lunedì 31 ottobre 2011

Madame Bovary: "E' una bambina!"




Charles era triste: la clientela non veniva. Passava lunghe ore seduto senza parlare, dormiva nel suo ambulatorio o guardava la moglie cucire. Per distrarsi, fece l'uomo di fatica in casa, e tentò persino di dipingere il solaio con un resto di pittura che avevano lasciato gli imbianchini. Ma era preoccupato per i problemi economici. Aveva speso così tanto denaro per gli abbellimenti della casa di Tostes, per gli abiti della signora e per il trasloco, che tutta la dote, più di tremila scudi, era svanita in due anni. E poi, quante cose rovinate o perdute nel trasporto da Tostes a Yonville, compreso il prete di gesso, che, cadendo dal carro in un sobbalzo troppo forte, si era rotto in mille pezzi sul selciato di Quincampoix!
Ma un'altra più piacevole preoccupazione intervenne a distrarlo, la gravidanza della moglie. Più il termine si avvicinava, più lui le voleva bene. Era un nuovo legame della carne che si stabiliva, come la sensazione continua di un'unione più complessa. Quando vedeva da lontano la sua andatura pigra e il suo busto senza corsetto ruotare mollemente sui fianchi, quando, uno di fronte all'altra, la contemplava a suo agio, mentre lei, seduta in poltrona, si abbandonava rilassata, allora la sua felicità era al culmine; si alzava, l'abbracciava, le accarezzava il viso, la chiamava mammina, voleva ballare con lei, e sciorinava, fra il riso e le lacrime, tutte le piacevoli facezie che gli venivano in mente. L'idea di aver generato lo deliziava. Ora non gli mancava nulla. Conosceva l'esistenza umana in tutti i suoi aspetti e vi si appoggiava sopra con i gomiti, come fosse a tavola, con serenità.

giovedì 20 ottobre 2011

Una gran voglia di indignarmi


L'attualità incalza tra le mille cose in cui sono impegnato in questi giorni.
Le cose passano ed i fatti della realtà sono sempre lì, vivi, a riprodursi nello schermo della tv, sul giornale che compro, continuamente intorno a me.
Del resto non posso fare a meno di pensare alla crisi economica che è scoppiata in Grecia, ai manifestanti che assediano il parlamento, all'odio e alla paura, che incalza, anche tra di noi in questi giorni. Tutti in attesa di ritrovarci in mutande, spennati dalle banche, dagli indici negativi, le triple AAA di Standar's e Poor e compagnia bella. Tutti, con la bava alla bocca per la precarietà in cui siamo costretti a vivere da anni.