martedì 17 giugno 2008

L'Uefa si fa i "diritti" suoi

A dire il vero non ero affatto partito per fare un articolo contro il calcio...Purtroppo mi devo ritrovare impenemente davanti alle solite cialtronerie di potere che girano, neanche a dirlo, intorno ad un bel gruzzolo di denaro. E già perché il mondo pallonaro, costellato da bambini cresciuti dall'ultimo dei calciatori al primo dirigente Uefa (toh! Chi si rivede: quello sbruffoncello Michel Platinì!), è soprattutto interessato al "gruzzolo" perché di potere non è che se ne interessi molto. Il mondo del calcio forse si sintetizza un po' in quei giocatori dilettanti che smantellano squadre e società per 200 euro in più. Insomma un fatalismo adolescenziale caratterizza questo sport e che avalla in esso la presenza di furbastri dell'ultima ora sempre pronti a vendersi una stretta di mano per un assegno sottobanco.
I vertici calcistici europei non sono migliori di quelli italiani ed in quanto ad affari si stanno già sfregando le mani. Un milardo e trecento milioni (1.300.000.000,00 per capirci) di euro di fatturato per gli Europei 2008 dei quali ben € 825.000.000 sono solo di diritti televisivi incassati. Seguono i diritti commerciali con le sponsorizzazione euro 2008 e i prodotti su licenza. Ed infine la vendita sui biglietti ed i pacchetti turistici per le imprese che mettono insieme biglietti e accoglienza personalizzata. 1,400 euro per spettatore nelle partite decisive. Si è calcolato che solo un terzo dei biglietti, di già piccoli e tecnologici stadi, erano disponibili per i semplici tifosi.


In pratica i nostri parenti ed amici in Svizzera non hanno trovato un biglietto neanche a pagarlo oro...Forse pagandolo per oro, sì.
Il mondo pallonaro è diventato un bel business e scoppia di salute. Lo dimostra la nomina del primo presidente salariato della storia dell'Uefa, Michel Platini eletto dal 2007 per quattro anni e di cui, dice lui stesso, "neanche mia moglie sa quanto guadagno!". Una cifra indicibile...Non crediamo certo che quelli prima di lui non fossero generosamente rimborsati del loro lavoro per l'ASSOCIAZIONE, ma forse per arrivare a dichiarare, con imbarazzo certo, che Platini è stipendiato vorrà dire che si è superata una soglia di plausibilità...


E tutti questi soldini dove vanno oltre che nelle tasche di Platini e di tutti i dirigenti Uefa impegnati nei loro difficilissimi incarichi organizzativi? Certamente non per potenziare le federazioni calcistiche più bisognose o le scuole calcio dilettantistiche dalle quali cioè tutti i futuri campioni partono nella loro attività. Il sistema europeo non era di tipo socialdemocratico? Forse solo nei nostri sogni.
Mettiamoci anche gli introiti per l'Uefa di una manifestazione chiamata Champions League, mutuata dalla vecchia Coppa dei Campioni della quale si sono guardati bene dal cancellare la dicitura storica sul trofeo ma nella quale decine di partite sono lì solo per far lievitare incassi e diritti televisivi. Ma del resto sono soluzioni che vanno bene a tutti: per prime le società sportive che stanno in prima linea nella spartizione della torta.


Una torta si restringe per tutti si allarga per i pochi.
Una torta protetta dal filo spinato che l'Uefa fa del tutto per proteggere. Persino da quei "piccoli parassiti" che hanno tentato di aggrapparsi ad EURO 2008 ed accusati dagli avvocati dell'associazione di ambush marketing. In poche parole l'Uefa ha intentato decine di cause con supermercati, attività commerciali e catene di negozi che hanno utilizzato "abusivamente" il marchio EURO 2008 senza pagarne i diritti.


Come organismo sovranazionale europeo anche l'Uefa come la Comunità europea presta grande attenzione alla carta dei diritti, anche se questi sono "di proprietà".*




*Notizie tratte dall'articolo Uefa, il vero vincitore di Mary Vakaridis, Le Monde Diplomatique, Giugno 2008.

Remi è un mito!