sabato 14 marzo 2009

Hop...per

Capita per caso, ops!, di scoprire un artista come Hopper. Deve essere proprio una fatalità. E allora eccola qui: la luce. La luce nei quadri di Hopper è stato l'elemento che ha colpito l'attenzione di Carlo, il libraio. "Quella descrizione del tramonto...mi sembrava proprio un quadro di Hopper". Non so ancora se aveva ragione: non ho ancora iniziato a leggere Cattedrale quella che è considerata il suo più importante opera. Ma di questi giudizi bisogna fidarsi poco, come di chi sta dietro ai libri. Carlo, l'altro giorno parlava parlava del libro della Einaudi che la casa editrice gli ha mandato in anteprima: Principianti di Raymond Carver. Ne discuteva, tutto scapigliato e su di giri. Sicuramente aveva passato la notte a leggere. Questa pubblicazione che sarà in uscita a metà marzo, riporta i manoscritti originali dello scrittore americano - mi dice - ed una versione completamente inedita del libro Di cosa parliamo quando parliamo d'amore; diversa del primo libro uscito per Minimum fax. E perché diversa? - gli chiedo. "Beh ci sono i manoscritti originali e le lettere che Carver invio per protestare dei tagli che erano stati fatti dai redattori". Rimango allibito, non certo sorpreso. Forse è per questo che proprio Carver, nel suo libro Niente trucchi da quattro soldi, scrive riferendosi al mondo dell'editoria: "A volte in quell'ambiente possono succedere delle cose davvero orrende".

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