo perché so' che vuol dire "appararsi" e dunque gli faccio un sorriso, qualche spicciolo in mano e me ne vado di corsa a prendere il mio treno. Alché ad un certo punto mi accorgo di non avere più il portafogli. "Cazzo!" penso, "lo tenevo tra le gambe mentre tenevo una borsa con una mano e prendevo il biglietto con l'altra!". Quando ad un certo punto mi sento chiamare in lontananza "Giovane! Dove vai?!" era il mio elemosinante (pure paesano) che mi inseguiva con il mio portafogli in mano! Mi correva incontro per restituirmelo. E dentro: tutto! Carta di credito, soldi, patente!...
...Ed allora me ne sono tornato a casa senza neanche riuscire a dir nulla, a pensar nulla se non a che quello che mi era acccaduto come una piccola meraviglia di un'umanità in decadenza.