mercoledì 2 novembre 2011

Go News: Dino Campana a Firenze


Genio e sregolatezza, furore poetico e disagio esistenziale, brama di libertà e necessità di dare ordine alla propria vita. Queste le facce di Dino Campana che emergono dal saggio biografico di Antonio Lanza, un libro che tenta di ripercorrere la tortuosa esistenza del poeta dei Canti Orfici, allargando l’obbiettivo all’ambiente in cui egli visse e in cui maturò la sua personalissima visione dell’arte. L’autore parla senza reticenze del complesso rapporto con i genitori, con la madre Fanny, spesso accusata di averlo trascurato a favore del fratello e con il padre Giovanni lacerato dai dubbi sulla salute mentale del figlio e incapace di sottrarlo ai perversi meccanismi delle cure manicomiali. 
Lanza rivaluta il ruolo di Marradi e dei suoi abitanti che se da un lato trattarono Dino come lo “scemo del paese”, dall’altro lo aiutarono a pubblicare la prima edizione dei Canti. Meno indulgente sembra invece il giudizio sui Futuristi fiorentini, i vari Papini e Soffici, troppo presi dal loro progetto di demolizione della cultura ufficiale per accorgersi delle grandezza di questo giovane venuto dall’Appennino Tosco-romagnolo vestito come un “pastore” e con in mano un mazzo di fogli di carta ingiallita. Lanza si sofferma sulla funzione degli ospedali psichiatrici in una società in cui l’internamento era visto come l’unica soluzione ai problemi psichici o anche più semplicemente a comportamenti eterodossi, come il vagabondaggio a cui Dino si dedicò precocemente. Infine un’amara riflessione sul rapporto con Sibilla Aleramo, una storia che non riuscirà a riscattare Dino dal suo tragico destino e che comunque rimarrà come una raggio di luce su una vicenda umana segnata dal dolore, dalla solitudine e dall’incomprensione. 

Fonte: GoNews

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