mercoledì 4 febbraio 2015

Forbici: un romanzo biografico su Raymond Carver





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Guardare il proprio mito attraverso una lente d’ingrandimento, scoprire retroscena della sua vita fino a comporne un’opera letteraria, può servire a comprenderne meglio gli insegnamenti, a svelarne la dimensione reale, i limiti che ne fanno un uomo in carne e ossa. Vuol dire anche liberarsi dall’ossessione che nel tempo si sviluppa per il mito stesso, svestirlo dai panni della “sacralità” e metterne in evidenza il carattere puro, per avvicinarsi alla sua essenza e comprenderne la natura delle scelte. In una parola, scoprire la verità. È quello che Stéphane Michaka fa nel suo romanzo Forbici che racconta l’ascesa verso la notorietà come scrittore di Raymond Carver, considerato anche in Italia il più influente tra gli scrittori americani di racconti brevi della sua generazione. La storia indaga il rapporto tra lo scrittore e Gordon Lish, editor della rivista Esquire di New York che fu il primo a scoprire in lui il massimo esponente della nuova narrativa realistica degli anni ’80. Nel suo terzo romanzo, pubblicato in Francia nel 2012, Michaka racconta la storia umana e professionale consumatasi alla fine degli anni ’70 tra Raymond e Douglas (trasposizione letteraria di Gordon Lish) e ricostruisce i retroscena che portarono l’editor più famoso d’America a far “salire a bordo” sulla grande nave degli autori più promettenti e noti degli Stati Uniti. Il prezzo da pagare da Raymond è molto alto. “Hai troppo cuore” dice Douglas a Raymond nel giustificare le pesanti correzioni e i tagli brutali fatti ai suoi racconti per renderli agili, ficcanti e pubblicabili sulla sua prestigiosa rivista di New York. In questo rapporto si intromette la moglie dello scrittore, Marianne che prende spunto dal nome vero di Marianne Burk, moglie, musa e preziosa consigliera dello scrittore in quasi tutti i suoi racconti pubblicati nella raccolta uscita nel 1976, Vuoi star zitta per favore? dedicata proprio a lei da Carver.

“Non ha cambiato qualcosa qua e là. Ha eliminato intere pagine dei tuoi racconti” afferma stizzita Marianne difronte all’impotente Raymond. Anche se Marianne non riesce a tollerare la presunzione di Douglas nell’impossessarsi dell’anima di suo marito, alla fine lo spinge ad accettare le proposte di Douglas il quale per un racconto pubblicato pagava il doppio dei soldi, oltre a fornirgli il giusto trampolino di lancio per la sua carriera. “A quale scrittore non interessa pubblicare?” si chiede diabolicamente Douglas, in uno dei tanti flussi di coscienza dei personaggi creati da Michaka, per giustificare a se stesso la violenza che usa nei tagli dei racconti. A tutti gli scrittori interessa pubblicare, e a qualsiasi prezzo, è la morale della storia. E il prezzo pagato da Raymond è molto alto, perché vuole ad ogni costo fare lo scrittore e alla fine si sottomette alle “forbici” di Douglas. Raymond per agevolare la sua formazione di scrittore rinnega in gran parte la sua figura di marito e mette da parte moglie e figli ripiegando la sua disperazione nell’alcool. E la vittima predestinata di questa vicenda è proprio Marianne che, oltre a rileggere i racconti di Raymond e consigliarlo nelle sue scelte editoriali, si accolla tutta la responsabilità della famiglia. Marianne fa due lavori, l’insegnante la mattina e la cameriera di sera, per mandare il marito alle scuole di scrittura, garantirgli la calma per scrivere e dare nel frattempo ai suoi figli una vita decorosa. Ma ad un certo punto Marianne inizia ad interrogarsi sulle “conseguenze” di tutto questo:
«Di mattina, distribuisco lettere di plastica ai bambini. Sto a pazientare finché non riescono a scrivere correttamente CONSEGUENZA. Poi rifletto sul modo migliore di spiegare la parola. “Il mio matrimonio con uno scrittore alcolizzato ha come conseguenza due lavori, che non hanno niente in comune, e un senso di vertigine quando passo dall’uno all’altro”. “Tutto quello che Raymond scrive è per ora senza nessuna conseguenza, potrebbe dopotutto ricopiare un catalogo di vendita per corrispondenza. Ma forse il suo incontro con l’editore, il gran capo, non sarà senza nessuna conseguenza, chissà?».
Quanto più Raymond si avvicinerà al suo sogno di diventare uno scrittore riconosciuto da tutti, tanto più sprofonderà nell’alcolismo, allontanandosi dalla famiglia e dalla sua vita insieme a Marianne. Scritto in prima persona e dal punto di vista dei diversi personaggi costruiscono la storia, arricchita da quattro racconti scritti da Michaka in puro stile carveriano, Forbici non è una biografia romanzata, ma una storia ispirata dalla profonda conoscenza della vita di Raymond Carver. È lui il mito da smascherare, ma anche un’occasione offerta al lettore per far rivivere le vibrazioni della sua voce che resterà sempre unica, inconfondibile.    

Forbici
di Stéphane Michaka
Traduzione Maurizio Ferrara
Edizioni Clichy 2013 Collana: Gare du Nord pp. 217 € 15,0

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