mercoledì 30 novembre 2011

martedì 22 novembre 2011

Avanti Tecnocrati!

La classe politica italiana e tutto il suo chiacchiericcio mediatico e burlesco è stato spazzato via in questi giorni dalle facce serie e austere del nuovo governo. I miei amici politici e politicanti tacciono. E questo mi preoccupa. L'Europa sembra apprezzare e questo anche mi preoccupa e non poco. Sembra che la democrazia non riesca a far funzionare le cose ed allora ecco entrata in campo la tecno-crazia montiana. Avvocati, prefetti, banchieri, amministratori delegati. Ma è questo il governo che ci meritiamo? Dimostrazione ulteriore che a Berlusconi non c'era alternativa, che nessuno in Italia si vuol prendere la responsabilità, forse non ne ha le capacità?, di assumere il comando in questa situazione. Forse perché invece di pensare a fare il loro lavoro per bene, la classe politica in questi anni si è barricata in difesa di vecchie idee e privilegi che il cavaliere voleva in parte mettere in discussione.

giovedì 10 novembre 2011

IL PESO DELLA FARFALLA di Erri De Luca



Per la prima volta ho letto un libro di Erri De Luca, "Il peso della farfalla" di cui tempo fa ho sentito una recensione alla radio. Mi ha colpito il suo stile molto asciutto, denso, evocativo. Il punto di vista dello scrittore nella storia è onnisciente, quasi divino, e non potrebbe essere altrimenti. Una storia che narra dell'eterno scontro e incontro dell'uomo con il mondo animale, entrambi soggiogati dalle dure regole della natura, condivise per entrambi i mondi.

domenica 6 novembre 2011

Pioggia in novembre di domenica




Capita spesso in novembre di essere sorpresi dalla pioggia. Forse perché è il mese in cui tutti non vogliono la pioggia, vogliono ancora il sole. Infatti si suda ancora, a volte, a camminare per strada. Non si sa tanto bene che scarpe mettere, che giacca, che maglione. Perciò ci si cominci ad agitare, si toglie la giacca, poi la si rimette e si guarda il cielo sperando che prima o poi prenda una decisione. Io la mia l'ho presa. Ho deciso di uscire, di godermi un po' della mia domenica mattina. Il freddo non è ancora quello che mi paralizza in una morsa di pigrizia, come accadrà solo tra qualche mese, di domenica soprattutto. Scendo di casa ed inizio a camminare. 

mercoledì 2 novembre 2011

L'incredibile storia di Irena Sendler







Poco tempo fa è venuta a mancare una signora di 98 anni di nome Irena.
Durante la seconda guerra mondiale, Irena, aveva ottenuto il permesso di lavorare nel ghetto di Varsavia, come idraulica specialista.
Aveva anche un altro motivo per prendere quella decisione.
Irena era al corrente, per qualche motivo, dei piani che i nazisti avevano a quel tempo.
Durante il periodo di permanenza nel ghetto tristemente famoso per una sistematica opera di cancellazione della popolazione ebrea dalla capitale polacca, la donna riuscì a portare in salvo migliaia di neonati. Ci riuscì perché decise di stare dalla parte che riteneva essere quella giusta.

Go News: Dino Campana a Firenze


Genio e sregolatezza, furore poetico e disagio esistenziale, brama di libertà e necessità di dare ordine alla propria vita. Queste le facce di Dino Campana che emergono dal saggio biografico di Antonio Lanza, un libro che tenta di ripercorrere la tortuosa esistenza del poeta dei Canti Orfici, allargando l’obbiettivo all’ambiente in cui egli visse e in cui maturò la sua personalissima visione dell’arte. L’autore parla senza reticenze del complesso rapporto con i genitori, con la madre Fanny, spesso accusata di averlo trascurato a favore del fratello e con il padre Giovanni lacerato dai dubbi sulla salute mentale del figlio e incapace di sottrarlo ai perversi meccanismi delle cure manicomiali. 

lunedì 31 ottobre 2011

Madame Bovary: "E' una bambina!"




Charles era triste: la clientela non veniva. Passava lunghe ore seduto senza parlare, dormiva nel suo ambulatorio o guardava la moglie cucire. Per distrarsi, fece l'uomo di fatica in casa, e tentò persino di dipingere il solaio con un resto di pittura che avevano lasciato gli imbianchini. Ma era preoccupato per i problemi economici. Aveva speso così tanto denaro per gli abbellimenti della casa di Tostes, per gli abiti della signora e per il trasloco, che tutta la dote, più di tremila scudi, era svanita in due anni. E poi, quante cose rovinate o perdute nel trasporto da Tostes a Yonville, compreso il prete di gesso, che, cadendo dal carro in un sobbalzo troppo forte, si era rotto in mille pezzi sul selciato di Quincampoix!
Ma un'altra più piacevole preoccupazione intervenne a distrarlo, la gravidanza della moglie. Più il termine si avvicinava, più lui le voleva bene. Era un nuovo legame della carne che si stabiliva, come la sensazione continua di un'unione più complessa. Quando vedeva da lontano la sua andatura pigra e il suo busto senza corsetto ruotare mollemente sui fianchi, quando, uno di fronte all'altra, la contemplava a suo agio, mentre lei, seduta in poltrona, si abbandonava rilassata, allora la sua felicità era al culmine; si alzava, l'abbracciava, le accarezzava il viso, la chiamava mammina, voleva ballare con lei, e sciorinava, fra il riso e le lacrime, tutte le piacevoli facezie che gli venivano in mente. L'idea di aver generato lo deliziava. Ora non gli mancava nulla. Conosceva l'esistenza umana in tutti i suoi aspetti e vi si appoggiava sopra con i gomiti, come fosse a tavola, con serenità.

giovedì 20 ottobre 2011

Una gran voglia di indignarmi


L'attualità incalza tra le mille cose in cui sono impegnato in questi giorni.
Le cose passano ed i fatti della realtà sono sempre lì, vivi, a riprodursi nello schermo della tv, sul giornale che compro, continuamente intorno a me.
Del resto non posso fare a meno di pensare alla crisi economica che è scoppiata in Grecia, ai manifestanti che assediano il parlamento, all'odio e alla paura, che incalza, anche tra di noi in questi giorni. Tutti in attesa di ritrovarci in mutande, spennati dalle banche, dagli indici negativi, le triple AAA di Standar's e Poor e compagnia bella. Tutti, con la bava alla bocca per la precarietà in cui siamo costretti a vivere da anni.

mercoledì 6 aprile 2011

I viaggi del dottor Bardamu

Titolo: Viaggio al termine della notte
Autore: Louis Ferdinand Celine
Edizione: Corbaccio, 2010
Prezzo: 22,00 euro
Copertina: pieghevole
Pagine 575

Traduzione e note di Ernesto Ferrero
Appendice – “Celine, ovvero lo scandalo di un secolo” di Ernesto Ferrero

Il racconto di un'epoca, lo scandalo di un secolo. E' questa la definizione che Ernesto Ferrero, il più importante traduttore dell'autore francese, dà del libro di Celine autore cult per molti scrittori contemporanei, riferimento della letteratura oltreoceano scritta da autore del calibro di Charles Bukowski e Raymond Carver. Forse proprio in quella cultura Celine ha fatto più breccia, proprio in quei paesi che lui definiva marci di capitalismo
che disprezzava a tal punto da aderire al nazional-socialismo di Hitler che gli valse l'esilio dalla Francia in cui tornò solo nel 1951, isolato dal mondo degli intellettuali dell'epoca con in testa Jean Paul Sartre. Seppure Celiné rimarrà nella storia come lo scrittore antisemita per eccellenza ci piace ricordare le affermazioni di Bukowski: "Mi piace Celine perché si è tolto le viscere e ci ha riso sopra. Un uomo molto coraggioso" (cit. dal libro Hollywood Hollywood). La sua letteratura trova oggi tantissimi legami con un genere cosiddetto pulp, ma lo stile biografico unico dello scrittore francese può annoverarlo tra i classici della letteratura come maestro di livello assoluto per le sue variazioni dei temi, esagerazioni letterarie, deformazioni dialettali ma anche di descrizioni mirabili e raffinate e di una profondità letteraria che non è seconda a nessuno. 

lunedì 14 febbraio 2011

Con i libri non si campa


Giusto un anno fa ho firmato un contratto editoriale per scrivere una biografia su Dino Campana. E perché? mi hanno chiesto in tanti. Che c'entri tu con Dino Campana? A Firenze poi...

Presto detto. Campana è un poeta con un carattere che mi piace: ribelle, immorale, anticonformista in tutto. La poesia poi: oscura e visiva. Un cinema dell'anima. Firenze poi è la città che mi ha adottato, per essere ottimista. Fino a che punto una città possa renderti felice mai...non lo so. Ce l'avesse questo potere una città! Comunque sia di certo non mi ha espulso, almeno non ancora, laddove mi hanno pure coccolato a modo loro, per poi darmi un bel calcio nel sedere e via, a far parte della schiera dei falliti.  

martedì 8 febbraio 2011

A cena con Faletti...

Non è simpatico a tutti ed all'inizio, sinceramente, non lo era neanche a me. Pensare a Giorgio Faletti come uno scrittore di successo, vedere il suo romanzo pubblicizzato su riviste e TV, toccava e intaccava pesantemente quel lato purista della mia anima con il quale valuto un'opera letteraria quando si presenta sul mercato. “Insomma – borbottava il mio ego grosso come una casa – neanche il grande Umberto Eco vende così tanto come quell'ex comico da strapazzo!”. E questo perché nessuno fino a qualche giorno fa almeno, aveva osato mettere nero su bianco delle perplessità che tutti avevano ed hanno su questo fenomeno letterario che non sembra volersi arrestare.