mercoledì 24 giugno 2009

Nuovo Chrome 2.0: privacy e agilità nel segno dell’Open Source



Facile e rapido accesso alle funzioni di navigazione, assoluta supremazia nel download delle pagine web, alta stabilità della navigazione in rete, una rivoluzionaria manualità nella gestione delle finestre. Sono queste le caratteristiche principali che la piattaforma di Google offre con il suo nuovo browser Chrome 2.0, l'ultimo figlio di una famiglia di software freeware con licenza GPL per tutti gli utenti del web. La nuova tecnologia Java Script V8, partorita dal progetto Open Source di Chronium e scritta in C++, migliorata rispetto alla versione 1.0, permette al nuovo browser di rivolgersi anche agli utenti delle piattaforme Linux e Mac OS. Numerosi e di qualità i servizi offerti, sempre dall'accesso rapido ed immediato grazie ai due pulsanti posti vicino alla barra di navigazione, Menù pagina e Menù a chiave inglese, più quello dei Preferiti, che di fatto eliminano la ormai "lenta" barra dei menù. Navigazione sicura (ovviamente mai troppo!) che permette di difendersi dal phishing e dai siti che diffondono mallware; anonima, perché impedisce ai siti internet di memorizzare le pagine visitate dall'utente. Maggiore privacy e sicurezza, dunque, ma abbinata ad un’eccezionale manualità delle finestre visualizzate attraverso un sistema a schede multiple, che possono essere integrate in una singola pagina, come diventare pagine a loro volta con il semplice trascinamento col mouse. Scorciatoie veloci e una grafica semplice e d'impatto che concede all'estetica quanto basta, completano le caratteristiche di Google Chrome, un browser che rappresenta l’ammiraglia della politica che contraddistingue i prodotti Google.

martedì 7 aprile 2009

Terremoto a L'aquila previsto e prevedibile

Il ricercatore, inventore di un sistema per prevedere i terremoti,
nei giorni scorsi era stato accusato dalla magistratura di procurato allarme


"Qualcuno deve chiedermi scusa"
Lo sfogo di Giampaolo Giuliani

di FEDERICA CRAVERO

TORINO - "Ci sono persone che devono chiedermi scusa e che avranno sulla coscienza il peso di quello che è accaduto". È arrabbiato, distrutto, Giampaolo Giuliani, il ricercatore che ha messo a punto un sistema in grado di prevedere i terremoti. Nei giorni scorsi lo strumento da lui creato aveva rilevato la presenza massiccia di precursori dei terremoti nella zona di Sulmona, attraverso i livelli di radon liberati dalla terra. Poi il sisma non era avvenuto e lui era stato denunciato per procurato allarme. Ma le sue previsioni, evidentemente, non erano errate, ma soltanto anticipate.

Cosa ha pensato quando ha visto che il suo allarme non era ingiustificato?
"Questa notte non sapevo più a chi rivolgermi, vedevo la situazione che stava precipitando e io non potevo fare nulla perché ho ricevuto un avviso di garanzia per aver detto che ci sarebbe stato un terremoto".

Lei vive all'Aquila, come ha vissuto il sisma?
"Qui ci sono dei morti, cinquantamila persone senzatetto, una situazione drammatica, nemmeno durante i bombardamenti in guerra si vedevano cose del genere. Vedevamo le case muoversi, una sensazione tremenda, anche se per me si aggiungeva la rabbia ".

Lei è stato anche messo in ridicolo per la sua previsione. Come si sente adesso?
"Di me sono state dette delle cose tremende. Mi hanno dato dell'imbecille, perché i terremoti non si possono prevedere. Ma era una situazione creata ad arte. Io adesso non ce la faccio nemmeno a parlare, la situazione è troppo grave. Ma adesso c'è gente che mi deve chiedere scusa".

A chi si riferisce?
"Al capo della protezione civile Guido Bertolaso: andate a leggere cosa ha dichiarato di me. E poi parlo del sindaco di Sulmona e dell'assessore alla protezione civile. Mi devono chiedere scusa sulle pagine dei giornali nazionali. Queste persone portano sulla coscienza un peso enorme".

Fonte: Repubblica.it

lunedì 6 aprile 2009

Disgregazione collettiva


Anche il terremoto diventa spettacolo quando passa dall'ipocentro, all'epicentro e poi nel media. Per la serie: "Segui il terremoto in diretta tv", "Guarda le foto pubblicate da chi lo ha vissuto". Ed allora un braccio che esce dalle macerie ed un cadavere portato via in barella diventano i maggiori attrattori dei siti web e catalizzatori di spot pubblicitari per trasmissioni televisive e radiofoniche.
Notizie come "Quattro bambini morti sotto le macerie" come se la morte dei bambini durante un crollo di una palazzina fosse più tragica di quella di un adulto.
Nella società dello spettacolo ogni dramma, in particolare la morte, diventa evento. E più l'evento è tragico e più diventa paradossale, perché tale è il tono con cui il media - soprattutto il media di internet dove la variabile velocità è in costante crescita minuto dopo minuto - riporta le notizie:
tragicità raccontata con quel sottile piacere di andare nel particolare macabro, un piacere travestito da dolore che proprio perché ripetuto e immortalato diventa perversione.
In questa realtà inventata dai media nulla ha più il suo senso originale: dolore, solidarietà, morte sono tutti impulsi meccanici di un'emozione obsoleta, ripetuta ogni giorno, stanca e che non riesce ad evadere dalle bolle di esistenza in cui viviamo la nostra onnipotente individualità e diventa l'attestazione di una disgregazione collettiva diffusa.

sabato 14 marzo 2009

Hop...per

Capita per caso, ops!, di scoprire un artista come Hopper. Deve essere proprio una fatalità. E allora eccola qui: la luce. La luce nei quadri di Hopper è stato l'elemento che ha colpito l'attenzione di Carlo, il libraio. "Quella descrizione del tramonto...mi sembrava proprio un quadro di Hopper". Non so ancora se aveva ragione: non ho ancora iniziato a leggere Cattedrale quella che è considerata il suo più importante opera. Ma di questi giudizi bisogna fidarsi poco, come di chi sta dietro ai libri. Carlo, l'altro giorno parlava parlava del libro della Einaudi che la casa editrice gli ha mandato in anteprima: Principianti di Raymond Carver. Ne discuteva, tutto scapigliato e su di giri. Sicuramente aveva passato la notte a leggere. Questa pubblicazione che sarà in uscita a metà marzo, riporta i manoscritti originali dello scrittore americano - mi dice - ed una versione completamente inedita del libro Di cosa parliamo quando parliamo d'amore; diversa del primo libro uscito per Minimum fax. E perché diversa? - gli chiedo. "Beh ci sono i manoscritti originali e le lettere che Carver invio per protestare dei tagli che erano stati fatti dai redattori". Rimango allibito, non certo sorpreso. Forse è per questo che proprio Carver, nel suo libro Niente trucchi da quattro soldi, scrive riferendosi al mondo dell'editoria: "A volte in quell'ambiente possono succedere delle cose davvero orrende".

Com'è difficile stare...

lunedì 9 febbraio 2009

Ogni lunedi...meglio Silvano Agosti

Come d'abitudine nell'ultimo mese il lunedì mattina mi alzo presto e scrivo la cronaca della partita della domenica. Le più lucide sono quanto me ne sto in panchina. Come ieri, convalescente da un infortunio muscolare e alle prese in una domenica soleggiata ma con un campo che ricordava le partite di agosto fatte in riva alla spiaggia. Roba da matti! Un arbitro che si presente ieri sul campo di Civitella con 40 minuti di ritardo e che mentre entra in campo affondando con le sue polacchette nel fangoso terreno di gioco dice: "Per me si gioca!". Ma come?!... se la palla non rimbalza se non in qualche isola lasciata dal nubifragio del sabato prima. E così ha cacciato la sua battuta già pronta dalla partenza da casa: "Il regolamento parla chiaro: dice che il campo deve essere impraticabile per la maggior parte. Questo per il 5% è impraticabile". Mostruoso! E' riuscito persino a stimare la percentuale. Poco prima di entrare in campo, con il giubbotto misura XL sopra, completino e pantaloncini da sotto, mentre mi fumavo una sigaretta nello spogliatoio (visto che ero destinato alla panchina...) gli faccio beffardo: "Guardi che il campo è molto peggio di quel che sembra..." E lui mi guarda e alzando il sopracciglio come solo un toscano riesce strutturalmente a fare (avranno una particolare muscolatore lì sull'occhio, chi lo sa?) mi fa: "Mha...io credo che ne verrà fuori una bella partita". Tanto torto non aveva, perché il risultato finale è stato 3 a 2. Ma una bella partita non credo proprio! Quando il pallone per passarlo devi tirare di punta altrimenti non si alza dal terreno non credo sia bello da vedere; come quando devi tirare se non al volo o buttare via il pallone subito per paura che giocandolo si impantani.
Fatto sta che abbiamo perso. Per quanto mi riguarda, ho preso un raffreddore micidiale senza aver giocato neanche un minuto (che culo!). E' stato decisamente meglio starmene in panchina ad inveire contro il povero mister perché fa tirare le punizioni ai soliti che non ne azzeccano una ed a criticare il solito assetto tattico. C'è però da dire che sono anche stato l'unico che ha incoraggiato a non mollare fino alla fine, contrariamente ai miei compagni di panca che stavano sempre a dire: "Chi ha segnato?... Il Cagliari che fa?..." Che poi, che cazzo gliene frega del Cagliari, ancora non l'ho capito!

giovedì 15 gennaio 2009

Obama 1 - Seguire i soldi


Quello che segue è un articolo tratto dal sito di Paolo Barnard www.paolobarnard.info scritto nel novembre del 2008 e linkato da vari siti come Nexusitalia e Disinformazione. Paolo Barnard è un giornalista che non ha bisogno di presentazione se non brevissima dicendo che rappresenta una delle voci più autorevoli in campo internazionale del giornalismo d'inchiesta e che attualmente è al centro di una contesa dai toni a volte molto aspri con quella che lui definisce la parrocchia dell' Antisistema, un argomento che può essere approfondito a questo link e che rappresenta uno degli aspetti unici dell'autore di questo pezzo. Non mi soffermo oltre in quanto in questo momento andrei fuori tema.

Quello che inizio a fare postando questo articolo è raccogliere nel blog una serie di informazioni - per adesso ho iniziato con quelli italiani, che cerchino di approfondire una delle più grandi verità vendute per buone non solo alla stampa italiana ma anche ai cittadini di mezzo mondo - direi in particolare di quello occidentale o "occidentalizzato" - ovvero "Che il mondo cambierà" dopo l'elezione di Barak Obama del 44° presidente degli Stati Uniti.

In parte i buoni propositi del neo eletto presidente sono stati ridimensionati sia dalle notizie apparse sul web in questi giorni - Vedi post precendente - che dalle stesse dirette parole dell'ex candidato dell'Illinois. Ma la strada per raggiungere la verità ovvero chi è e che cosa porterà nella politica mondiale il primo presidente nero degli Stati Uniti è ancora abbastanza lunga e prima di intraprenderla prendiamo un po' di informazioni necessarie per farci un'idea, al di là delle scelte politiche e delle appartenenze.

-------------------------------------------------------------------------------------------------

OBAMA? SEGUITE I SOLDI di Paolo Barnard

Una delle regole più note del giornalismo anglosassone è ‘follow the money’, cioè segui i soldi se vuoi capire come realmente funzionano le cose. Nel caso dell’elezione a presidente degli Stati Uniti di Barack Obama, è istruttivo applicare quella regola... purtroppo. Il Democratico ha raccolto un gran totale di 640 milioni di dollari per la sua corsa alla Casa Bianca, di cui una larghissima parte dai cosiddetti contributi individuali. Certamente in essi vi è una gran massa di donazioni di singole persone comuni, attivisti, gruppi di volontari, che è innegabile siano stati determinanti per il successo del loro beniamino. Ma non ci è dato sapere quale percentuale di quei fondi proveniva invece da settori un po’ meno ‘puliti’. Ricordo anche, è doveroso, che l'afroamericano ha rifiutato del tutto i contributi federali alla sua campagna elettorale. Quest’ultima nota è di sicuro molto edificante, ma se si dà un’occhiata ad altri dettagli, ahimè, il quadro cambia. Si scoprono cose che preoccupano, e che confermano quello che ho scritto in “Obama? Gioire con prudenza, molta”.

Un primo sguardo ai dati pubblicati dalla Federal Election Commission americana fa risaltare la presenza dei ‘falchi’ della finanza di Wall Street fra i maggiori gruppi che hanno versato nelle casse del neo presidente, gli stessi che hanno giocato a biglie col futuro economico dell’intero pianeta, fino al collasso di questi giorni: Goldman Sachs, JPMorgan Chase, Citigroup, Morgan Stanley fra gli altri. Nel paragone fra i due contendenti alla Casa Bianca, Obama batte McCain per 2.938.556 dollari a 2.185.869 ricevuti delle banche commerciali. Quando poi si considerano gli speculatori più selvaggi della finanza americana, e cioè gli Hedge Funds, il presidente nero batte lo sconfitto bianco con un margine notevole: 2.637.578 dollari a 1.561.865. Questo forse spiega uno dei dettagli meno edificanti del passato politico di Obama: il suo voto al Congresso a favore del pacchetto di salvataggio sborsato direttamente dai contribuenti americani nelle tasche di Wall Street poche settimane fa, che non solo costerà sudore e pene a milioni di cittadini per anni a venire, ma che non risolve neppure uno dei problemi strutturali della finanza impazzita di quel Paese.

Proseguiamo. Da notare, fra le righe, quei 34.454 dollari che Barack Obama ha intascato dall’industria del tabacco. Non proprio morale per chi si presenta come ‘pulito’, per motivi persino troppo ovvi per essere citati. Ma una bruttissima sorpresa arriva quando si incontrano le voci relative ai colossi farmaceutici: Obama si è preso 1.662.280 dollari da questi giganti della speculazione sulla salute, contro i miseri 579.013 di McCain. La cosa è grave, poiché gli interessi di Big Pharma sono direttamente collegati al mantenimento del sistema Sanitario privatizzato americano, causa di ineguaglianze sociali orrende. Inoltre, visto ciò che le multinazionali del farmaco stanno facendo nel Terzo Mondo, dove negano ancora farmaci salvavita o sconti sui brevetti a tanti popoli disperati, di nuovo si fatica a trovare una moralità in questo aspetto di Obama. Si comincia qui a sbirciare qualcosa della realtà dietro i suoi proclami retorici.

Alla voce Comunicazioni ed Elettronica si rimane di sasso. Il Democratico straccia McCain con una somma ben cinque volte superiore, 21.600.186 dollari contro 4.308.349. La cosa grave in questo caso sta nella comprensione di chi in realtà milita in quella categoria: alcune fra le più micidiali industrie di Guerre Stellari americane, di spionaggio e di intercettazioni. Forse è per questo che Obama votò al Congresso la famigerata legge FISA, quella cioè che permette lo spionaggio di immigrati o di americani considerati ‘alieni’, politicamente scomodi, e che fu aspramente contestata da tutti i maggiori gruppi per i Diritti Civili. Inoltre, alla voce più specifica sui finanziatori della campagna elettorale provenienti dall’industria bellica, di nuovo Obama batte il Repubblicano, con 870.165 dollari contro 647.313.

Un altro settore di finanziamenti che preoccupa, è quello del comparto salute e assicurazioni. Ho già detto e scritto che la riforma sanitaria ipotizzata dal neo presidente lascia in sostanza le cose come stanno, con solo ritocchi cosmetici. Tradotto, significa che le grandi compagnie di assicurazione rimarranno gli arbitri della salute degli americani, in particolare dei 44 milioni di essi che oggi non hanno alcuna assistenza. I cittadini di quel Paese invocano in maggioranza e disperatamente un sistema sanitario pubblico, gratuito e finanziato dalle tasse, cosa riportata con chiarezza dai sondaggi ma non dalla stampa americana né dalla nostra. Obama ha ricevuto un gran totale di 49.408.792 dollari dal comparto salute e assicurazioni, McCain 33.286.626. Non sono spiccioli, e soprattutto non vengono donati a fondo perduto. Mi state capendo?

Per concludere, si arriva al tema dell’influenza sui candidati da parte delle lobby e delle professioni che contano. Barack Obama si è sforzato di rassicurare l’America che lui era il candidato degli interessi della persona media, della famiglia media, ma anche dei poveri, degli svantaggiati. Ok, senza perdere altro tempo ecco le cifre. Gli influenti lobbisti americani e gli studi legali (che negli USA hanno un potere enorme) hanno dato al giovane candidato vittorioso il triplo di quanto hanno dato a McCain: 37.122.161 dollari per il primo e solo 10.765.423 per il secondo. Questi non sono idealisti con lo sguardo perso nelle nuvole, sono personaggi, anzi, rapaci che ci vedono benissimo… Perché hanno premiato Obama?

Ripeto. Gioire, con prudenza. Moltissima.

fonte: Federal Election Commission USA
------------------------------------------------
-------------------------------------------------------------------

martedì 13 gennaio 2009

Il dietrofront di Obama

Questo un mio post all'articolo del quotidiano La Stampa (www.lastampa.it) "Il dietrofront di Obama". Lo ripropongo perché intendo parlare ancora di questo argomento nei prossimi giorni.


Non uno, ma molti passi indietro dopo l'elezione. Mi dispiace molto per i miei amici e per tutti coloro che speravano che il "mondo sarebbe cambiato" solo perché un afroamericano sarebbe andato al potere negli USA. E' dai tempi di ML King che i "neri" d'America combattono per i loro diritti e dal 1968 ad oggi sono cambiate tante cose. Oggi un uomo di colore negli USA è un "uomo normale" e non un "diverso" come invece siamo abituati a vederli noi italiani, ad esempio, deove la immigrazione non la conosciamo che da pochi anni. E dunque si è molto parlato del fatto che il colore della pelle del nuovo presidente degli USA avrebbe influito sul fatto che il mondo potesse o meno cambiare. Solo perché Obama è "nero" e faccia bei discorsi non è detto che debba essere un donchischiotte come lo hanno voluto descrivere i media di tutto il mondo senza, del resto, sostenere dei fatti alle parole. Senza approfondire il programma politico e capire se realmente fosse fattibile o meno. Sono stupito per come, particolarmente in Italia, si sia parlato durante i due anni di campagna elettorale statunitense di "cambiamenti epocali" in caso di elezione di Obama senza portare elementi concreti. Ora questi elementi di novità della politica di BARAK OBAMA sono venuti fuori, finalmente...ma purtroppo per essere smentiti dallo stesso presidente!
scritto da lazarus 12/1/2009 13:49

sabato 10 gennaio 2009

Mi si perdonerà...

Passato quasi un anno dalla ripresa di questo video ho metabolizzato bene la non proprio perfetta dizione, la non proprio eccelsa immagine che offro alla videocamera e la non affatto lucidissima descrizione (è stata un'intervista si può dire a sorpresa!) di questo libro di Williams Burroughs, Rock'n'roll virus, di cui parlo alla Mostra del libro di Torino del 2008. Stavo lavorando per Coniglio Editore allo stand, prendendo contatti commerciali e dando una mano agli addetti alle vendite. Avevo appena finito di leggere questo interessantissimo libro che mi ha fatto conoscere uno degli scrittori più rilevanti di quella che definirei il post beat, del quale ho poi letto ancora La scimmia sulla schiena e Il pasto nudo.
Perché pubblico questo video?
Ovviamente esibizionismo...
Ma sì!...Mi si perdonerà!