lunedì 14 febbraio 2011

Con i libri non si campa


Giusto un anno fa ho firmato un contratto editoriale per scrivere una biografia su Dino Campana. E perché? mi hanno chiesto in tanti. Che c'entri tu con Dino Campana? A Firenze poi...

Presto detto. Campana è un poeta con un carattere che mi piace: ribelle, immorale, anticonformista in tutto. La poesia poi: oscura e visiva. Un cinema dell'anima. Firenze poi è la città che mi ha adottato, per essere ottimista. Fino a che punto una città possa renderti felice mai...non lo so. Ce l'avesse questo potere una città! Comunque sia di certo non mi ha espulso, almeno non ancora, laddove mi hanno pure coccolato a modo loro, per poi darmi un bel calcio nel sedere e via, a far parte della schiera dei falliti.  

"E' stato un piacere vivere insieme a lei, mi fa la città, ma ora: aria per favore! Con gentilezza, con garbo, vaffanculo!
E io via, senza farmelo dire due volte. Del resto perché opporsi allo schifoso destino.
In tutti i modi un anno fa mi capita una bella storia. A Firenze ho già un buon amico che mi presenta un editore, un luminare, uno di quelli a cui non sfugge una buona idea. Allora mi presento da lui con questa idea di un libro su Campana a Firenze. Mai visto! mi dice, buona idea, te la finanzio ed io giù a lavorare per mesi e mesi solo a quello. Ne ho percorsi di chilometri in giro per la provincia, fatte foto, interviste e tutto il resto. E poi bozze, revisioni e controrevisioni. Il libro per ottobre è pronto ed esce ora a marzo. Che fico, come dicono a Roma. 
Gaio! E' bello essere uno scrittore, pagato poi è pure meglio. 
Il mio vecchio editore è anche un vecchio amico. Un uomo buono. Io lo chiamo dopo firmato quel contratto e gli faccio: "Che faresti ora?". Lui mi dice: "Mettilo in un cassetto e vai avanti con altre idee, moltiplica le energie". Ottimo suggerimento se non fosse che non ho più né idee né energie. Mi viene solo voglia di fare delle lunghe passeggiate, qualche partita a calcetto ed un sacco di sesso. Che posso farci? Sarò un inguaribile romantico e per questo penso che con i libri non posso proprio camparci. Forse il giornalista, quello sì che mi stimola. E' veloce, rapido, subito dentro la notizia e poi fuori. Niente paragrafi lunghi o dialoghi che non tornano. Tutto è realtà e fatti.
Infatti ricomincio a scrivere, mi metto d'impegno e firmo pure un contratto di collaborazione. Ma passano i mesi, io scrivo e di soldi nada! Adesso vediamo. E' un momento difficile. La crisi. Intanto vedo che l'acqua finisce sempre tutta a mare. Che schifo!
La settimana scorsa, poco prima ricevessi la grande notizia che il libro era stato stampato, ho avuto una scossa, dall'alto forse. Basta il giornalista, o meglio, basta giornalista per mestiere. Trovati un lavoro! sentivo gridare tutta una schiera di sapientoni dentro la mia memoria. E così ho fatto. Per la quarta o quinta volta in vita mia sono andato in un'agenzia. Esperienza frustrante? vi chiederete. Nient'affatto. Stimolante, direi e pure sensuale. Eh sì, perché a stare a contatto con tanti disgraziati, tutti della stessa pasta poi, tutti stretti uno addosso all'altro, la puzza di sudore delle scarpinate in giro alla ricerca di gloria, le penne condivise mozzicate dal nervosismo mentre si compilano moduli inutili. E poi tutti lì, uno vicino all'altro sulle sedie in attesa del colloquio. Ed il tipo che ti intervista che cerca di darti fiducia: "Dai che ce la fai" sembra volerti dire, darti delle pacche sulle spalle quando anche lui ne avrebbe bisogno. Io non mi tiro mai indietro quando si tratta di queste cose.
Questo tipo che mi ritrovo davanti è un trentenne inoltrato come me, vestito peggio però.  Forse perché lui un mezzo lavoro ce l'ha. Un pizzo sulla faccia ed un'espressione incasinatissima, distrutta. Con voce suadente mi chiede se sto lavorando e se sono disposto a fare altro, oltre le competenze che gli ho scritto nel profilo. Io gli dico che certo, voglio fare altro. 
"Hai provato con le librerie? A volte cercano personale"
"No, non ci aveva mai pensato - gli faccio, e poi mi lancio - Avete offerte?"
"No - mi fa lui, stroncandomi - Conviene che gli porti le tue referenze direttamente".
Che posso dirti allora, vado. Esco e mi metto alla ricerca di librerie, oppure qualche inserzione: "Cercasi scrittore a pagamento". Su internet l'ho pure trovato un sito. Qualcosa come "articoli in vendita". Fiondatevi, prima che sia troppo tardi.

Nessun commento: