domenica 6 novembre 2011

Pioggia in novembre di domenica




Capita spesso in novembre di essere sorpresi dalla pioggia. Forse perché è il mese in cui tutti non vogliono la pioggia, vogliono ancora il sole. Infatti si suda ancora, a volte, a camminare per strada. Non si sa tanto bene che scarpe mettere, che giacca, che maglione. Perciò ci si cominci ad agitare, si toglie la giacca, poi la si rimette e si guarda il cielo sperando che prima o poi prenda una decisione. Io la mia l'ho presa. Ho deciso di uscire, di godermi un po' della mia domenica mattina. Il freddo non è ancora quello che mi paralizza in una morsa di pigrizia, come accadrà solo tra qualche mese, di domenica soprattutto. Scendo di casa ed inizio a camminare. 
Mi fa bene spezzare un po' la monotonia della giornata. Del resto cosa ho da fare, di domenica? Perdere tempo, di solito. Non faccio sport, non vado in chiesa, non ho figli da portare al parco, non ho vecchi da andare a trovare. In fondo, mi dico, il tempo è ancora buono. Sotto i miei piedi scorre la strada sconnessa, un po' umidiccia, ed i volti della gente che incrocio, sono tristi, quasi in pausa. Non sanno se ridere o piangere. Forse perché non sanno che tempo farà, più tardi. Forse perché gli sembra che da troppo non vedono il sole. Quando c'era il sole, erano gli stessi che sbuffavano, perché faceva troppo caldo. Ma io non ci faccio caso, li capisco. Non mi va di star sempre lì a criticare la gente. E' una brutta abitudine e fa male al fegato. 
Mi fermo all'edicola a prendere il giornale, poi esco, ed a un certo punto sento qualche goccia che mi picchia sul naso. Ma è dolce, si appoggia ed è sottile, vibra non scuote. Non ho l'ombrello, pazienza. Se verrà a piovere forte mi bagnerò, e bagnerò il giornale. Intanto, me lo infilo dentro i pantaloni, sotto la giacca a vento. 
E' novembre, c'è ancora tanto da lavorare. Per arrivare dove? Forse solo alla fine dell'anno, nell'illusione che poi ci sia anche un inizio, dopo. Ma perché è un'illusione? Ci credono tutti! E' realtà, allora. E' così, piove, poi smette, poi fa freddo e l'anno finisce per poi ricominciare. Non è sempre uguale, a volte cambia tutto, non lo so, a volte cambia tutto da un momento all'altro. In novembre no, in novembre piove e non piove e il cielo è quasi sempre grigio e noi siamo incerti sul da farsi, come le nuvole che vanno e vengono, si aprono o si uniscono tra loro e ti chiudono quella terribile cappa grigia sulla testa. Ma io non mi demoralizzo, di certo. Mi fermo al bar, allora, prolungo la mia passeggiata, nonostante che la pioggia ora si comincia a sentire anche sulla testa. Nel vecchio bar La Posta solo qualche mese fa c'erano dei vecchi cimeli di una Ferrari smontata, a dar lustro ad un ambiente consumato dagli anni. Un caffè per favore, e così la mattina finisce per continuare. Il caffè è caldo, mi scotta la lingua, ed ho la sensazione che fuori piova e faccia freddo e mi consolo a star lì, al riparo.

3 commenti:

Grazia ha detto...

Tutti soffriamo un pò meteropatia (si dice così???), i nostri umori sono collegati al tempo. Novembre è così, un mese di transizione verso l'inverno, quello vero e freddo. Novembre è fatto per essere un pò uggiosi, come il tempo...ma passerà...
Grazia

Mirella ha detto...

sarà forse il mese che più ci rappresenta?!
In fondo siamo tutti insicuri di ciò che accadrà/non accadrà..
e ci si aggrappa a quello in cui fermamente crediamo!!
e che la pioggia ci bagni il viso.. che ci importa!! a volte è utile per nascondere le lacrime... durante quelle lunghe, infinite passeggiate solitarie.

Lazarus ha detto...

Anche in novembre capitano le giornate di sole... e iniziamo a vedere tutto più chiaro.
Grazie per i bei commenti!